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Lavoratori precari: i contributi “scomparsi”

a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli)

Molti precari hanno visto “scomparire” una parte dei contributi versati. Si tratta in particolare di precari che operano presso grandi amministrazioni pubbliche, università ed enti di ricerca, come hanno già denunciato a gennaio scorso l’Inca e la Cgil, spiegando che non si tratta di evasione contributiva ma di malfunzionamento relativo al sistema di versamento e di accredito delle singole posizioni contributive, di uno scorretto incanalamento dei contributi previdenziali da parte di Inps e, in qualche caso, anche di diverse pubbliche amministrazioni.

Della vicenda dei “contributi scomparsi” continua a occuparsi la Cgil che, insieme a Fp, Flc, Nidil e Inca, ha organizzato una giornata di mobilitazione nazionale sul tema “Sei precario e ti scappano i contributi? Senza i contributi previdenziali perdi i tuoi diritti: maternità, malattia, una tantum, pensione”.

A presentare l’iniziativa, a Roma, presso la sede della Cgil, in corso d’Italia, sono state Vera Lamonica (segretaria confederale della Cgil), Luigina De Santis (componente del collegio di presidenza Inca) e alcuni dirigenti delle Federazioni dei lavoratori pubblici (Fp Cgil), degli atipici (Nidil) e della scuola, università, ricerca e Afam (Flb).

Presenti anche Andrea Ferrigno e Ilaria Canobbio, assegnisti di ricerca all’Università di Pavia, dove si denunciano lacune che risalgono in alcuni casi al 2005 per importi che arrivano fino al 50% dei contributi totali.

La giornata ha promosso una vera e propria campagna per sensibilizzare tutti i lavoratori precari delle diverse amministrazioni e tutti gli iscritti alla Gestione separata Inps affinché controllino le proprie posizioni assicurative con l’aiuto degli esperti del patronato della Cgil.

Nel corso della manifestazione, sono stati allestiti dei banchetti presso le università e le pubbliche amministrazioni maggiormente interessate al problema. Gli operatori di Inca, insieme ai sindacalisti di Fp Cgil, Nidil Cgil e Flc, hanno offerto una consulenza gratuita ai lavoratori e alle lavoratrici interessati,  invitati a verificare il loro estratto conto Inps individuale, a richiedere eventuali integrazioni di contributi mancanti, rivendicare le prestazioni (quali l’indennità di maternità) rifiutate o non correttamente liquidate dall’Istituto di previdenza.

“Molti ricercatori e assegnisti universitari -fanno sapere dalla Cgil e dall’Inca- hanno dunque visto ‘sparire’ versamenti contributivi utili per accedere alle prestazioni sociali, quali l’indennità di maternità e malattia, con gravi pregiudizi sulle loro già magre aspettative pensionistiche. A molti di loro, soprattutto donne in gravidanza, sono state negate le tutele previste per maternità o, in alcuni casi, riconosciute solo parzialmente poiché i versamenti effettuati risultavano inferiori ai limiti imposti dalle leggi”.

Dalle prime segnalazioni giunte agli uffici di patronato della Cgil ad oggi, la piaga dei contributi scomparsi coinvolge anche aziende private in cui operano lavoratrici e lavoratori con contratti precari (co.co.pro.  e co.co.co.). Difficile fare una stima di quanti lavoratori siano coinvolti, ma è lecito pensare che la modalità di ‘accreditamento cumulativo’ (e non nominativo) dei contributi per gli iscritti alla Gestione separata dell’Inps possa riguardare anche lavoratori che tuttora sono all’oscuro di eventuali errori compiuti sulla loro posizione assicurativa. Lo stesso Inps, su pressione della Cgil e dell’Inca, ha assicurato che affronterà il problema: si è impegnato ad attuare una verifica su quanto è avvenuto, non tenendo conto di eventuali termini di prescrizione (5 anni) per quanti rivendichino il diritto alla corretta registrazione della contribuzione corrisposta. Inoltre, per evitare che in futuro si possano ripetere gli errori, l’Ente di via Ciro il Grande ha modificato la procedura di accredito dei contributi previdenziali degli iscritti alla Gestione separata, imponendo la tracciabilità nominativa dei versamenti stessi. Da ora in poi, dunque, eventuali errori contenuti negli estratti conto previdenziali individuali potranno essere facilmente corretti.

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