Il 6 settembre compirà 57 anni,  circa quaranta li ha già spesi tra vita di partito e nelle locali “stanze dei bottoni” ed ha appena spento l’undicesima candelina da sindaco di Pozzuoli.

Enzo Figliolia, però, ormai vicino alla quota 100 tra età anagrafica e anzianità nelle istituzioni, sa che davanti a lui si presenta un bivio inevitabile se non vuole correre il rischio di interrompere, nel 2022, la sua carriera politica a livelli di vertice.

Un bivio che potrebbe alimentarsi di un’ulteriore strada nei prossimi giorni, quando, con lo strappo tra Cinque Stelle e Lega, probabilmente si chiuderà la 18^legislatura e si tornerà al voto in autunno per il rinnovo del Parlamento.

Un’ipotesi che non può non affascinare il Capo della Giunta puteolana, e vi spieghiamo perché.

Anzitutto perché il Pd ha bisogno di un’iniezione di consensi che possa rilanciarlo come forza di governo: e quale idea migliore potrebbe venire a Zingaretti se non quella di candidare alla Camera o al Senato, nei collegi del maggioritario, i Sindaci con maggiore “appeal” sui territori?

Il sindaco Enzo Figlolia (foto gino conte)

Figliolia, che nel 2017 ha vinto le elezioni amministrative puteolane con 27.608 voti, potrebbe essere uno di questi Sindaci in corsa per un seggio a Montecitorio o Palazzo Madama.

Una candidatura che converrebbe al diretto interessato anche in prospettiva di una  sconfitta.

Il testo unico degli enti locali (articolo 62) prevede che la sola accettazione di una candidatura a deputato o senatore comporti automaticamente la decadenza dalla carica di Sindaco di un comune con popolazione superiore a 20 mila abitanti.

Però la decadenza da Sindaco è un provvedimento che, ai sensi del testo unico degli enti locali (articolo 53 ) non porta il commissario prefettizio a prendere i poteri di Giunta e Consiglio Comunale, ma consente al vicesindaco in carica di traghettare Amministrazione e parlamentino civico fino al primo turno elettorale utile.

Quindi, in questo caso, non solo Figliolia potrebbe continuare a controllare l’attività amministrativa attraverso un vicesindaco di sua fiducia fino alle successive elezioni comunali, ma, se non dovesse essere eletto in Parlamento, potrebbe perfino ricandidarsi per un terzo mandato consecutivo come Sindaco di Pozzuoli.

Sì, perché, sempre il testo unico degli enti locali (articolo 51 comma 3) prevede che un Sindaco può ricandidarsi per la terza volta consecutiva solo se il secondo mandato consecutivo (cioè quello che attualmente Figliolia ha in corso) si interrompe, per cause diverse dalle dimissioni volontarie, prima di due anni, sei mesi e un giorno dal suo inizio.

Ora, siccome Figliolia è stato ufficialmente proclamato per la seconda volta consecutiva sindaco di Pozzuoli il 12 luglio 2017, i due anni, sei mesi e un giorno dall’avvio della consiliatura sono fissati all’11 gennaio 2020.

Se dunque prima di questa data, e cioè entro il 10 gennaio 2020, Figliolia o si fa cacciare (con una mozione di sfiducia o le dimissioni contestuali, il tutto a firma di almeno 13 consiglieri) oppure decade dalla carica di Sindaco (sia accettando una candidatura al Parlamento sia mettendosi nelle condizioni di incompatibilità previste dagli articoli 59 e 63 del testo unico enti locali), può tranquillamente ricandidarsi per la terza volta consecutiva come Primo Cittadino.  

Figliolia, quindi, candidandosi alle Politiche entro il 10 gennaio prossimo, non solo potrebbe giocarsi una chance per entrare in Parlamento, ma, decadendo da Sindaco, conserverebbe comunque potere lasciando un vicesindaco “fedele” a governare Pozzuoli fino alle prossime elezioni comunali.

Prossime elezioni comunali a cui, se non riuscisse a diventare deputato o senatore, potrebbe perfino presentarsi candidandosi per la terza volta consecutiva da Sindaco.

Se Figliolia invece decidesse di candidarsi alla Regione per le elezioni previste nella prossima primavera, in base a quanto stabilito dall’articolo 1 (commi 212/i e 213) della legge regionale numero 16 del 7 agosto 2014, per non essere ineleggibile a consigliere regionale dovrebbe cessare dalle funzioni di Sindaco entro i termini stabiliti per la presentazione delle candidature al Consiglio Regionale, ossia non più tardi del 29°giorno precedente il voto per le Regionali.

Anche in questo caso, per sperare di potersi ricandidare come Sindaco di Pozzuoli per la terza volta consecutiva se non venisse eletto alla Regione,  Figliolia dovrebbe o farsi cacciare da Capo dell’Amministrazione o creare le condizioni per decadere da questa carica entro il 10 gennaio 2020.

Chissà cosa frullerà in testa alla fascia tricolore puteolana.

Vorrà tentare la scalata a Roma o al Centro Direzionale provando a mantenere calda la poltrona puteolana, oppure continuerà a governare la nostra città fino al 2022, rischiando di dover stare per almeno due anni “fuori dai giri”? o di doversi accontentare di una retrocessione a consigliere o assessore comunale?

Staremo a vedere cosa accadrà nei prossimi cinque mesi, decisivi per il futuro politico di Figliolia e, di conseguenza, anche di Pozzuoli.

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