Ricevo e pubblico*

Gentilissimo Danilo Pontillo, sono un artigiano in pensione in fila per vaccinarsi.

Una precisazione doverosa: il personale medico e gli infermieri sono stati formidabili per competenza, disponibilità e tenerezza verso gli anziani angosciati dalla vaccinazione.

Ma è indispensabile spiegare cosa sta avvenendo per le vaccinazioni anticovid all’Ospedale Santa Maria delle Grazie.

La giornata di ieri 23/03/2021 è stata caratterizzata da una bruttissima dimostrazione di incapacità organizzativa e di mediocrità dei dirigenti preposti al coordinamento delle vaccinazioni.

Risulta che sta succedendo da diversi giorni.

Sferzati da un vento gelido, noi categorie fragili, parliamo di malati oncologici, di invalidi e tanti vecchietti da 70 anni in su, costretti a fare una fila per dare il nome?

Ma se ci avevano convocato loro con una mail precisando l’orario, avevano gli elenchi aggiornati e potevano chiamarci per nominativo controllando la tessera sanitaria per entrare.

Hanno cosi causato un assembramento pazzesco vicino all’ingresso del reparto (ricordava le file per il pane durante il dopoguerra) con un rischio di contagio enorme per le nostre categorie a rischio. Speriamo vada tutto bene, altrimenti ci saranno serie conseguenze.

Un’ultima cosa: le file in tempi Covid vanno organizzate con lunghi e stretti serpentoni con paletti da dieci euro e rotolini di nastro da due euro, bianco e rosso, consentendo a ciascun paziente di  fare una fila ordinata tenendo la misura precauzionale di un metro di distanza oltre mascherina. Perché non si è fatto?

Il nostro Sindaco si è indignato!

Ma perché non ha mandato i vigili in aiuto andando di persona a strigliare chi di dovere per questo terribile disservizio?

Ha scritto una letterina per assicurare che non succederà più. Ora siamo tutti più tranquilli.

Un ospedale che annovera eccellenze come il dottor Raffaele De Falco, il professor Gaetano Facchini, il professor  Giovanni Di Lauro, il dottor Felice Pirozzi (e mi scuso per gli altri che non cito), potrebbe essere un ospedale  di riferimento per tutto il Sud, un secondo “Cardarelli” in Campania.

Chiediamoci perché non decolla come meriterebbe. E’ solo questione di organizzazione.

Cordiali saluti.

*Riccardo Vellusi