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L’assegno per il nucleo familiare

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a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli)

 L’assegno per il nucleo familiare è previsto per aiutare le famiglie dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari sono composti da più persone e i cui redditi sono al di sotto delle fasce di reddito massime stabilite dalla legge.

A chi spetta

Gli assegni familiari competono ai lavoratori dipendenti in attività, ai disoccupati indennizzati, ai lavoratori cassaintegrati, ai lavoratori in mobilità, ai lavoratori in malattia o in maternità e ai pensionati ex lavoratori dipendenti; spetta anche ai lavoratori con contratto a termine. Per averne diritto è necessario che il reddito familiare non superi determinati limiti, stabiliti ogni anno dalla legge; è costituito da quello del richiedente e di tutte le persone che compongono il nucleo familiare, prodotto nell’anno solare precedente; decorre dal 1° luglio di ogni anno ed ha valore fino al 30 giugno dell’anno successivo. Ai fini del diritto all’assegno si considera la somma dei redditi complessivi assoggettati all’Irpef di tutti i componenti, compresa la casa di abitazione,i redditi a tassazione separata, l’assegno di mantenimento corrisposto dal coniuge separato, le borse di studio, la pensione e l’assegno sociale, la pensione per invalidi civili per i ciechi e sordomuti, gli interessi di c/c su depositi bancari, gli interessi da Bot o Cct, e i proventi da investimento. Fanno parte del nucleo familiare: il coniuge anche se non convivente, i figli minorenni, i figli maggiorenni inabili, fratelli sorelle e nipoti inabili e familiari residenti all’estero di cittadino straniero (solo se esiste un rapporto di reciprocità con lo Stato di provenienza o sia stata stipulata una convenzione in materia di Anf). Per i nuclei familiari numerosi, composti cioè da almeno 4 figli o equiparati di età inferiore a 26 anni, si avrà diritto all’assegno al nucleo familiare oltre che per i figli minori anche per i maggiori di anni 18 (compiuti) ed inferiore a 21 anni purché studenti o apprendisti. Non vanno considerati i redditi derivanti da pensioni di guerra, le rendite vitalizie Inail, le indennità di accompagnamento, le indennità ai ciechi e ai sordi, le indennità di frequenza, i trattamenti di fine rapporto e gli arretrati delle integrazioni salariali.

Per chi spetta

Spetta per i componenti del nucleo familiare costituito dal richiedente, dal coniuge non legalmente separato, dai figli di età inferiore a 18 anni, da figli maggiorenni inabili, dai fratelli sorelle e nipoti collaterali del richiedente, minori di età o maggiorenni inabili purché orfani. Una delle condizioni per il diritto, oltre a quella del limite di reddito è che almeno il 70% del reddito complessivo dell’intero nucleo familiare sia costituito da redditi da lavoro dipendente o da pensione liquidata a carico dei fondi dei lavoratori dipendenti.

Chi paga

Ai lavoratori in attività l’assegno viene pagato dal datore di lavoro in occasione del pagamento della retribuzione. Il datore di lavoro chiede poi all’Inps il rimborso delle somme pagate. Per colf, operai agricoli dipendenti, disoccupati ecc., l’assegno viene pagato direttamente dall’Inps. Serve un’autorizzazione preventiva dell’Inps, da consegnare al datore di lavoro, nei casi di: figli di divorziati, figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori, fratelli, sorelle, nipoti e familiari inabili. Ai pensionati l’assegno viene pagato direttamente dall’INPS insieme alla rata di pensione.

Reddito per il calcolo dell’Anf

Il reddito del nucleo familiare è costituito dalla somma dei redditi del richiedente l’assegno e dei familiari che concorrono alla composizione del nucleo. Il reddito familiare da prendere in considerazione ai fini dell’assegno per il nucleo familiare è la somma dei redditi prodotti dai singoli componenti il nucleo familiare nell’anno solare precedente il 1° luglio dell’anno per il quale viene effettuata la richiesta di assegno ed ha valore per la  corresponsione dell’assegno fino al 30 giugno dell’anno successivo.

Tipologia del nucleo familiare

In presenza di particolari condizioni sono prefigurati determinati aumenti delle soglie reddituali cui vengono rapportati il titolo all’assegno e la relativa misura. Come nel caso delle famiglie monoparentali. Se, cioè, il richiedente o la richiedente l’assegno si trova nelle condizioni di vedovo o vedova, separato o separata legalmente, divorziato o divorziata, celibe o nubile o in stato di abbandono. Non solo, ma anche a favore di nuclei che comprendono soggetti inabili a proficuo lavoro è prevista inoltre l’erogazione maggiorata della prestazione in questione .

Domanda

Deve essere presentata: al proprio datore di lavoro, nell’ipotesi in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente, utilizzando il modello Anf/Dip. In tale fattispecie, il datore di lavoro deve corrispondere l’assegno per il periodo di lavoro prestato alle proprie dipendenze, pure se la richiesta è stata inoltrata dopo la risoluzione del rapporto nel termine prescrizionale di 5 anni; oppure trasmessa all’Inps, in modalità telematica, nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore iscritto alla gestione separata, ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

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