Gli addobbi natalizi sono il tormentone di ogni fine anno. Chi li vuole qui, chi li vuole lì, chi li vuole così, chi li vuole cosà, chi non è mai contento qualsiasi cosa si faccia.

Il 16 dicembre dell’anno scorso, in una lettera riservata al sindaco Enzo Figliolia, il consigliere comunale Antonio Di Bonito (allora in maggioranza) chiese addirittura la testa dell’assessore ai lavori pubblici Mario Marrandino accusandolo di fare il bello e il cattivo tempo su tutta la questione delle luminarie.

Per fortuna, però oltre alle chiacchiere e alle lamentele, ci sono anche da raccontare i fatti.

E Pozzuoli21 proprio i fatti vi descrive, attingendoli dagli atti ufficiali del Comune: atti pubblici e non smentibili da nessuno.

Il documento di riferimento è la determina dirigenziale numero 1830 del 20 ottobre.

E’ nelle 52 pagine di questo provvedimento che si stabilisce tutto ciò che riguarda la spesa complessiva di 120mila euro riguardante le luci festive da attivare tra l’8 dicembre ed il 6 gennaio.

Un appalto assegnato attraverso un cottimo fiduciario velocissimo (e del cui esito ancora non compare traccia: ma ci si augura che sia stato rispettato il principio della “rotazione delle imprese vincitrici”, specificatamente previsto per questo tipo di assegnazione), talmente veloce che le prime luminarie sono già comparse (e qualcuna ci risulta perfino già in funzione!) addirittura prima del 5 novembre, giorno in cui scadeva la pubblicazione del bando all’Albo Pretorio municipale.

Ma andiamo avanti.

E sfatiamo il primo “mito”.

E già: perché tutti pensano che sia il vicesindaco Marrandino a decidere vita, morte e miracoli di queste luminarie.

Invece no.

A giudicare dalle carte ufficiali (pagina 6 della determina), infatti, si scopre che “l’elenco delle strade da addobbare” è “concordato” dalla direzione lavori pubblici (dirigente Gino Salzano e funzionario Giuseppe Gaudino) “con il Sindaco”.

Dunque, cari puteolani, è il Capo dell’Amministrazione, Enzo Figliolia, che si assume la responsabilità di stabilire, insieme ai tecnici, dove vadano installate le luminarie e dove no.

Su questa materia, ufficialmente, nulla decidono gli assessori e, soprattutto, nulla decidono i consiglieri comunali.

Consiglieri, in questo caso, completamente (e supinamente) esautorati del proprio principale e fondamentale ruolo di indirizzo e di controllo sugli atti amministrativi.

Assodato questo punto di partenza, analizziamo i risultati di queste scelte.

268 sono le luminarie da installare sull’intero territorio cittadino, per una spesa “netta” di 97.000 euro (costo medio di 362 euro a luminaria)

Ecco la ripartizione per quartiere.

Tra Arco Felice e Lucrino verranno installate 67 luminarie per un costo di 20.250 euro.

Nella zona alta e nel centro storico verranno installate 133 luminarie per un costo di 57.130 euro.

A via Napoli verranno installate 53 luminarie per un costo di 12.320 euro.

Al rione Toiano verranno installate 5 luminarie per un costo di 500 euro.

Ad Agnano Pisciarelli verranno installate 9 luminarie per un costo di 3.800 euro.

A Licola verrà installata 1 luminaria per un costo di 3.000 euro.  

Qual è la prima cosa che salta all’occhio?

La parola Monterusciello: non c’è, non esiste!

28mila puteolani residenti in quel quartiere (un terzo di tutti i puteolani, peraltro già “deportati” dal bradisismo), a giudicare da questa determina dirigenziale, non avranno da ammirare nemmeno un lumino nel proprio rione.

Come mai? Non si sa. Sono forse cittadini di serie B?

Bisognerebbe chiederlo al Sindaco (responsabile di questa scelta) magari la prossima volta che va a cercar voti da quelle parti.

Ma anche altri dati non convincono.

Innanzitutto il diverso livello qualitativo delle luminarie nelle varie zone cittadine: ad Arco Felice e Lucrino si ha un costo medio di 302 euro ad addobbo, nel centro storico l’importo sale a 429 euro, a via Napoli scende a 232, a Toiano crolla a 100, ad Agnano risale a 422 e a Licola “schizza” a 3.000.

Un sistema per armonizzare in modo più equo questa distribuzione non esisteva?

Figliolia lo spieghi ai cittadini, visto che ha deciso lui.

Infine, altri numeri inconfutabili.

Oltre a Monterusciello (33% di residenti puteolani e zero luminarie), abbiamo:

  • Arco Felice-Lucrino (12% di residenti, 20,9% di spesa per le luminarie e 25% di addobbi)
  • Centro Storico e Zona Alta (23% di residenti, 58,9% di spesa per le luminarie e 49,6% di addobbi)
  • Via Napoli (7% di residenti, 12,7% di spesa per le luminarie e 19,8% di addobbi)
  • Toiano (16% di residenti, 0,5% di spesa per le luminarie e 1,9% di addobbi)
  • Agnano Pisciarelli (4% di residenti, 3,9% di spesa per le luminarie e 3,3% di addobbi)
  • Licola (5% di residenti, 3,1% di spesa per le luminarie e 0,4% di addobbi).

Si dirà che queste sono scelte politiche e che la politica non è ragioneria.

Il sindaco Enzo Figliolia
Il sindaco Enzo Figliolia

E, infatti, non vogliamo scomodare gli studi ragionieristici del Sindaco.

Ma almeno spieghi alla città per quale motivo, sulle luminarie natalizie, ha scelto politicamente di discriminare così tanto le periferie (mentre nel suo programma elettorale prometteva il  rilancio delle stesse periferie).

E perché ha fatto questa scelta ufficialmente in totale solitudine, dimenticando di aver egli stesso dichiarato più volte pubblicamente che “il consiglio comunale è l’epicentro di tutte le decisioni”?