Stato di agitazione di tutti i lavoratori a partire da oggi e richiesta di un incontro “urgentissimo” con sindaco, giunta e capigruppo del consiglio comunale per definire l’intera vertenza.

E’ quanto emerso ieri al termine di un lungo (e a tratti anche burrascoso) vertice svoltosi nella sede del mercato ittico all’ingrosso tra i sindacati ed un centinaio dei 236 lavoratori socialmente utili impegnati con il Municipio.

Al termine della riunione, è stato infatti stilato un documento congiunto (che pubblichiamo integralmente a margine di questo resoconto) con cui le segreterie territoriali ed i delegati Lsu di Cgil, Cisl e Uil proclamano, per l’appunto, lo stato di agitazione e chiedono di essere convocati al più presto da Figliolia e dai rappresentanti di tutti i partiti presenti nel parlamentino civico.

Uno stato di agitazione che, come emerso durante l’assemblea, si sostanzierà praticamente in una serie di iniziative, come un calendario di assemblee sui luoghi di lavoro, un volantinaggio in città sui motivi della protesta e un presidio permanente nella sede comunale.

Tutto questo solo come  primo “assaggio”, in vista di scioperi e cortei che potrebbero avvenire se i sindacati non fossero convocati in tempi brevi dall’Amministrazione (alla presenza di tutti i leader consiliari dei partiti in seno al parlamentino civico) per ottenere quanto meno il ripristino delle condizioni economiche di pagamento delle ore di integrazione  e risposte concrete sulle prospettive di stabilizzazione dei lavoratori, a partire dalla possibilità di inserire, in tutte le gare d’appalto bandite dal Comune, una clausola che preveda, per il vincitore, l’obbligo di ricorrere, come manodopera, ad una quota percentuale di Lsu.

Il dibattito tra sindacati e socialmente utili è stato molto serrato e ha portato anche al rischio di una spaccatura tra le parti, quando, al termine della riunione, è emersa anche la proposta, avanzata da Pasquale Elemento (delegato sindacale Lsu per la Uil) di rinunciare per protesta alle ore di integrazione previste dal Comune e dunque prestare l’attività soltanto per le 20 ore settimanali pagate dall’Inps almeno fin quando non si fosse trovato un accordo sul pagamento delle ore di lavoro impiegate per realizzare i progetto di integrazione.

Una proposta che, sia pure accolta da numerosi Lsu presenti alla riunione, non ha trovato però il benestare dei sindacati territoriali, convinti invece che, per il momento, la vertenza debba essere aperta con lo stato di agitazione e che, eventualmente, soltanto in un secondo momento, se si arrivasse ad una fase più “calda” dello scontro, un’ipotesi del genere potrebbe essere presa in considerazione.

Ad aprire il dibattito è stato Giovanni Visone, segretario territoriale della Uil: “Stiamo lavorando su due livelli, quello riguardante la parte economica dei progetti attualmente in campo e sulla stabilizzazione soprattutto in virtù del fatto che in città stanno arrivando tanti fondi europei, regionali e provinciali. Il tavolo di concertazione lo abbiamo sospeso sulla parte economica, per  la quale non abbiamo notato grande sensibilità da parte dell’Amministrazione, che ha previsto il dimezzamento dei fondi attuali per pagare questi progetti. Evidentemente qualcuno non ha capito che se questi progetti si fermano, alcuni servizi importanti per la città ne risentiranno pesantemente a livello qualitativo. Per quanto riguarda le risorse da impiegare per la stabilizzazione, basta cercarle e si trovano: tra monumenti e complessi archeologici, sfruttamento delle energie alternative, recupero dell’altissimo tasso di evasione e dell’elusione dei tributi, parcheggi, controllo della spesa per i lavori pubblici….da cosa vogliamo partire? Abbiamo l’imbarazzo della scelta: possiamo cominciare anche a discutere sul perché si sia decisa  una cosa che non ho mai capito e non mi so spiegare, come l’esternalizzazione dell’acquedotto con una spesa di 18 milioni di euro in sei anni…”.

