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Le novità previdenziali 2013

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a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli)

LAVORI USURANTI: ENTRO MARZO LA DOMANDA DI PENSIONE ANTICIPATA

Per ottenere la pensione anticipata, chi ha svolto lavori usuranti, notturni o su turni, deve fare richiesta seguendo le istruzioni e i termini per la presentazione della domanda indicati nel messaggio Inps numero 876 del 15 gennaio 2013. La data di inoltro della relativa istanza di riconoscimento del trattamento pensionistico da parte del lavoratori che maturano nel 2013 i requisiti agevolati per l’accesso alla pensione  è fissata al 1° marzo 2013. Nel 2012, purtroppo, la prestazione si è allontanata per molti lavoratori, che hanno riscontrato oggettive difficoltà.

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Ecco gli ostacoli da superare per ottenere la pensione anticipata

Per i lavoratori che perfezionano i requisiti nel 2013, il messaggio dell’istituto di previdenza fa riferimento alle norme contenute nel decreto legislativo numero 67 del 2011, come modificato dalla legge n.214 del 2011 (riforma delle pensioni “Fornero”). La domanda di pensione anticipata a seguito di svolgimento di lavori usuranti e particolarmente faticosi e pesanti, può essere trasmessa anche dai lavoratori dipendenti che hanno soddisfatto le condizioni prescritte per l’accesso al trattamento pensionistico grazie al cumulo della contribuzione versata in una delle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi secondo le regole prefigurate per queste Gestioni Speciali. Per ulteriori approfondimenti, consultare il messaggio Inps n. 876/2013.

PENSIONI ALL’ESTERO: AL VIA I CONTROLLI

Si è avviata la campagna di accertamenti Inps sulle pensioni dei residenti all’estero, attraverso la quale l’Istituto intende verificare l’effettiva esistenza in vita del pensionato stesso. In particolare la campagna è curata da Citi, il gruppo bancario che cura il servizio di pagamento delle prestazioni pensionistiche per residenti all’estero, che sta inviando in questi giorni 380mila moduli ai pensionati. I moduli, inseriti in un apposito plico, saranno corredati da una lettera di spiegazioni per la compilazione e saranno redatti in due lingue. Inoltre, il plico contiene la lista dei testimoni accettabili per il Paese di residenza del pensionato, che dovranno essere interpellati relativamente all’esistenza in vita del pensionato stesso, e la lista dei documenti da allegare al modulo (fotocopia di un valido documento d’identità del titolare del trattamento previdenziale con foto, oppure fotocopia della prima pagina di un suo estratto conto bancario recente, oppure fotocopia di una bolletta recante il suo nome). Gli interessati dovranno certificare la propria esistenza in vita, che farà fede per il 2013, restituendo il plico entro il 2 aprile 2013. Tale scadenza sarà ricordata da Citi, nel corso del mese di febbraio 2013, sempre tramite posta ordinaria. Parallelamente sarà attivato il nuovo Servizio Automatico Interattivo di Citi, mediante il quale sarà possibile verificare lo stato della pratica di validazione dei certificati di esistenza in vita.

 ESODATI: LA LISTA DEI LAVORATORI IN PENSIONE DA APRILE

Il 2013 si è aperto all’insegna del problema esodati, con la riforma delle pensioni che fa sentire i suoi drammatici effetti: le prime liste sono state comunque già pubblicate e riguardano i primi 65mila “salvati” con un apposito decreto ad hoc, che andranno in pensione con le vecchie regole: In generale, però, fino ad aprile saranno ben pochi i lavoratori che riusciranno a ricevere l’assegno previdenziale. Sono gli effetti dell’aumento di tre mesi al raggiungimento dei requisiti pensionistici –per adeguamento alle aspettative di vita– che scatta anche per chi rientra nelle vecchie regole se soddisfa le condizioni prescritte nel 2013. Ad incidere sullo slittamento delle pensioni 2013 è anche la finestra mobile di 12 mesi per i lavoratori dipendenti –e di 18 mesi per gli autonomi– introdotta dalla precedente riforma delle pensioni Sacconi. Questo significa che chi compie i 66 anni a partire dal 1° gennaio in realtà raggiungerà i requisiti a 66 anni e 3 mesi (ovvero non prima di aprile), pur avendo aspettato i 65 anni più un anno di finestra mobile della riforma-Sacconi. Per ora, a poter accedere alla pensione secondo le vecchie regole, sono solo i primi 65 mila esodati salvaguardati. Per gli altri 65 mila (i 55mila salvaguardati dal Decreto Sviluppo e i 10mila della Legge di Stabilità) bisognerà attendere ancora perché i decreti diventino operativi.

