Uno sversamento di liquami fa litigare i comuni di Pozzuoli e Bacoli. Il caso è scoppiato a Licola, dove il noto attivista ambientale Umberto Mercurio, con un post molto duro pubblicato su Facebook nella tarda mattinata di ieri, ha lanciato gravi accuse nei confronti del sindaco bacolese Josi Gerardo Della Ragione, ringraziando l’omologo puteolano Enzo Figliolia per aver risolto il problema, da lui segnalato ad entrambe le fasce tricolori.

Il portavoce di Figliolia, nel tardo pomeriggio (sempre di ieri), ha poi diffuso un comunicato stampa non meno tenero, in cui si legge quanto segue: “Il Ciclo Integrato delle Acque del Comune di Pozzuoli è intervenuto questa mattina a Licola in seguito ad una segnalazione dei cittadini della zona che lamentavano uno sversamento di liquami fognari nei canali del Consorzio di Bonifica presenti sul territorio puteolano. Giunto sul posto, il personale del Comune di Pozzuoli ha constatato che lo scarico dei reflui fognari era determinato dal cattivo funzionamento dell’impianto di sollevamento di proprietà del Comune di Bacoli collocato in via Cuma Licola sul territorio comunale di Pozzuoli. Un fatto increscioso che si è ripetuto più di una volta e che non trova una soluzione. Per porre rimedio allo sversamento inquinante, operai e tecnici del Comune, dopo aver divelto il lucchetto del cancello d’ingresso, sono riusciti ad entrare nella ‘sala comandi e distribuzione’ dell’impianto, riscontrando che le due pompe di sollevamento erano in disservizio. I tecnici hanno riparato i quadri elettrici, ma solo una delle due pompe è rientrata in funzione; l’altra, per cause non accertate, è rimasta inattiva.  Il Ciclo Integrato delle Acque del Comune di Pozzuoli fa sapere che adotterà tutti i provvedimenti in suo potere affinché sia posto rimedio alla gravissima situazione e, se ciò non dovesse bastare, ricorrerà alle Autorità competenti”.

Il Comune di Bacoli ha però reagito con un proprio comunicato stampa, ancora più duro, nei confronti del Municipio di Pozzuoli.

Questo il testo integrale della nota, diramata nella serata di ieri.

Si apprende con sconcerto di un comunicato stampa diramato dal Comune di Pozzuoli circa il cattivo funzionamento dell’impianto di sollevamento fognario, sito in via Cuma Licola, attraverso cui si formulano gravi e calunniose accuse nei confronti del Comune di Bacoli. Dal comunicato si evince inoltre, con profondo stupore, che operai e tecnici del Ciclo Integrato delle Acque del Comune di Pozzuoli, senza autorizzazione, e senza preliminarmente contattare gli uffici del Comune di Bacoli, facevano accesso presso la struttura, denominata “picchetto 63”, di proprietà bacolese “dopo aver divelto il lucchetto del cancello d’ingresso”. Senza voler scendere sul piano della sterile polemica, in un’epoca storica in cui sarebbe auspicabile dar seguito a principi di leale collaborazione e sinergia istituzionale, dando significato alla tanto declamata “Città Flegrea”, in cui la Città di Bacoli continua a credere fermamente, si raccontano i fatti così come avvenuti. Questo ente, al fine di efficientizzare il servizio fognario comunale, ha affidato la manutenzione ed il controllo de propri impianti di sollevamento alla ditta specializzata Etica. Gli operai ed i tecnici della stessa, quotidianamente, sono deputati al monitoraggio di detti impianti, relazionandone sulle condizioni e sul funzionamento. A mero titolo esemplificativo è possibile evidenziare gli interventi di pulizia di tutti gli impianti di sollevamento del territorio, che stanno avvenendo proprio in queste settimane. Con tanto di relazioni e documentazioni fotografiche. Dando seguito alla volontà dell’Amministrazione Comunale, attraverso la sinergia tra la ditta Etica, l’Area Ecologia – Demanio e Concessione e l’Ufficio Tecnico Comunale. Dal “picchetto 1” in via Giulio Cesare, al “picchetto 17” in via Cuma, al “picchetto 31” in via Cuma fino a quello denominato “picchetto 63” in via Cuma-Licola. Nel particolare, per il caso di specie, i funzionari della Etica effettuavano nella giornata di ieri un sopralluogo ispettivo in loco alle ore 17:00, constatando che l’impianto era regolarmente funzionante. Nuovo sopralluogo ispettivo, sempre in località via Cuma e subito dopo in via Cuma-Licola, veniva effettuato a partire dalle ore 7:00. L’operatore, giunto sul posto, riscontrava che le pompe di sollevamento non erano funzionanti, con un livello delle acque anormalmente alto. Si trovava però nell’impossibilità di intervenire per ripristinare il funzionamento del servizio, e di accedere ai quadri elettrici di comando, in quanto il lucchetto d’ingresso alla struttura era stato sostituito da ignoti. Una volta forzata la porta di accesso al “locale quadri”, alle ore 9:00, è stata riscontrata la manipolazione delle impostazioni dei comandi delle elettropompe, tale da inibire il funzionamento delle stesse. Si è quindi provveduto a ripristinare il normale settaggio del quadro elettrico ed il sollevamento ha ripreso regolarmente a funzionare in quanto l’elettropompa non riscontrava alcuna problematica. E’ evidente che operatori non abilitati hanno prima divelto il lucchetto d’ingresso e poi effettuato manovre improprie all’interno della struttura sita in via Cuma-Licola. Quando sarebbe semplicemente bastato allertare i funzionari abilitati del Comune di Bacoli. Fatti gravi che saranno oggetto di valutazioni doverose e necessarie atte a tutelare l’ente comunale. Si auspica in conclusione, a tutela delle comunità di Bacoli e di Pozzuoli, e soprattutto della comunità flegrea tutta, che mai più abbiano a verificarsi simili azioni e comportamenti, che vanno assolutamente stigmatizzati”.