Ricevo e pubblico*

Gentile Direttore, Le scrivo per raccontare un fatto curioso che mi è capitato nei giorni scorsi.

Passeggiando sul lungomare mi sono imbattuto in un gruppo di turisti della provincia di Firenze, che mi avevano chiesto un’informazione.

Con l’occasione elogiavano il paesaggio circostante ma nello stesso tempo mi facevano notare la loro incredulità sul fatto che un lungomare come il nostro non avesse una spiaggia degna di tal nome e un ecomostro come la struttura di Vicienzo ‘a ‘mmare.

 

Provavo non poca vergogna, quando mi dicevano che avevano provato ad utilizzare le fontane presenti sul lungomare, ma queste non funzionavano.

Cosi come rimanevano stupiti delle condizioni di degrado in cui si trovano le panchine.

E meno male, che si sono fermati qui. L’avranno fatto, penso, per educazione.

Perché sono evidenti i cestini danneggiati dal peso delle buste, le ringhiere corrose e la pavimentazione traballante e sporca.

Per non dire di alcuni souvenir come quella che doveva essere la centralina per la ZTL che fu bruciata e che è rimasta lì per ricordo.

Oppure della colonnina per l’SOS, la cui utilità non si è mai capita dal momento che non si capisce se funziona o meno, oppure dell’illuminazione presente nella pavimentazione che non funziona più.

Visto che in tutti questi casi non stiamo parlando di inciviltà delle persone, che viene spesso tirata in ballo, ma di inefficienza da parte del Comune e dell’Amministrazione nella gestione di un bene pubblico, come può una città come Pozzuoli ambire ad attrarre il turismo se non si riesce a garantire la manutenzione in uno dei posti più frequentati della città?

E’ mai possibile che bisogna assistere sempre a situazione del genere e metterci in cattiva luce, con chi visita la nostra città, poiché chi deve controllare e svolgere il proprio lavoro non lo fa nella maniera corretta?

*Raffaele

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