ESTRATTO CONTO ASSICURATIVO INPS: ULTIME NOVITA’

L’Inps amplia i servizi online offerti ai contribuenti, aggiornando la sezione delle applicazioni Mobile: è possibile consultare il proprio estratto conto contributivo anche da iPhone e smartphone dotati Android. Per iPhone la versione del servizio mobile dell’Istituto di previdenza che permette di tenere sotto controllo la propria pensione è stata aggiornata alla 1.6.1; per gli smartphone dotati Android alla versione 1.6. L’obiettivo dell’Ente assicuratore di via Ciro il Grande, è di migliorare la comunicazione con i contribuenti, permettendo loro di interagire e di reperire le informazioni loro necessarie in maniera più semplice ed immediata.

PENSIONE DI INABILITA’: L’INPS RITRATTA

Rettificate dall’Inps le modifiche introdotte con la circolare che annunciava i nuovi criteri e l’inasprimento delle condizioni di accesso alle prestazioni previdenziali per le pensioni di invalidità e anzianità. Un dietrofront voluto dal ministro del Welfare uscente, Elsa Fornero, la quale ha chiesto all’Istituto di previdenza sociale di sospendere l’applicazione della nuova normativa e di avviare un’istruttoria per valutarne attentamente tutti gli aspetti giuridici e di equità. Per il Ministero «il problema deve essere affrontato in modo organico e socialmente equo attraverso un intervento normativo». Una vittoria per i sindacati Cgil e Sfida (Sindacato delle persone disabili e delle loro famiglie) che, insieme all’Idv, avevano depositato una interrogazione parlamentare ritenendo incostituzionale il provvedimento: per definire l’accesso alle pensioni di invalidità e inabilità civile, sia parziali che al 100%, si continuerà a far riferimento solo al reddito personale del richiedente e non anche a quello del coniuge, come stabiliva la circolare dell’Ente n. 149 adeguandosi ad un recente orientamento della Corte di Cassazione. Ma, come spiega il Ministero del Lavoro, tale decisione «ha comprensibilmente creato forte preoccupazione sociale, in quanto il nuovo indirizzo si pone in antitesi con quanto operato negli ultimi 30 anni, in coerenza con i pronunciamenti della stessa Corte di Cassazione degli anni precedenti». In teoria, continua il Ministero, «si dovrebbe applicare un’unica soglia reddituale per l’accesso alla prestazione di inabili single e inabili coniugati, il che porrebbe evidenti problemi di equità». Intanto, la nuova comunicazione Inps afferma che «in attesa della preannunziata nota ministeriale a chiarimento della complessa materia dei limiti reddituali delle pensioni di inabilità civile e in considerazione di una interpretazione costituzionalmente orientata degli articoli 12 e 13 della legge 118/1971, si ritiene di non modificare l’orientamento amministrativo assunto a suo tempo dal Ministero dell’Interno e successivamente confermato nel tempo da questo Istituto».

PRESTAZIONI AGGIUNTIVE SOSPESE SENZA MODELLO RED

Continuano le preoccupazioni e i timori per i pensionati italiani: dopo la riforma previdenziale del ministro Fornero e il blocco delle rivalutazioni sugli assegni, è il turno delle missive Inps che annunciano la sospensione delle prestazioni aggiuntive sulle pensioni collegate al reddito in caso di mancato invio del modello Red, ai sensi dell’articolo 13, comma 6, lettera C della legge 122/10. Solo pochi mesi fa si era accesa la polemica sulla mancata consegna e difficile reperibilità di tali modelli, che ostacolava per l’appunto l’accesso alle prestazioni e agevolazioni: c’è però tempo fino al 28 febbraio 2013 per correre ai ripari ed evitare la sospensione della eventuale relativa quota interessata presentando domanda di ricostituzione. Nello specifico, si tratta del modulo di dichiarazione reddituale di responsabilità (Red) 2011 relativo ai proventi prodotti nel 2010 dai titolari di: pensioni integrate al minimo; maggiorazione ed assegno sociale; trattamento di famiglia; incumulabilità della pensione ai superstiti. E’ opportuno ricordare ancora una volta che il modello Red serve all’Ente previdenziale per la verifica dei dati reddituali che danno diritto all’integrazione della prestazione previdenziale: pensionati e/o familiari esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi; pensionati con redditi esenti da Irpef non dichiarati ma rilevanti per il diritto al trattamento suppletivo Inps; pensionati che non possiedono altri proventi oltre la pensione. La trasmissione (che, si sottolinea, va operata online) del modello non è invece obbligatoria nell’ipotesi in cui si possa risalire integralmente alla situazione reddituale mediante le denunce fiscali 730 e Unico. Per gli interessati, la scadenza per l’inoltro del modello è fine febbraio. In proposito, ha rilasciato dichiarazioni critiche il Patronato Claai: «l’Inps avrebbe potuto inviare questa comunicazione entro fine novembre o prevedere la sospensione a partire da febbraio 2013 invece di comunicarla e attuarla proprio nel periodo delle feste, come un fulmine a ciel sereno, colpendo in massima parte le fasce più deboli della popolazione». Ma di contro ha ammesso: «gli interessati hanno avuto due anni di tempo per evitare il provvedimento ed è quindi opportuno, per il futuro, prestare maggiore attenzione recandosi tempestivamente presso i soggetti abilitati a prestare assistenza in materia”.

