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Lavori pubblici: come si scelgono le urgenze?

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Un marciapiede parzialmente distrutto. E’ l’indecente “spettacolo” a cui, purtroppo da molto tempo, assistono inermi residenti e avventori di via Oberdan, costretti a camminare per strada con grave rischio per la propria incolumità. E chissà quanti di essi, per cadute o investimenti, hanno già chiesto e ottenuto risarcimenti, pagati dal Municipio a spese dell’intera collettività.

Il problema è serio e pare sia stato causato dall’azione dei mezzi meccanici adibiti alla rimozione degli enormi cumuli di immondizia formatisi durante le numerose e drammatiche emergenze rifiuti degli scorsi anni.

Ma la cosa più grave è che chi dovrebbe prendere provvedimenti in tal senso pare sia sordo e cieco, contribuendo col proprio lassismo a peggiorare una situazione che ha già abbondantemente superato ogni limite di sopportazione.

Entrambi i marciapiedi di via Oberdan sarebbero infatti da rifare completamente per evitare ulteriori incidenti e nuovi debiti sul groppone della comunità (“Pantalone che paga” siamo tutti noi!).

L’ultimo s.o.s. in tal senso è stato lanciato il 30 settembre al parlamentino civico da Antonio Di Bonito, consigliere comunale di maggioranza eletto nella lista civica “Bene Comune”.

“Colgo l’occasione per denunciare un oggetto misterioso, ossia la procedura con cui vengono stabilite le priorità degli interventi urgenti di manutenzione –ha detto Di Bonito- Il sintomo è il disinteresse che è stato mostrato con protervia nel caso del marciapiede di via Oberban, che ho sottoposto, verbalmente sin dal mese di aprile e per iscritto nel mese di giugno, all’assessorato competente. Forse è il marciapiede più disastrato di tutta la città. Ma pare che, secondo una classificazione eterogenea e discutibile, ve ne siano da riparare altri di maggiore visibilità elettorale”.

Una pesante frecciata indirizzata all’assessore ai lavori pubblici (e vicesindaco) Mario Marrandino, al quale, il 18 giugno, lo stesso Di Bonito aveva segnalato per iscritto “ancora una volta lo stato di degrado strutturale del tratto di marciapiede ubicato nel tratto terminale di via Oberdan, al confine con il demolito fabbricato, cosiddetto Palazzo Turco. Il marciapiede di fatto non esiste più, grazie all’uso quotidiano e indiscriminato che ne è stato fatto come parcheggio auto e, antecedentemente, come sito di deposito per cassonetti della nettezza urbana. Ho mostrato tale situazione, in un sopralluogo informale, ad un tecnico del Suo ufficio, in quanto preoccupato delle ulteriori rovine che ne possono derivare per pedoni ed autoveicoli, con conseguenti richieste di risarcimento. Al fine di non incorrere in un ulteriore aggravamento dell’ormai inesauribile elenco dei debiti fuori bilancio, su cui il nostro gruppo continua a tenere alta l’attenzione, ma anche per evitare responsabilità personali, La sollecito a predisporre un intervento tempestivo per ripristinare la piena funzionalità del presidio stradale”.

Dal 18 giugno ad oggi, sono trascorsi ben quattro mesi e nessun intervento è stato realizzato in via Oberdan, a differenza di quanto accade in altre zone della città, dove evidentemente i fondi per eliminare criticità spesso anche minori di questa, si trovano sempre.

Fossimo nei panni dell’assessore Marrandino, cominceremmo a fare gli scongiuri e metteremmo da parte qualcosa di soldi nel caso qualcuno dovesse farsi male proprio lì.

Perché è chiaro che, di fronte ad un eventuale debito fuori bilancio provocato da una situazione ufficialmente segnalata e non risolta, il Comune avrebbe il sacrosanto diritto di risarcire il “sinistrato” e rivalersi sulla tasca di chi poteva e doveva eliminare le cause dell’incidente.

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