Cause-pilota presso vari Tribunali del Lavoro.

E’ così che gli Lsu in servizio al Comune di Pozzuoli stanno cercando di dimostrare di essere veri e propri dipendenti del Municipio per ottenere l’assunzione a tempo indeterminato, con arretrati di stipendio nonchè contributi previdenziali ed assistenziali.

A darne notizia è Pino Dardano, ex consigliere comunale e delegato territoriale del sindacato Cil.

Domattina, Dardano, alle 12.30, riunirà tutti i socialmente utili iscritti alla sua organizzazione di categoria all’esterno della palazzina comunale per aggiornarli sulla situazione di queste vertenze e per programmare iniziative di mobilitazione per gli ex cassintegrati in mobilità.

Il sindacalista Pino Dardano
Il sindacalista Pino Dardano

“Il Comune di Pozzuoli –ci spiega Dardano- è stato già diffidato dalla Corte dei Conti per non aver adempiuto all’obbligo di stabilizzare ogni anno il 20% di Lsu con i fondi vincolati provenienti dal Governo. Dovete sapere che, con la delibera 1443 dell’11 settembre 2009, la Giunta Regionale della Campania ha messo a disposizione un fondo di 2 milioni di euro per tre anni per finanziare la stabilizzazione di 100 lavoratori socialmente utili a Pozzuoli nel settore dei parcheggi e dello spazzamento: ma questi soldi, pur essendo ancora spendibili, restano inutilizzati. Le uniche stabilizzazioni lavorative di Lsu puteolani sono avvenute nelle scuole e grazie alla De Vizia, con un accordo  stipulato il 30 settembre 2010 quando l’Amministrazione era commissariata dal prefetto Aragno. Poi niente più. Se Pozzuoli ha cambiato volto negli ultimi 20 anni –prosegue Dardano- il merito è soprattutto di questi lavoratori, ma nessun politico lo dice mai. Anzi, quando si tratta di valorizzarli, non vengono proprio presi in considerazione: e così molti di loro, ormai fuori dal mercato del lavoro a causa dell’età non più giovanissima, rischiano di andare in pensione con pochi spiccioli. Eppure basterebbe poco per dare un lavoro vero a questi padri di famiglia”.

Il parcheggio sul Molo Caligoliano
Il parcheggio sul Molo Caligoliano

Dardano incalza: “Prendiamo l’esempio del molo Caligoliano: l’Amministrazione ha detto che lo trasformerà in un parcheggio a pagamento e si vocifera che a gestirlo saranno dei privati: ma perché non utilizzare gli Lsu che già hanno lavorato come addetti alla sosta? Questi sono soltanto alcuni dei motivi per i quali un gruppo di socialmente utili si è rivolto a vari Giudici del Lavoro per vedersi riconosciuto lo status di dipendente comunale a tutti gli effetti, anche in base ad alcune sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Stiamo parlando di persone che lavorano 20 ore alla settimana pagate con l’assegno Inps e che svolgono un orario integrativo pagato dal Comune con precise mansioni e ordini di servizio, facendo anche orario continuato e notturno. Purtroppo, sarà un caso, ma appena al Municipio è stata notificata l’esistenza di tali vertenze –conclude il sindacalista della Cil- l’Amministrazione ha deciso di spostare alcuni di questi lavoratori, dalle strisce blu all’Acquedotto. Non si sa con quale criterio, con quali mansioni specifiche e se avranno una formazione. Mi auguro che questi trasferimenti saranno bloccati e non vorrei essere costretto a dover ricorrere a diffide per iscritto. Una cosa è certa: se qualcuno ai piani alti del Municipio pensa di gestire in un certo modo gli Lsu, sappia che sono tornato a fare sindacato a Pozzuoli proprio per riaprire con forza questa vertenza e aiutare questi lavoratori ad ottenere ciò che si sono già abbondantemente guadagnati sul campo”.

Non resta che aspettare la replica dell’Amministrazione alle dichiarazioni di Dardano.

Ma, soprattutto, l’esito di queste cause-pilota.

Che, se avessero esiti positivi per i lavoratori, potrebbero sortire effetti davvero clamorosi, non solo a Pozzuoli.