NUMERO VERDE PER SEGNALARE SITUAZIONI DI DISAGIO LEGATE AL LAVORO

Un numero verde al quale rivolgersi per segnalare situazioni di difficoltà e disagio legate alla sfera lavorativa ed economica. Ad attivarlo è ”Speranzaallavoro”, l’associazione fondata dalla Filca-Cisl, il sindacato degli edili, dall’associazione di consumatori Adiconsum e dai familiari delle vittime dell’indifferenza al lavoro. Il numero verde sarà presentato è stato presentato il 16 gennaio scorso a Roma. ”Speranzaallavoro –hanno spiegato Salvatore Scelfo e Ofelia Oliva, segretari nazionali della Filca e dell’Adiconsum- è impegnata su tutto il territorio nazionale a supporto della persona, soprattutto in momenti di grande difficoltà economiche come questo. Grazie alla sinergia con il Psiop, l’Istituto di psicoterapia, l’associazione è in grado di offrire assistenza specialistica di tipo psicologico, legale, amministrativo, supporto alle organizzazioni, orientamento nella ricerca di lavoro ed può sostenere le necessità emergenti nel mondo del lavoro”. Presidente di Speranzaallavoro è Laura Tamiozzo, figlia di un imprenditore suicida per la crisi.

 INPS: COME OTTENERE LA PENSIONE ANTICIPATA NEL 2013

Per andare in pensione anticipata nel 2013 ci vogliono 4 mesi di anzianità contributiva in più che nel 2012: scattano infatti i 3 mesi di adeguamento alle aspettative di vita e 1 mese previsto, per le sole pensioni di anzianità, dalla riforma Fornero. Quindi, per averne diritto, ci vogliono: per le donne 41 anni e 5 mesi di contributi, per gli uomini 42 anni e 5 mesi di contributi. Dal 2014 scatta un ulteriore mese, quindi si passerà a 41 anni e 6 mesi per le donne e 42 anni e 6 mesi per gli uomini. Nessuna sorpresa nel 2015, mentre nel 2016 ci sarà il nuovo adeguamento alle aspettative di vita (ogni tre anni fino al 2019, poi biennale). Per averne diritto, bisogna aver cessato il rapporto di lavoro dipendente, mentre non è richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo. La pensione anticipata decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, che si può presentare online (dal portale Inps, con pin e codice fiscale), per telefono (numero verde 803164) o tramite intermediari (enti di patronato o intermediari riconosciuti dall’Inps).

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L’importo della pensione anticipata

La pensione anticipata (ex pensione di anzianità) è regolamentata in modo diverso a seconda che il contribuente abbia iniziato a lavorare prima o dopo il 31 dicembre 1995 (da quando la riforma Dini ha introdotto il metodo contributivo) in quanto cambia il sistema di calcolo dell’importo della pensione (contributivo, per chi ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre ’95; retributivo, per chi aveva già 18 anni di contributi il 31 dicembre ’95; misto, per chi non aveva 18 anni di contributi a fine ’95, si applica il retributivo per la quota maturata fino a fine ’95 e il contributivo per le anzianità maturate successivamente).

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Anzianità contributiva prima del ’95

Chi ha iniziato a lavorare prima della fine del ’95, se – pur avendo raggiunto i requisiti contributivi richiesti – va in pensione prima dei 62 anni perde l’1% per ogni anno di anticipo (rispetto ai 62 anni) per i primi due anni, e il 2% per ogni anno successivo: taglio dell’1% per chi si ritira a 61 anni, del 2% per chi va in pensione a 60 anni, del 4% per chi va in pensione a 59 anni, del 6% per chi si ritira a 58 anni. Questo taglio si applica solo alla quota retributiva della pensione. Quindi: per chi aveva 18 anni di contributi nel ’95, la riduzione vale per tutte le anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011. Per chi non aveva 18 anni di contributi nel dicembre ’95, la riduzione si applica sulla quota maturata al 31 dicembre ’95.

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Anzianità contributiva dopo il dicembre ’95

Chi ha iniziato a lavorare dopo il primo gennaio 1996, ha l’intera pensione calcolata con il sistema contributivo, quindi anche se si ritira prima dei 62 anni (sempre in presenza dei requisiti contributivi necessari) non ha nessuna decurtazione dell’assegno. Questi contribuenti possono fare anche un’altra scelta: andare in pensione a 63 anni, in presenza di almeno 20 anni di contribuzione effettiva (non si calcolano i contributivi figurativi, solo quelli effettivamente versati).

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