a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli)

Sono 65.589 le imprese ispezionate nei primi tre mesi dell’anno dal Ministero del Lavoro insieme a Inail, Inps e forze dell’ordine. Il dato è in crescita del 7% rispetto alle ispezioni effettuate nello stesso periodo del 2012 e, per il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Enrico Giovannini, rappresenta “uno sforzo straordinario nonostante la scarsità di risorse a disposizione”.

Parte delle sanzioni destinata a progetti per la sicurezza. Intervenendo durante la presentazione dei risultati della attività di ispezione contro il lavoro irregolare svoltasi recentemente presso la sede del Ministero, nel corso della quale sono stati illustrati anche i dati relativi all’attività di business intelligence dell’Inail, Giovannini ha ribadito l’impegno per il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2013 –circa 240mila ispezioni concentrate verso forme di irregolarità nella gestione dei rapporti di lavoro– e ha ricordato le misure contenute nel decreto legislativo 76/2013 appena approvato, tra cui l’importanza attribuita alla tutela dei lavoratori sotto il profilo della regolarità contrattuale e in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. A questo proposito, come rammentato dal Ministro, il decreto prevede che la rivalutazione del 9,6% delle sanzioni in caso di irregolarità sia in parte utilizzata per progetti e azioni rivolti alla sicurezza.

Emersi quasi 22mila lavoratori in nero.

Tra i risultati dei controlli condotti nel primo trimestre dell’anno, che hanno riscontrato irregolarità nel 62% delle imprese ispezionate, si rileva una flessione del lavoro nero (-8% in confronto al corrispondente lasso di tempo dell’anno precedente), con l’accertamento di 21.866 lavoratori totalmente sommersi. Per quanto concerne l’incidenza del lavoro irregolare per settore, la maggiore concentrazione si conferma nell’edilizia (55% delle aziende ispezionate), in agricoltura (50%) e nel comparto terziario e industriale (entrambi con il 46%).

Boom di illeciti nel “decentramento produttivo”.

Le forme di “decentramento produttivo” irregolare (appalto e somministrazione illecita) con 4.900 violazioni (+96% degli illeciti rilevati rispetto all’analogo periodo del 2012) raggiungono i livelli più preoccupanti tra le varie tipologie di violazione. Segue l’utilizzo distorto di forme contrattuali (come le collaborazioni a progetto, partite Iva, associazioni in partecipazione), che interessano 5.227 lavoratori (+84%).