Immagini significative. Sono quelle della vecchia darsena dei pescatori, il cui fondale è ormai praticamente emerso in più punti.

A sottolineare la situazione è stato il vulcanologo Stefano Carlino, ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano, a margine di una sua riflessione sul bradisismo.

Fenomeno che da nove anni è in ripresa e che ha portato ad un sollevamento del suolo di circa 60 centimetri, ad un ritmo che attualmente è, in media, di circa 7 millimetri al mese: un valore tornato stabile dopo il leggero incremento che vi fu dopo lo sciame sismico del 6 dicembre scorso che precedette e seguì la scossa di magnitudo 3.1 dell’1.17.

Carlino spiega come questa fase ascendente sia visibile anche sul lungomare di via Napoli (con “l’affiorare di scogli prima non visibili”) ma sottolinea soprattutto che, se “è importante imparare a leggere questi segni”, quello di chi fa ricerca in questo campo “non è un compito facile, specie se non affrontato attraverso uno sforzo comune che coinvolga tutta la comunità scientifica” e ha invitato a non abbassare “mai la guardia su un fenomeno che da sempre ha condizionato, e che condizionerà in futuro, la vita degli abitanti di Pozzuoli, e non”.

Un appello che, forse, dovrebbe preoccuparci ancor di più delle reali probabilità di un’eruzione e delle sue conseguenze.