Ricevo e pubblico*

E’ una accorata proposta,una costruttiva idea,che non verrà mai presa in considerazione ed attuata, ma tentiamo lo stesso.

Pozzuoli, si sa, possiede un’enorme quantità di reperti archeologici, visto il suo splendido passato di epoca romana. Sappiamo benissimo che ovunque si scavi possono rivedere la luce testimonianze storiche.

Da sempre interessata da scavi, la città di Pozzuoli ci ha restituito meravigliosi capolavori artistici, naturalmente conservati in musei locali, nazionali ed internazionali.

La maggior parte dei manufatti rinvenuti, di scarso valore, come colonne o capitelli,sono depositati presso l’Antiquarium all’ aperto dell’ Anfiteatro Flavio, nei suoi sotterranei o nei depositi museali. Tutti questi marmi giacciono “inutilizzati” in questi luoghi.

La proposta è quella di farli “rivivere”, dargli un senso e, perché no?, un messaggio.

Con il materiale che abbiamo, possiamo abbellire tutti i luoghi pubblici di Pozzuoli, esponendoli con un certo criterio.

In pratica, prelevandoli dallo “scasso di marmi”, possiamo installarli sulle rotatorie, nei giardini ed aiuole, belvederi, stazioni ferroviarie, porto, uffici pubblici, atri di scuole, ospedale, luoghi di cultura, insomma in posti dove è possibile farci ricordare del passato.

Insomma, un museo all’aperto.

Pensate a turisti o visitatori di passaggio che notano queste testimonianze architettoniche sparse sul territorio puteolano, magari ben illuminate, qualche fioriera, un piccolo cartello esplicativo del luogo di provenienza.

Si dirà…“saranno presi di mira da ladri”.

Non credo, visto che parliamo di pezzi di colonne, capitelli o marmi di nessun valore economico.

Sarebbe impossibile trafugarli, costerebbe manodopera, mezzi di trasporto, più di un probabile ricavo, a parte che sarebbero ben ancorati.

Manderemo un “messaggio” a noi stessi, forse guarderemo la nostra città con occhi diversi, oltre ad abbellirla.

Cosa ci costerebbe? I mezzi di trasporto che abbiamo già in dotazione.

Il “materiale” è li che giace, che ci aspetta dormiente.

Costo dell’ operazione culturale, turistica ed urbanistica…quasi zero!

*Antonio Isabettini

 

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