Di qui, la decisione di ascoltare il parere dei lavoratori per decidere il da farsi, perché come ha sottolineato Peppe Esposito (segretario territoriale della Cisl) “noi non siamo d’accordo sulle decisioni prese dall’Amministrazione, ma il percorso lo dobbiamo costruire insieme ai lavoratori, non come avveniva in passato”.

Poi la parola è passata ai delegati sindacali degli Lsu.

Ha esordito Luigi Spinelli (Cgil): “La nostra dignità ormai è racchiusa in quell’ora di integrazione e non dobbiamo consentire all’Amministrazione di demolirci ma essere compatti per difendere la nostra dignità. Essere uniti è l’unica cosa che farà la differenza tra vittoria e sconfitta in questa battaglia. Io non voglio farmi massacrare da questa Amministrazione. E non è possibile che ci dicano che per noi non ci sono i soldi quando poi vediamo che, con personale comunale in esubero e personale qualificato, si ricorre a ditte esterne per la potatura degli alberi. In quel caso i soldi ci sono e per gli lsu mancano? Ci viene chiesto un passo indietro? Ebbene, noi questo passo indietro non dobbiamo farlo nemmeno per prendere la rincorsa!”.

Successivamente ha preso la parola Pasquale Elemento, delegato Lsu della Uil: “Se a questa riunione siamo così numerosi, e non succedeva da anni, vuol dire qualcosa sta cambiando in meglio e si va finalmente nella direzione giusta. Se avessimo combattuto anche in passato, forse oggi non ci troveremmo in questa situazione. Evidentemente oggi non ci sono mercenari: non abbiamo niente da comprare, da vendere o da chiedervi, ma vogliamo soltanto impedire con tutte le nostre forze che qualcuno calpesti la nostra dignità. E dobbiamo fare anche autocritica: è anche un po’ colpa nostra se siamo ancora qui a reclamare rispetto e a chiedere i nostri diritti, perchè sui metodi di lavoro abbiamo consentito troppo. Ma noi per il Municipio siamo indispensabili e dobbiamo essere consapevoli che, nei fatti, siamo partiti per essere di supporto ai dipendenti comunali ma in alcuni settori siamo arrivati a sostituirli al 101%.”.

Poi, Elemento snocciola i suoi calcoli su quanto, rispetto ai circa 360 euro di integrazione mensile pagati fino ad oggi, i socialmente utili guadagneranno col nuovo modello organizzativo previsto dall’Amministrazione (e illustrato ai sindacati dall’assessore al personale Franco Cammino), che prevede la possibilità di essere impiegati solo per due giorni festivi al mese (e non più quattro) e con una diversa articolazione dell’orario settimanale.

Secondo il delegato Lsu della Uil, chi è impegnato nel progetto di igiene urbana (lavorando sette giorni su sette) guadagnerà con l’integrazione 256 euro mensili, nella sosta strisce blu 276 euro, nella manutenzione 248 euro, al cimitero 256 euro, nei lavori pubblici 180 euro, nei giardini 260 euro.

Una perdita economica per tutti, insomma.

“Praticamente –ironizza Elemento con una battuta- questi signori dell’Amministrazione vogliono andare al teatro San Carlo col biglietto dell’opera dei pupi. Ma non solo: noi vogliamo la stabilizzazione.  E le opportunità ci sono, a cominciare dai parcheggi: visto che è un servizio di cui già ci occupiamo soltanto noi,  perché non autorizzarci a costituire una cooperativa di Lsu per gestirli? Ci devono trattare con rispetto perché noi lavoriamo e siamo indispensabili: i soldi il Comune ce li ha, facessero meno sprechi e i soldi si trovano anche per i socialmente utili. Sul nostro territorio sta arrivando una mole enorme di finanziamenti: per qualsiasi opportunità di lavoro che si crea bisogna inserire una clausola che obbliga ad assumere sì i disoccupati ma principalmente gli Lsu. Molti dimenticano che siamo iscritti al collocamento da 20 anni…”.

Poi ci sono gli sfoghi dei singoli lavoratori.

