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Lavoro: tutte le novità del 2014

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a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli)

 Riduzione delle pressione fiscale sul lavoro dipendente, nuovo Isee (Indicatore della Situazione Economica), stretta sulla cassa integrazione in deroga e fine del blocco per le pensioni superiori a tre volte il minimo, prelievo di solidarietà sulle prestazioni più alte: sono alcune delle novità principali sul fronte del lavoro che sono arrivate con il nuovo anno.

Ecco in sintesi cosa cambia nel 2014.

Fondo per riduzione pressione fiscale su lavoro

La legge di stabilità ha istituito il Fondo per la riduzione della pressione fiscale, utilizzando le risorse provenienti dai risparmi di spesa conseguenti alla razionalizzazione della spesa pubblica e, in particolare per il biennio 2014-2015, le risorse che si stima di incassare a titolo di maggiori entrate rispetto alle previsioni di bilancio derivanti dalla lotta all’evasione fiscale. Aumentano anche le detrazioni per lavoro dipendente per i redditi tra gli 8.000 e i 55.000 euro. La modulazione dei benefici è stata opportunamente congegnata per far sì che le detrazioni risultino maggiori per i redditi più bassi per scendere poi gradualmente fino ad azzerarsi a quota 55.000.

Cambio regole per Cig deroga, contributo solidarietà.

Da quest’anno è stata introdotta una stretta sulla durata degli ammortizzatori in deroga (si esauriranno a fine 2016). La cassa integrazione in deroga può essere attribuita per un periodo non superiore a 8 mesi nell’arco di un anno. Dal 2015 e fino a fine 2016, il sussidio potrà essere concesso fino a 6 mesi nell’arco di un anno e a 12 mesi nell’arco di un biennio mobile. Per il corrente anno, la mobilità in deroga può essere assegnata per un massimo di 7 mesi (10 al Sud) per chi ha beneficiato di meno di 3 anni della prestazione economica e per un massimo di 5 mesi (8 al Sud) per chi ha già usufruito del trattamento per tre anni o più. Le aziende con più di 15 dipendenti che non hanno cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione straordinaria (e che quindi non versano contributi per questi ammortizzatori sociali) e che non abbiano per il loro settore costituito un fondo di solidarietà, devono, a partire dal 1° gennaio 2014, corrispondere lo 0,5% delle retribuzioni a un fondo di solidarietà residuale presso l’Inps.

Torna la rivalutazione della pensione.

Dopo i due anni di blocco per le prestazioni superiori a tre volte il minimo (circa 1.500 euro di reddito da pensione mensile) prevista dal Governo Monti, è tornata la rivalutazione anche se differenziata. Per i trattamenti pensionistici tra 3 e 4 volte il minimo, la rivalutazione è stata operata al 95% dell’inflazione; tra 4 e 5 volte il minimo, la rivalutazione è stata calcolata al 75%; per quelli tra 5 e 6 volte il minimo, la rivalutazione è stata del 50%; per quanto attiene gli assegni pensionistici superiori a 6 volte il trattamento minimo per il 2014, c’è stata una perequazione del 40%.

Contributo di solidarietà dalle pensioni alte.

La legge di stabilità ha prefigurato un contributo di solidarietà, per il triennio 2014-2016, sulle prestazioni pensionistiche obbligatorie eccedenti le 14 volte il minimo (circa 7.000 euro al mese).

L’Aspi over 55 sale a 14 mesi.

L’Aspi, assicurazione per l’impiego introdotta dalla riforma del lavoro Fornero a partire dal 2013, prevede un ampliamento della durata del sussidio per gli over 55. Dal 2014 è passata da 12 a 14 mesi. Resta invece invariata l’indennità normale (8 mesi) e quella per i disoccupati tra i 50 e i 55 anni (12 mesi). Nel 2015, l’Aspi passerà a 10 mesi per gli under 50, 12 mesi per coloro che hanno tra i 50 e i 55 anni e a 16 mesi per gli over 55.

Riforma Isee

Da quest’anno sono cambiate le regole sull’Isee, l’indicatore della situazione economica da produrre per avere accesso a prestazioni legate al reddito (rette per l’università, mense ecc) per evitare che siano favoriti gli evasori. Il nuovo indicatore considera tutte le forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti. Sale il peso della componente patrimoniale considerando il valore degli immobili rivalutati ai fini Imu. Inoltre, si tiene maggior conto delle famiglie numerose e della presenza nel nucleo di disabili.

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