L’Udc andrà in coalizione con Forza Italia ed il Nuovo Centrodestra. Ad annunciarlo è stato Pier Ferdinando Casini in un’intervista apparsa sabato su “Repubblica”. (http://www.repubblica.it/politica/2014/02/01/news/svolta_di_casini_addio_al_sogno_centrista_torno_nel_centrodestra_con_alfano_e_fi-77439933/).

Un ritorno alle “origini”  quello dell’Unione di Centro, dopo aver sperimentato il fallimento del progetto del Terzo Polo e la conseguente riduzione del consenso elettorale ai minimi termini (Udc all’1,79% a livello nazionale il 24 e 25 febbraio dell’anno scorso contro il 5,62% del precedente voto nel 2008), flop registrato anche a Pozzuoli nelle consultazioni politiche di un anno fa, con la miseria di 656 voti (1,67%), nonostante la candidatura alla Camera del vicesindaco Mario Marrandino.

Una notizia del genere, ovviamente, pone molti interrogativi anche a chi segue la politica a livello locale.

A Pozzuoli, per esempio, nonostante lo scioglimento del Pdl avvenuto ormai da due mesi e mezzo, non esistono gruppi consiliari né di Forza Italia né del Nuovo Centrodestra, come confermato peraltro appena due settimane fa dal presidente del parlamentino civico Enrico Russo nel rispondere ad una precisa istanza da parte dei due rappresentanti del club puteolano “Forza Silvio”. (http://www.pozzuoli21.it/nessuno-rappresenta-forza-italia-in-consiglio-comunale/).

Dunque, non si capisce, almeno ad oggi, con chi l’Udc dovrebbe stringere alleanze attualmente in Consiglio Comunale rispetto alle forze politiche presenti in Parlamento.

Tuttavia, l’interrogativo principale è: l’Udc a Pozzuoli che farà?

Vale la pena di ricordare che, dopo due coalizioni consecutive col centrodestra (nel 2008 con Pasquale Giacobbe sindaco e nel 2011 con Agostino Magliulo a capo della Giunta), con le ultime elezioni amministrative, quelle del 7 e 7 maggio di due anni fa, l’Udc è alleata col centrosinistra.

Risultato: 5.696 voti portati in dote al sindaco Enzo Figliolia (14,03%, secondo partito cittadino),  quattro consiglieri comunali eletti (Maurizio Orsi con 941 preferenze, Sandro Cossiga con 814, Mario Massimiliano Cutolo con 802 e Tommaso Pollice come primo dei non eletti con 659 consensi in sostituzione di Marrandino, “promosso” assessore), due assessori in giunta (il vicesindaco con delega ai lavori pubblici Mario Marrandino -ripescato come ultimo dei consiglieri eletti con 761 voti- e Alfonso Trincone, con delega alla pubblica istruzione) e due presidenti di commissione (Orsi all’urbanistica e Cutolo ai lavori pubblici).

Esclusa la “new entry” Orsi, tutti gli altri rappresentanti istituzionali dell’Udc  (consiglieri e assessori) provengono dal centrodestra (basta consultare gli archivi del Municipio per conoscere la storia politica di Marrandino, Trincone, Cutolo, Cossiga e Pollice…).

Dunque, in teoria, per cinque esponenti su sei dell’Udc, il ritorno “all’ovile”, almeno ideologicamente, non dovrebbe essere un grosso problema.

Ma chi di costoro rinuncerà al “piacere” della gestione del potere (un’ebbrezza che si può provare soltanto stando in maggioranza), per seguire le “direttive” di Casini e andare automaticamente all’opposizione come partito di centrodestra, oppure dichiararsi, nell’ipotesi più “morbida”, forza “cuscinetto” in consiglio comunale?

E’ ovvio che, quando le parole di Casini si tradurranno in realtà con la firma di un accordo politico di coalizione con Forza Italia e Nuovo Centrodestra (e l’intesa non dovrebbe tardare molto…), a Pozzuoli, per alcuni sarà il tempo delle scelte.

E’ chiaro che, nel momento in cui l’Udc passerà ufficialmente col centrodestra, o Figliolia dovrà fare a meno dei due assessori e quattro consiglieri eletti e nominati sotto questo simbolo, oppure la situazione non cambierà se (e solo se), tutti gli attuali assessori e consiglieri dell’Udc abbandoneranno il partito di Casini per approdare altrove nell’ambito del centrosinistra o dichiararsi indipendenti.

Quest’ultima circostanza equivarrebbe alla sparizione dell’Udc da parlamentino civico e Giunta almeno fino a maggio 2017, termine di scadenza naturale della consiliatura (salvo scioglimenti anticipati, ovviamente…).

E qualcuno dovrà pur dare spiegazioni ai 5.696 puteolani che misero la croce su quel simbolo nella primavera del 2012…