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Licola perde lo “sportello del cittadino”: così ha deciso la Giunta Figliolia

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3583 certificati, 511 blocchetti mensa rilasciati, 224 pratiche tra cambi di domicilio, residenza e immigrazione, 18.636,84 euro incassati.  Non sono bastati questi “numeri” raggiunti nel corso dell’intero 2013 per salvare la sportello del cittadino di Licola, il locale comunale della (ex) 3^circoscrizione che si trova da sempre in piazza San Massimo e che tra pochi giorni sarà smantellato.

La brutta notizia per gli oltre seimila residenti serviti da questo ufficio, arriva dalla Giunta Figliolia, che l’altro ieri, martedì 11 febbraio ha approvato all’unanimità  una delibera che, nell’ambito della “spending review” municipale, prevede l’accorpamento di questa struttura (ma anche dello sportello della 4^circoscrizione di via Capuana) nei locali dell’anagrafe centrale di Monterusciello, ossia nello stabile di via Carlo Levi conosciuta da tutti i puteolani per essere la sede dell’Acquedotto.

Un durissimo colpo per Licola non solo psicologico (sapere che  l’unico ufficio comunale sul territorio trasloca altrove, lascia sempre l’amaro in bocca) ma anche sul piano pratico organizzativo per tante famiglie.

Infatti, chi avrà bisogno di un qualsiasi documento rilasciato finora da questo ufficio dovrà spostarsi di almeno una decina di chilometri (tra andata e ritorno) e, se automunito ci perderà soltanto il costo della benzina e un po’ di tempo: ma se deve aspettare un mezzo pubblico….può già rassegnarsi al peggio in quanto non esiste nessun autobus di linea che colleghi direttamente Licola alla zona dell’Acquedotto di Monterusciello, e, dunque, buonanotte ai suonatori!

Il trasloco dello sportello del cittadino (una piccola “bomboniera” in cui lavorano con grande spirito di servizio sei persone: due istruttori amministrativi, un funzionario incaricato, un impiegato più due addetti alle pulizie)  però non sembra destinato a passare sotto silenzio nelle cosiddette “stanze dei bottoni” della politica.

A fare fuoco e fiamme contro lo spostamento di quest’ufficio è infatti il consigliere comunale Maurizio Orsi, primo eletto nell’Udc ed il cui bacino di consensi è concentrato soprattutto a Licola.

“E’ una decisione assurda nel merito e nel metodo –tuona Orsi- Innanzitutto io ho aderito ad un programma elettorale, quello di centrosinistra, in cui il punto centrale è il rilancio delle periferie. Togliere un servizio ad una periferia, così come è stato fatto con questa delibera di Giunta, va esattamente nella direzione contraria al programma di coalizione. Dopodichè voglio capire quale discussione politica c’e stata su un argomento così delicato, visto che togliere servizi ai cittadini è un atto di indirizzo politico. Zero assoluto. Ho interpellato tutti i capigruppo di maggioranza e nessuno, e sottolineo nessuno, era a conoscenza di questa volontà dell’Amministrazione. Nemmeno il capogruppo del mio partito, l’Udc, sapeva di questa delibera proposta dal “nostro” assessore, Alfonso Trincone, che ha la delega ai servizi demografici e al decentramento.  Assessore con il quale ho già protestato vivacemente per questo provvedimento, assunto tra l’altro a danno di una zona della città di cui tutti conosciamo i già gravissimi disagi, ai quali adesso si aggiunge anche questo creato dalla Giunta su proposta dell’assessore Trincone. E chi glielo spiega adesso ai residenti di Licola che, per fare un certificato, devono andare a Monterusciello e non c’è nemmeno un mezzo pubblico che li possa accompagnare lì e riportare a casa? Non sarò certo io a farlo. Lo dovrà fare l’assessore Trincone, scelga lui le modalità: o va lui dai cittadini o glieli porto io nel suo ufficio al Comune.  Nel frattempo, ho chiesto al commissario cittadino del partito, Camillo Falanga, che convochi un incontro urgente tra i quattro consiglieri comunali del partito e i due assessori dell’Udc, perché su questa ed altre situazioni è arrivato il momento di fare chiarezza a prendere una posizione. E comunque, di questa decisione dell’Amministrazione, voglio sapere cosa ne pensano tutti i capigruppo del consiglio comunale. Perchè, se la maggioranza dei capigruppo ha la mia stessa opinione in merito, questa delibera dev’essere immediatamente revocata”.

