L’intenzione dell’Amministrazione è sicuramente lodevole nel voler evitare occupazioni abusive, ma farà sicuramente discutere la “tempistica” complessiva del bando presentato stamattina dall’assessore Roberto Gerundo per le concessioni stagionali delle aree demaniali sul lungomare di via Napoli.

Cinque i lotti di spiaggia da assegnare per un totale di 14.460 metri quadrati, ma soltanto per i quattro mesi che vanno dal 30 giugno al 31 ottobre.

Una gara sprint che dovrebbe essere espletata nei prossimi giorni e portare all’assegnazione temporanea di quei lotti di arenile soltanto per questa stagione estiva, in attesa di un bando definitivo che dovrebbe essere espletato da gennaio e prevedere concessioni  di cinque anni (almeno così si presume…).

In pratica, la Giunta, con la delibera numero 71 approvata tre giorni fa ha stabilito che, in una zona peraltro ancora non balneabile, eventuali operatori turistici possono installare delle pedane in legno per consentire ai propri clienti soltanto di prendere il sole.

 

Dunque, dalla bozza di bando che avete appena letto, è tutto chiaro: niente possibilità di vendere alimenti e bevande né di svolgere attività di intrattenimento, ma soprattutto, strutture che dovranno essere in funzione (compreso il periodo di montaggio e smontaggio) esclusivamente nei 120 giorni di “permesso”.

A nessun concorrente sarà inoltre consentito di poter partecipare alla gestione di più lotti di spiaggia: in pratica, si potrà gareggiare per una sola delle aree messe a bando.

E, nel caso in cui uno dei cinque lotti non dovesse essere assegnato (così come ha spiegato l’assessore Gerundo nel corso della conferenza stampa svoltasi nel suo ufficio al Municipio), lo stesso lotto verrà offerto dal Comune al concessionario del lotto confinante (o ai concessionari dei due lotti confinanti, a seconda della posizione in cui si troverà) in una sorta di “sub gara” a parte.

Le concessioni verranno regolate da un punteggio, che terrà conto di vari criteri, avvantaggiando la scelta di materiali a basso impatto ambientale, le misure di sicurezza predisposte, le tariffe più basse applicate alla clientela, l’accessibilità ai disabili e le agevolazioni tariffarie per i loro accompagnatori,  la ricaduta occupazionale in termini di assunzione di addetti, oltre ovviamente all’offerta economica che si farà al Municipio e che partirà da un minimo di 3 euro e 10 centesimi per ogni metro quadrato di occupazione.

Chi vuole ottenere una di queste concessioni stagionali, inoltre, dovrà impegnarsi a posizionare bagni chimici, a ripristinare, pulire e rendere sempre libero l’uso dei tre servizi igienici già presenti sull’arenile, a tenere pulita l’area in concessione, a garantire la presenza di personale abilitato al salvataggio e al primo soccorso, a stipulare un’assicurazione contro terzi per incidenti e danni a persone e cose, ad istituire un servizio di guardiania.

La domanda sorge spontanea: chi potrà mai essere interessato ad investire così tanti soldi per una concessione che dura soltanto quattro mesi e che, se il tempo sarà clemente e le procedure burocratiche saranno velocissime, porterà non più di due mesi e mezzo di incassi da inizio luglio a metà settembre?

Quanto costerà ai cittadini usufruire di quei servizi se i titolari delle concessioni volessero soltanto rientrare delle spese sostenute in un lasso di tempo così breve?

Sono le perplessità avanzate allo stesso assessore Gerundo sia da Mario Cutolo (rappresentante degli operatori balneari e papà dell’omonimo capogruppo consiliare dell’Udc) sia da Mimmo Pennacchio (consigliere comunale del Pd e presidente della commissione consiliare che si occupa di commercio e attività produttive).

“Solo per iscriversi alla Camera di Commercio servono 40 giorni e dunque già la tempistica di questo bando leda la libera concorrenza tra imprese escludendo a priori chi vuole intraprendere adesso questa attività –sottolinea Cutolo- Per non parlare delle autorizzazioni che occorrono per ottenere ulteriori allacci idrici ed immissioni in fogna. Dopodichè forse al Comune non sanno che una pedana costa almeno 100 euro al metro quadrato. Questo e tutti gli altri investimenti iniziali da sostenere, come potranno mai essere ammortizzati in così poco tempo visto che non è concessa nemmeno la somministrazione di bevande ed alimenti? Un bando del genere è disincentivante per qualsiasi imprenditore serio. A meno che nel prossimo bando pluriennale non sia previsto un punteggio molto alto a favore di chi oggi otterrà queste concessioni, e allora ad un imprenditore potrebbe anche convenire rischiare un capitale in un’ottica futura. Ma siccome questa eventualità non esiste, io non so proprio come l’Amministrazione immagini di elevare l’offerta qualitativa sul lungomare a queste condizioni”.

Considerazioni condivise anche dal consigliere comunale di maggioranza Mimmo Pennacchio, che ha apertamente “contestato” il bando all’assessore Gerundo durante la conferenza stampa, sottolineando che, su questa vicenda, la Giunta Figliolia ha preso una decisione senza tener conto delle perplessità espresse dalla commissione consiliare preposta.

Roberto Gerundo, assessore al Governo del Territorio
Roberto Gerundo, assessore al Governo del Territorio

 

Mimmo Pennacchio (Pd), presidente della commissione consiliare Commercio e Attività Produttive (foto gino conte)
Mimmo Pennacchio (Pd), presidente della commissione consiliare Commercio e Attività Produttive (foto gino conte)

L’ennesimo segnale di frattura tra Amministrazione e Consiglio Comunale.

O, forse, chissà, come sussurrano le solite “malelingue”, è soltanto una volontà di autotutela da parte di chi governa la città nel timore che si apra un’inchiesta sulle eventuali omissioni del  Comune nella gestione di quel tratto di arenile.

Dalla serie: “se succede un guaio, io il bando per mettere tutto in regola l’ho fatto, ma se nessuno ha partecipa non è colpa mia…”.

Cosa dire? Speriamo che la gatta, per la fretta di partorire, non metta al mondo gattini ciechi…