Molti puteolani rischiano di dover pagare per due volte il costo delle lampade votive al cimitero. E’ l’assurda situazione che si sta creando ormai da cinque settimane, da quando cioè è scaduto il contratto decennale che affidava ad una ditta privata (la “Ma.Fra.”, che, poi ha ceduto il ramo d’azienda alla “I.e.g.”)  la gestione dell’impianto di illuminazione interna al camposanto di via Luciano.

Dall’inizio del mese scorso, infatti, il servizio (in attesa di un nuovo appalto) è gestito in proprio dal Municipio, che però sta avendo grossi problemi nel ricostruire tutte le eventuali morosità di “corrente” da parte dei familiari dei defunti.

La spiegazione di queste difficoltà sta nel fatto che, come sostengono al Comune, la società concessionaria dell’appalto fino al 1°giugno, dal momento in cui ha terminato il proprio lavoro per conto dell’Ente, non ha ancora consegnato al Municipio la documentazione amministrativa che comprova la situazione contabile di ogni cittadino e l’effettiva riscossione degli introiti.

In parole povere, ecco cosa sta accadendo.

Chiunque si rechi oggi al cimitero per versare la rata 2013 del costo delle lampade votive (3,33 euro al mese), non può effettuare questo pagamento se prima non ha dimostrato di essere in regola con il versamento relativo al 2012.

Numerosi cittadini, però, a quanto pare, non sono in grado di esibire il bollettino relativo all’anno precedente: c’è chi sostiene di averlo smarrito e addirittura chi sostiene di non averlo mai ricevuto dalla ditta che si occupava del servizio fino al 1°giugno scorso, o di non essere in possesso nemmeno del contratto di allacciamento dell’energia elettrica all’interro o alla nicchia (che ha un costo fisso di 17 euro).

L’unico modo che il Comune avrebbe per capire se questi cittadini dicono la verità è quello di effettuare un riscontro incrociato con la documentazione contabile della società che, fino all’inizio del mese scorso, era preposta ad incassare queste somme ed a stipulare questi contratti.

Ma queste carte, per l’appunto, non sono mai giunte nella disponibilità del Municipio.

Risultato: o il presunto moroso che non è in grado di esibire il bollettino dell’anno scorso paga prima anche il 2012 (e dunque è costretto a “ripagare” il 2012 se davvero ha già versato questa cifra alla “I.e.g.”), oppure non può pagare nemmeno la fornitura del servizio per l’anno in corso, col rischio che dal prossimo 1°gennaio venga distaccata la fornitura di energia elettrica al luogo in cui giacciono le spoglie del parente deceduto.

Al Comune sostengono che i cittadini che si trovano in questa situazione devono contattare la ditta “I.e.g.” per ottenere la prova dell’avvenuto pagamento dell’annualità 2012 o la copia del contratto di allaccio (se manca anche questo documento) e, laddove non riuscissero a risolvere il problema neanche in questo modo, sporgere denuncia contro la stessa società.

Insomma, per i presunti morosi, non serve nemmeno dimostrare la propria buona fede facendo notare che la fornitura di energia elettrica per l’interro o la nicchia è ancora in corso: il che potrebbe costituire un valido indizio dell’avvenuto pagamento anche del pregresso.

“Il rapporto contrattuale fino al 1°giugno 2013 è tra la ditta e i cittadini –sottolinea Matteo Sperandeo, segretario generale del Comune e dirigente del settore cimitero- e dunque i cittadini che non sono in possesso di bollettini che andrebbero sempre conservati per cinque anni, devono effettuare gli opportuni riscontri presso l’ex concessionario del servizio. Per quanto ci riguarda, abbiamo diffidato e messo in mora la società in questione per ottenere tutte le documentazioni contabili relative ai periodi per i quali è aperto un contenzioso con la ditta per il mancato pagamento dei canoni all’Ente: ma questo è un altro discorso”.

A quanto ci risulta, nei giorni scorsi, la “I.e.g.” avrebbe anche inviato una lettera al Comune in cui propone un piano di rientro del proprio debito nei confronti dell’Ente per i canoni non versati relativi al 2012 e al 2013.

Ma ciò interessa poco o nulla a tutti coloro che si trovano nella situazione che abbiamo descritto.

E ci chiediamo: è mai possibile che per un contenzioso tra il Comune e una ditta privata, debbano pagarne le conseguenze i contribuenti?

In attesa che si chiarisca tutta la situazione tra l’Ente e la “I.e.g.”, perché il Municipio non “congela” i presunti arretrati del 2012 e non consente il pagamento del solo 2013?

E’ mai possibile che i cittadini, senza che si abbiano prove certe della loro malafede (nella migliore delle ipotesi, chiunque può smarrire un bollettino…)  debbano essere considerati colpevoli a priori?

Il malumore della gente su questa paradossale vicenda è enorme.

E sarebbe opportuno che la politica si facesse carico di affrontare il caso, trovando una soluzione ispirata al buon senso.

Anche perché, in un momento economico così difficile, per molte famiglie 40 euro (il costo di una lampada votiva al cimitero per 12 mesi) rappresentano una spesa non da poco.

Per giunta insopportabile, se pagata due volte per ottenere lo stesso servizio!