Ma se Orsi è furibondo, l’assessore Trincone non è da meno.

“Innanzitutto –esordisce l’esponente della Giunta- la decisione è stata presa sulla base di un’analisi della quantità di certificati prodotti, voluta dalla segreteria generale su impulso dell’Amministrazione. E i due sportelli che saranno accorpati  all’Anagrafe Centrale, presentavano una produttività molto bassa a fronte di un numero di 8 dipendenti che ci occorrono per coprire vuoti di organico  soprattutto all’Avvocatura, dove alcuni lavoratori stanno per andare in pensione e bisogna sostituirli. Noi dobbiamo ragionare in un’ottica aziendale, non possiamo e non vogliamo comportarci come la vecchia politica degli sprechi, e questa è una direzione che va nell’interesse dei cittadini perché razionalizza e semplifica i servizi. Avremmo potuto per esempio sopprimere anche lo sportello di Agnano Pisciarelli, ma non lo abbiamo fatto perché lì la distanza dal centro di Pozzuoli è davvero notevole e avremmo sì creato grossi problemi ai residenti.  A Licola stiamo pensando di lasciare un impiegato in quello sportello e probabilmente nella struttura allestiremo un centro sociale per la terza età. Dunque, non abbandoneremo il quartiere, che peraltro sarà oggetto di importanti lavori di riqualificazione. Certo, per me è stata una decisione molto sofferta dover trasferire quegli uffici, ma di fronte all’evidenza dei numeri e ad una Giunta compatta nella decisione, il che dimostra che evidentemente tutti i capigruppo di maggioranza erano a conoscenza dell’atto che si andava ad approvare, non ho potuto opporre alcuna resistenza. Avrei potuto farlo se avessi avuto i consiglieri dell’Udc al mio fianco in questa battaglia. Non so quante decine di telefonate ho fatto al capogruppo Cutolo per informarlo di questa situazione. Nessun riscontro né da lui né dal consigliere Sandro Cossiga. Ma in generale, tutte le volte che cerco di ottenere un supporto tecnico da ciascuno dei quattro consiglieri del mio partito, chi fugge a destra e chi fugge a sinistra, sono sempre impegnati in altre cose evidentemente per loro più importanti. E questi sono i risultati: di cosa si lamentano adesso? Rispondessero al telefono o alle mie sollecitazioni, piuttosto!”.

Certo che un assessore che ammette candidamente e pubblicamente di essere “ignorato” dal gruppo consiliare del suo stesso partito, è un bel problema per l’Udc ma anche per i rapporti interni alla maggioranza, visto che è ormai chiaro che a questo punto Alfonso Trincone è un assessore che “risponde” politicamente soltanto al sindaco Figliolia, cioè non è rappresentativo nemmeno del partito che, sia pure non a livello locale, lo ha fatto entrare in Giunta.

Resta comunque il dato di fondo  più importante, giustamente sottolineato dal consigliere Orsi: prima di creare un disagio a tanti cittadini, per quale motivo gli eletti dal popolo non possono  decidere se sia o meno il caso  di prendere provvedimenti del genere?

O proporre alternative che possano salvare “capra e cavoli”?

Quando il sindaco Figliolia ripete in continuazione che il Consiglio Comunale deve essere l’epicentro di tutte le decisioni e poi nessuno si prende la briga di sottoporre al parlamentino civico una decisione che riguarda migliaia di cittadini,  cosa vuol dire?

Che l’epicentro delle decisioni si è spostato dal luogo democratico per eccellenza  a poche stanze del Municipio?

O che provvedimenti del genere non vengono ritenuti importanti da chi governa la città?

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