Pozzuoli Ora e Movimento Cinque Stelle non mollano la presa e invocano le dimissioni del sindaco Figliolia dopo la figuraccia fatta ieri dal Primo Cittadino in consiglio comunale sulla certificata disparità di trattamento tra i commercianti in merito alle sanzioni per occupazioni abusive di suolo pubblico.

“La richiesta che facciamo è chiara: il sindaco deve dimettersi, il pericolo che una simile condotta possa essere reiterata anche sotto altri aspetti della vita amministrativa è troppo alto.  Anche il Sostituto Procuratore della Repubblica, il dottor Sergio Amato, ha confermato  quello che l’opposizione già denunciava a febbraio, ovvero che il sindaco Figliolia ha gestito in maniera discrezionale le ordinanze relative alle chiusure dei locali commerciali, firmandone alcune e ignorando altre. Nel decreto di archiviazione c’è scritto a chiare lettere: “[…] essendo stata accertata una illegittima gestione dei provvedimenti, adottati dall’indagato, Sindaco di Pozzuoli, in relazione alle modalità di attuazione in materia di occupazione suolo pubblico […] quanto ad oggettive disparità di trattamento emerse nei confronti di numerosi esercenti commerciali nei confronti dei quali non risulta adottato il provvedimento di chiusura dell’attività”.

«Noi parliamo di  responsabilità politica – afferma il consigliere Raffaele Postiglione (Pozzuoli Ora) – e nulla più. Il sindaco spieghi a noi e alla città, perché non ha firmato le sessanta ordinanze di chiusura che erano sulla sua scrivania. Perché non spiega alla città dove sono i cento verbali della Polizia Municipale che non si trovano. Spieghi per quale motivo per infrazioni rilevate nel medesimo giorno si è proceduto in maniera diversa. Il sindaco – conclude Postiglione –  ha fatto due pesi e due misure per sanzioni nate nello stesso momento su procedimenti che nascevano da sanzioni identiche».

«Se l’archiviazione del procedimento da un lato ha prosciolto penalmente il Sindaco Figliolia, dall’altro ha esplicitato l’illegittimità del suo operato – affermano i consiglieri del Movimento Cinque Stelle, Antonio Caso e Domenico Critelli. Mettendolo nero su bianco, il PM ha ribadito una percezione che in città era forte da tempo: agli occhi del nostro primo cittadino i Puteolani non sono tutti uguali, non sono parimenti trattati, o almeno così è stato per i commercianti».

E non è finita qui.

Con un lungo post sulla propria pagina Facebook, il consigliere pentastellato Antonio Caso è andato oltre, denunciando tutte le mancanze dell’attuale Amministrazione.

Partendo  dalla  scena surreale e pietosa a cui abbiamo assistito ieri in Consiglio Comunale, quando c’era da discutere dell’ultima variazione di bilancio del 2019, ma il Sindaco era solo tra i banchi, senza gli assessori da lui licenziati appena 8 giorni fa”.

“Una città paralizzata da guerre di potere del suo carrozzone elettorale e del suo partito, il PD. – prosegue CasoPeccato che nel frattempo la città, in diversi punti (anche vie di fuga), sprofonda e si allaga alle prime piogge più abbondanti. Tutto ciò nonostante le vagonate di milioni spesi (?) per i grandi progetti e su cui attendiamo da 4 mesi una relazione dal primo cittadino. Gli operatori sono da due anni e mezzo senza il mercato alla minuta che alla fine ci costerà circa 1.800.000 euro dai circa 300.000 della previsione iniziale, il palazzetto di Monterusciello è ancora chiuso, il cimitero sprofonda, gli 80 alloggi sono ancora fermi, l’area commerciale di via Fascione sotto sequestro con intere famiglie senza reddito, la programmazione natalizia come sempre raffazzonata all’ultimo minuto, manca il piano dehors per la darsena, il depuratore ed i canali continuano a rendere invivibile Licola, negli alloggi di edilizia residenziale pubblica continua a pioverci dentro, ecc. ecc Una città dalle enormi potenzialità che ha avrebbe dovuto “decollare” da tempo e che invece, dopo 7 anni e mezzo di amministrazione, è in pieno stallo. La verità è che il carrozzone Figliolia ha mostrato crepe fin dall’inizio, con ribellioni varie, cambi di casacche, maggioranze A, B, C…. ed addirittura un bilancio approvato grazie all’aiuto di parte dell’opposizione. Numerosi Consigli Comunali saltati per mancanza di numero legale ed altri in cui la sua corposa maggioranza a 19 (?) è scappata pur di non discutere. Circa 6 mesi fa la ribellione degli 11, diventati 8 a settembre. Di questi 8, ben 5 sono proprio del PD. Il Sindaco, ormai con le spalle al muro, ha dovuto prendere atto ufficialmente della crisi del suo carrozzone elettorale. Diciamocela tutta, oltre a giochi di potere e di poltrone a generare la crisi c’è stato anche il fatto che il Consiglio Comunale in questi 2 anni e mezzo è stato spesso delegittimato, riducendolo ad un manipolo di alzatori di mano, costretti ad approvare scelte calate dall’alto senza possibilità di poter approfondire e discutere. Alla fine anche parte della maggioranza si è stufata. Una crisi – conclude il capogruppo dei CinqueStelle –  che dall’amministrazione si è propagata anche all’interno del PD. Documenti e contro documenti, sfiducie e contro sfiducie, firme e contro firme. Poi la guerra delle tessere senza esclusione di colpi. Da circa 270 iscritti dell’anno scorso il PD è passato in 7 giorni a circa 1300 tessere. Probabilmente il circolo con più iscritti d’Italia. Siamo passati in piazza in quei giorni ed abbiamo visto lunghe file in salita ed in discesa. Abbiamo pensato che nella sede PD venisse distribuito il pane. Invece no, era in corso “una festa di partecipazione”, spontaneamente i cittadini andavano a fare una tessera dal costo di 23 euro. In totale circa 30.000 euro di tessere. Insomma, stiamo assistendo a di tutto e di più, ma per favore non chiamatela Politica. Sicuramente abbiamo tanto da imparare, ma una cosa è certa: questo Sindaco e questa maggioranza non potranno mai essere i nostri maestri. Liberate la città da questa vergognosa agonia, andate a casa!”.

 

Commenti