Ricevo e pubblico*

Gentile Redazione, sono Antonio Resistente, di anni 30, un comune cittadino di questa Repubblica.

Scrivo questa lettera per esprimere tutta la mia amarezza, lo sconforto inerente ad una situazione che mi sta molto a cuore.

E non sono l’unico che prova questi sentimenti. Il fatto riguarda un concorso per Allievi Agenti in polizia di Stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – 4^ Serie Speciale “Concorsi ed Esami” – del 26 maggio 2017 è stato pubblicato il bando per l’assunzione di 1.148 Allievi Agenti della Polizia di Stato, così articolato:

  1. a) 893 posti, per esame, aperto ai cittadini italiani, purché in possesso dei requisiti prescritti per l’assunzione nella Polizia di Stato;
  2. b) 179 posti, per esame e titoli, per coloro che sono in servizio, da almeno sei mesi alla data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso, come volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) o in rafferma annuale, purché in possesso dei requisiti prescritti per l’assunzione nella Polizia di Stato;
  3. c) 76 posti, per esame e titoli, per i volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) collocati in congedo, al termine della ferma annuale, alla data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso, nonché ai volontari in ferma quadriennale (VFP4), in servizio o in congedo, purché in possesso dei requisiti prescritti per l’assunzione nella Polizia di Stato.

Per accedere alla partecipazione di questo concorso, così come in tutti gli altri, vi erano determinati requisiti di accesso e sono quelli di aver compiuto il 18esimo anno di età e non aver compiuto il 30esimo anno di età (questo limite per le categorie militari, lettere B e C del bando, permetteva l’elevazione del limite d’età fino ad un massimo di 3 anni per ogni anno di servizio militare prestato) ed inoltre essere in possesso del diploma di scuola media, con la possibilità di scorrimento delle tre aliquote per 3 anni.

Finita la prima fase del concorso, quella della prova scritta, successivamente sulla Gazzetta Ufficiale veniva diramato l’elenco dei vincitori (delle tre aliquote A, B e C)  e presentarsi ai vari centri per le prove di efficienza fisica.

In prima battuta veniva rispettato lo scorrimento di graduatoria per tutte e tre le categorie passando cosi per l’aliquota A da 893 a 1182 , aliquota B da 179 a 645 e lì aliquota C da 76 a 276, ovviamente tutti questi incrementi di posti messi a disposizione sono stati pubblicati tutti sulla Gazzetta Ufficiale e dal bollettino del Ministero che all’epoca bandì il concorso.

In questa fase siamo già passati all’anno successivo, ovvero anno 2018: da qui in poi il caos più totale.

In seconda battuta venne effettuato un secondo scorrimento ma solo ed esclusivamente per l’aliquota A.

Nel secondo scorrimento vengono fatti idonei 455 ragazzi, ma con riserva (ICR).

Ma a gennaio del 2019, nell’ambito del decreto semplificazione, con un emendamento, sono stati apportati dal parlamento dei cambiamenti ai requisiti del bando: è stato abbassato il limite di età a 26 anni e si è reso obbligatorio il diploma di scuola superiore con effetto retroattivo!

Questo decreto semplificazioni è entrato in vigore prima che i 455 divenissero ICR: successivamente c’è stata una serie di ricorsi e i ragazzi venivano ammessi alle prove di efficienza fisica.

Quindi, oltre al danno anche la beffa: per i 455 ICR esclusi per il cambio di requisiti parte una battaglia legale:  sia il TAR del Lazio e sia il Consiglio di Stato dà loro ragione ed obbliga l’amministrazione a farli partire per il corso di formazione per Allievi Agenti, mentre le categorie militari, oltre ad essere tagliate fuori per il mancato scorrimento, vengono tagliate fuori per il cambio di requisiti.

Si decide allora di manifestare in piazza e chiedere spiegazioni a tutto ciò.

Ci vengono fatte promesse, ci vengono dette parole, ma ad oggi la situazione non è ancora cambiata sia per i 455 ICR e sia per la categoria militare.

Intanto il tempo passa e sappiamo quanto quest’ultimo in determinate situazioni possa essere tiranno e giocare a sfavore di chi ha deciso tempo fa di intraprendere questa strada, ovvero quella di indossare, dapprima, la divisa dell’Esercito e in un secondo momento cercare di indossare quella da Poliziotto: perché, ricordiamo,  fino all’anno 2017, per poter accedere ai concorsi per le Forze di Polizia, bisognava avere un trascorso di almeno 6 mesi nell’ambito delle Forze Armate.

Inizia una vera e propria battaglia per un nostro sacrosanto diritto, per i 455 ICR di partire per il corso di formazione (avendo già tra le loro mani il foglio dell’idoneità consegnato dalla stessa amministrazione che li ha esclusi per il cambio di requisiti) e per la categoria militare collocata in congedo, per uno scorrimento di graduatoria mai avvenuto, nonostante avessimo raggiunto un punteggio idoneo per la quale lo scorrimento doveva essere effettuato.

Abbiamo chiesto aiuto alla classe politica per far presentare, prima della votazione dell’ultima legge al bilancio, una serie di emendamenti che permettesse la risoluzione a questa problematica in modo tale da farci gioire tutti quanti insieme, ma gli stessi emendamenti durante le votazioni sono stati respinti e di conseguenza siamo stati rimbalzati al Decreto Mille Proroghe.

Intanto abbiamo chiesto aiuto a tutte le unità sindacali in modo tale da premere sulla situazione e far sollecitare la classe politica e cercare una risoluzione a questo gran caos, abbiamo chiesto aiuto anche agli organi di informazione in modo tale da poter far conoscere ma soprattutto di poterci far sentire a gran voce.

