In principio era una tomba a raso, poi è “cresciuta” in altezza con l’edificazione di otto nicchie appartenenti ad una stessa famiglia, che avrebbe compiuto l’opera senza alcuna autorizzazione da parte del Comune.

E così, al cimitero di via Luciano, nell’arco di sette mesi è finita sotto sequestro una terza cappella gentilizia, con una terza persona indagata per abuso edilizio.

I sigilli al manufatto sono stati apposti sabato dai vigili urbani, che agiscono su delega del magistrato titolare di un’indagine aperta proprio sulla gestione del civico camposanto grazie ad un esposto denuncia presentato dalla dirigente municipale al ramo, Anna Sannino.

Un’inchiesta molto delicata e tuttora in corso, che ha già visto il sequestro di tutti i registri cimiteriali e che dovrà accertare eventuali responsabilità da parte di chi, nel corso del tempo, o ha favorito questi abusi, o, pur essendone a conoscenza, non li ha mai segnalati all’autorità giudiziaria,  consentendo il loro completamento.