Particolarmente significativo quello di uno degli Lsu addetti all’igiene urbana: “Che io prenda da ora in poi 100 euro in meno di integrazione, purtroppo non mi cambia la vita –urla Salvatore- Pago una pigione di 400 euro al mese e la prima cosa che faccio quando prendo il sussidio Inps è praticamente darlo quasi per intero al padrone di casa, dopodichè ho una famiglia da mandare avanti. Ognuno di noi oggi ha quasi 50 anni: già c’è la crisi, ma alla nostra età  chi ci prende più a lavorare? Se non ci stabilizzano, siamo tutti morti!”.

La discussione si infervora: ognuno dice la sua, racconta la propria storia e la tensione arriva all’apice quando Antonio, un addetto alle strisce blu dice che “ci sono socialmente utili che non si fermano nemmeno quando scioperiamo, e allora se dobbiamo combattere questa battaglia dobbiamo farla tutti insieme e ragionare con una sola testa, altrimenti stiamo perdendo tempo”.

E siccome la situazione rischia di degenerare, i sindacalisti territoriali si riprendono la parola per  cercare di riportare un po’ tutti alla calma in un clima di esasperazione collettiva.

Per Patrizia D’Angelo (Cgil), “il primo errore da non commettere è quello di dividerci e di puntare il dito l’uno contro l’altro. Pensiamo piuttosto a come risolvere insieme i problemi. Sulla stabilizzazione, vi prenderei in giro se dicessi che è una cosa che si può fare subito per tutti, ma possiamo prevedere di calendarizzarla. Ad esempio, sappiamo che con il prossimo appalto di sei anni, il servizio di igiene urbana sarà potenziato e allargato: ecco, in questo caso, ci sono possibilità di stabilizzazione e l’Amministrazione deve discuterne con noi. Così come opportunità ci sono anche nei parcheggi. E nei siti archeologici: qui abbiamo perso le fabbriche ma c’è una fabbrica di cultura di rilevanza mondiale da poter essere una città di ricchi e senza disoccupati. Sui progetti di integrazione, rivendichiamo il nostro diritto a concertarli con l’Amministrazione perché la legge prevede che gli Lsu debbano essere impiegati soltanto dal lunedì al venerdì per 4 ore al giorno. E se ci sono turnazioni diverse, bisogna concordarle con noi. Di fronte alla proposte fatte finora, ci siamo alzati e abbiamo detto di no. A questo punto urge un incontro con il sindaco e tutti i rappresentanti politici per riaprire la trattativa. Ma,  a mio parere, per vincere questa battaglia dobbiamo anche sensibilizzare e coinvolgere l’opinione pubblica: la gente deve sapere che i socialmente utili producono a basso costo e non hanno tantissimi diritti”.

Secondo Peppe Esposito (Cisl), invece, “è da condannare la politica che si dimentica dei socialmente utili e noi, stavolta con sindaco, assessori, capigruppo consiliari, dirigenti e segretario generale, vogliamo andare al di là della discussione sull’elemosina, che è poi una discussione nata per aver chiesto non aumenti di paga ma  soltanto per confermare la paga precedente. E voglio dirlo chiaramente: se qualcuno pensa di fare fughe in avanti raccomandandosi al politico di turno, noi questa vertenza non la risolveremo mai. Bisogna seguire un percorso di lotta serio e legale, per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione. Dopodichè penso anch’io che la stabilizzazione sia un percorso graduale, ma ci si può arrivare: e comincerò a credere che questo obiettivo si può realizzare soltanto quando nelle gare d’appalto sarà inserito l’obbligo di assumere una percentuale di Lsu per la manodopera”.

Insomma, dopo il fallimento della trattativa con l’assessore Cammino per ben due volte in dieci giorni (il 4 e il 14 gennaio), i sindacati chiedono che sia adesso tutta la politica ad occuparsi della vertenza Lsu.

Fin quando ciò non accadrà, i socialmente utili saranno in agitazione.

In pratica, faranno il minimo indispensabile dal punto di vista lavorativo.

Non resta dunque che attendere la risposta dell’Amministrazione.

E probabilmente, se le premesse sono quelle che abbiamo ascoltato ieri nel corso di questa assemblea, bisogna già prepararsi ad un inverno molto “caldo” nelle stanze e all’esterno del Municipio.

(da “Il Corriere Flegreo” del 17 gennaio 2013)