Siamo ancora in attesa di una risposta e, ribadisco, il tempo passa inesorabilmente e in modo anche veloce, visto che tra poco il foglio di idoneità per i 455 scadrà e non avrà più valore e per le aliquote militari ci sarà la scadenza della graduatoria trascorsi i 3 anni dal’apertura del bando.

Tengo a precisare due cose, la prima è che quella nostra e dei 455 ICR, seppur legata allo stesso concorso e allo stesso obiettivo, sono situazioni diverse tra loro e che le une non implicano l’esclusione delle altre.

Motivo principale è la diversità delle aliquote di partecipazione, i primi (ICR categoria civile) per l’aliquota A e i secondi (categoria miliari in congedo) aliquota C;  il secondo motivo è che i 455 ICR hanno già tra le loro mani il foglio di idoneità e di conseguenza tutto il diritto di partire per il corso di formazione, mentre i ragazzi militari collocati in congedo attendono uno scorrimento di graduatoria che gli permetterebbe il prosieguo dell’iter concorsuale e di giocarci le nostre possibilità per l’accesso anche noi al corso di formazione.

Lo “Scorrimento di Graduatoria” (è la seconda precisazione) dunque non vuol dire assunzione diretta, ma semplicemente il proseguimento dell’iter concorsuale andando a svolgere le prove di efficienza fisica.

Mi sono sentito in dovere di portare avanti, almeno finché ne ho la possibilità, questa battaglia. Una battaglia che, non solo a mio avviso, è giusta.

Perché nel lontano 4 giugno 2012 ho iniziato, probabilmente, la mia avventura più bella partendo come VFP1 (Volontario In Ferma Prefissata)  in Esercito per poter perseguire e raggiungere quel sogno chiamato Polizia di Stato e senza alcun obbligo di qualcuno che mi inducesse ad intraprendere questa strada, perché, come ho sempre detto, questa, per me come tanti altri ragazzi è stata ed è UNA SCELTA DI VITA e non la semplice ricerca di un occupazione, ma la scelta di andare a svolgere una professione, un mestiere difficile e complesso in tutte le sue sfaccettature.

Un’esperienza, quella negli anni trascorsi in Esercito, che mi ha formato sia come uomo e sia professionalmente. Un’esperienza che mi ha insegnato a riconoscere i valori delle cose, anche le più piccole, delle persone che mi circondano, a riconoscere chi e cosa è veramente giusto per me.

Il valore della famiglia, a cui quando si è in età giovane fai poco caso ma quando vai via per una decisione che solo tu stesso hai deciso di prendere, capisci quanto si ha bisogno delle persone a te più care nei momenti di sconforto, di difficoltà e non solo in questi, ma anche nei momenti di gioia di felicità, quanto sia importante il poter condividere quotidianamente con loro tutto ciò che accade intorno a te.

Il giorno, forse, più triste è stato quello del 4 giugno 2015, quando per forza maggiore ho dovuto lasciare quella vita: insomma, mi son dovuto congedare.

Ho lasciato alle mie spalle bei ricordi ma anche momenti brutti che mi hanno insegnato tanto, ho lasciato persone (che comunque tuttora sento e alcuni di loro vedo) con cui ho condiviso veramente di tutto, dalla sveglia al mattino fino al suono del silenzio che ogni santissima sera si sentiva dai quei megafoni che segnalavano la buonanotte, quel cosiddetto “Cameratismo” che ci ha insegnato a vivere e convivere con persone che mai pensavi di incontrare: ma la cosa principale ho condiviso L’Amore per la Divisa, quella che indossavo ma soprattutto quella che sognavo di indossare, e che tuttora sogno di indossare.

Un sogno spazzato via per chissà quale motivo, stroncando i sogni di tanti ragazzi che come me una divisa l’hanno già indossata con dedizione, impegno e sacrificio. Ragazzi spazzati via senza ‘se’ e senza ‘ma’.

Tante domande non hanno mai trovato risposta certa ma solo ipotesi.

Continuo a vivere la mia vita qui a Torino, dove risiedo da ormai 5 lunghissimi anni lavorando come Guardia Particolare Giurata insieme a delle persone fantastiche, insieme ai miei responsabili che mi hanno accolto come in una famiglia: ricordo ancora il primo giorno che sono arrivato qui a Torino, non avevo nulla, né una casa né un’auto per potermi spostare, ma solo uno zaino dove all’interno c’era tanta speranza e volontà di ricominciare e lì, nascosto da qualche parte, ancora quel sogno di entrare nella grande famiglia della Polizia di Stato.

Continuo a non farmi distrarre al lavoro da questa assurda situazione, che ogni giorno mi perseguita quasi.

Ma, fino a quando non ci sarà risposta certa, continuerò a battagliare per quel sogno e, probabilmente, per quel sacrosanto diritto che ci è stato tolto.

Concludo dicendo e chiedendo a gran voce RISPETTO per chi ha scelto VOLONTARIAMENTE, partendo come VFP1, di intraprendere questa strada e RISPETTO PER CHI COME ME UNA DIVISA L’HA GIÀ INDOSSATA CON ONORE, DEDIZIONE E SACRIFICIO e RISPETTO per coloro (455 ICR) che un foglio di idoneità lo hanno già e sono pronti alla partenza del corso di formazione.

Mi auguro che tutta questa storia abbia esito positivo e che mai più si verificheranno situazioni del genere!

*Antonio Resistente (militare in congedo aliquota C)

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