Ad una settimana dalla chiusura forzata del mercatino alimentare di via Fasano (sequestrato dalla DDA nell’ambito di un’indagine per falso e truffa aggravati sui lavori di adeguamento igienico-sanitario dell’impianto) e a 18 mesi dai due avvisi di garanzia emessi dalla Procura Antimafia in merito alla gestione di appalti e lavori pubblici da parte del Comune, il caso-Pozzuoli arriva (finalmente!) in Parlamento.

A sollevarlo, con un’interpellanza a risposta scritta protocollata ieri (dalla serie: meglio tardi che mai…) e indirizzata ai ministri Marco Minniti (Interno) e Maurizio Martina (Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) è stata la senatrice puteolana Paola Nugnes.

Il senatore Paola Nugnes

L’esponente del Movimento Cinque Stelle, richiamando anche molte informazioni contenute in un articolo pubblicato sei giorni fa da Pozzuoli21, sottolinea che  “le attività investigative della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, coordinate dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice, sono incentrate ad accertare presunte violazioni della normativa del Codice degli Appalti in favore del circuito economico-mafioso-imprenditoriale presente sul territorio e la sottoscrizione di numerosi contratti e incarichi professionali e aggiunge che  “nel caso del mercatini di via Fasano, le indagini sarebbero altresì concentrate, sull’assenza delle certificazioni di collaudo dell’intero impianto nonché sulla sproporzione tra i costi sostenuti per realizzare i lavori di ristrutturazione e quello dei materiali effettivamente utilizzati. A tal fine sarebbero stati disposti anche dei carotaggi nelle strutture portanti delle opere per la verifica dei materiali utilizzati”.

“L’indagine della Procura della Repubblica di Napoli –scrive ancora la Nugnes-  è estremamente delicata sotto il profilo degli intrecci corruttivi da pubblico-privato  e potrebbe avere degli sviluppi imprevedibili nei prossimi mesi”.

Il senatore, riprendendo lo stralcio di un articolo pubblicato il 27 gennaio 2016 dal portale on line del quotidiano Il Mattino, ricorda inoltre che “…ci sarebbe anche una ditta, che negli anni si sarebbe aggiudicata diversi appalti nel comune puteolano, destinataria anche di interdittive antimafia…che avrebbe avuto negli ultimi periodi problemi anche nella vicina Quarto”.

Ai due ministri, l’esponente “grillino” ha chiesto “se siano a conoscenza dei fatti esposti e di quali ulteriori elementi dispongano, per quanto di competenza; quali iniziative, intendano intraprendere, per sostenere lo sviluppo sano del territorio, promuovere incentivi verso le attività agricole artigianali e commerciali sostenendo anche la promozione dei diritti sociali  e la cultura della legalità; quali iniziative intendano intraprendere per verificare la corretta assegnazione dei lavori pubblici realizzati nel biennio 2014-2015 nel comune di Pozzuoli; se non intendano,  predisporre tutte le iniziative concrete a sostegno della magistratura e delle procura competente per agevolare le indagini in corso, nonché indicare nell’ambito delle proprie attribuzioni il percorso più urgente perché sia garantita la ripresa delle attività in un ambito commerciale da sempre tradizionale per la città di Pozzuoli e che conta l’impiego di numerose famiglie locali; non siano a conoscenza della presenza di un cartello di clan di camorra o gruppi di criminalità comune con interessi non solo sugli appalti nell’area della Città di Pozzuoli ma nella gestione delle filiere ittiche od ortofrutticole; non ritengano necessario e prioritario la sottoscrizione di protocolli di legalità nel settore ittico-ortofrutticolo al fine di arginare e rafforzare il contrasto alla presenza mafiosa nel territorio”.

Fin qui l’iniziativa parlamentare, di cui seguiremo gli sviluppi.

Intanto, gli 88 ambulanti del mercatino “sfrattato” venerdì scorso da via Fasano attendono ancora di poter tornare a lavorare sia pure attraverso una sistemazione provvisoria: scartato il ritorno nell’area di parcheggio ex Sofer (soluzione bocciata dall’Asl) gli operatori sono in attesa di capire se è praticabile la seconda ipotesi allo studio del sindaco Figliolia, ossia la collocazione nel mercato ittico all’ingrosso.

Entro stasera dovrebbe giungere la risposta del Primo Cittadino.

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