C’è da chiedersi se l’epidemia di contagi da coronavirus scoperta otto giorni fa al “Santa Maria delle Grazie”, sia servita a prendere tutte le precauzioni possibili per evitare di peggiorare la situazione.

Evidentemente no, visto che siamo costretti ad immortalare ancora scene come quella che stasera campeggiava all’esterno del reparto di Medicina, dove, nel corridoio, sono stati depositati alcuni sacchi contenenti biancheria potenzialmente infetta proveniente dalla stessa divisione.

 

Dalle informazioni in nostro possesso, questi involucri sono rimasti “parcheggiati” qui per l’intera giornata, con gli inevitabili rischi che si possono facilmente immaginare per chi vi è transitato nei pressi.

(foto di repertorio)

Ma non è tutto. A quanto ci risulta, infatti, la scorsa notte, nel reparto di Ginecologia (dove il personale, sia pure monitorato attraverso i tamponi – per fortuna tutti negativi, almeno al primo dei tre test  cui è stato sottoposto –   continua a lavorare nonostante due casi positivi che hanno riguardato un’ostetrica e un’infermiera) ad una settimana dalla scoperta dei contagi, sono finalmente arrivati gli addetti alla sanificazione.

I nostri eroi  hanno però effettuato gli interventi nonostante la divisione  non fosse chiusa ma “popolata” da due ricoverate, un neonato e i camici bianchi di turno.

Risultato: aria irrespirabile, crisi di vomito, bruciori agli occhi e alla gola di alcuni presenti.

E’ questo il “cambio di passo” nel nosocomio puteolano dopo il commissariamento della direzione sanitaria?

Giriamo il quesito ai vertici Asl e ai sindaci flegrei, massimi responsabili della salute pubblica sul territorio.