In Campania la stagione balneare è stata ufficialmente riaperta dal 23 maggio e, da quel giorno, applicando le norme anticontagio stabilite dalla Regione, tutti i lidi privati autorizzati con regolare concessione si sono già organizzati per ospitare la loro clientela.

A Pozzuoli però sta nascendo un vero e proprio giallo per l’unico stabilimento attualmente autorizzato sul lungomare “Pertini”,  il “Riviera Beach Club” di proprietà della famiglia Cutolo attraverso la società “Montenuovo”.

Nulla infatti si muove, su quella porzione di arenile che, per la terza estate consecutiva (sulle nove di contratto) dovrebbe ospitare solarium, lettini, ombrelloni, bar e piscine.

Una struttura che (a giudicare da quanto accaduto nei primi due anni) avrebbe bisogno di almeno sei settimane di lavori per essere allestita ma di cui, stavolta, non si vede neppure l’ombra.

I cittadini sono giustamente curiosi di sapere cosa accadrà su quel tratto di spiaggia.

A norma di regolamento comunale, in caso di inerzia da parte del concessionario, l’Amministrazione potrebbe revocare l’autorizzazione e decidere poi il da farsi.

Anche perché, con l’ultima delibera di Giunta (la numero 82 del 3 giugno) sulla gestione degli arenili per questa estate, è stato comunque confermato l’obbligo di allestire gli impianti, anche se in misura limitata, con la possibilità di utilizzarli per due settimane in più rispetto a quanto previsto dal bando, ossia  smontarli entro il 15 ottobre anziché il 30 settembre.

In alternativa, potrebbe essere lo stesso concessionario, ossia la “Montenuovo”, ad alzare bandiera bianca, restituendo il titolo al Comune.

Da quanto ci è dato sapere, i Cutolo sono in “pausa di riflessione” per capire se, dopo le prime due stagioni chiuse in forte perdita economica sul lungomare  e una terza che potrebbe rappresentare un ulteriore bagno di sangue sul piano finanziario (viste le regole sul distanziamento da rispettare e un’apertura che, se oggi cominciassero i lavori, non potrebbe avvenire prima della fine di luglio), valga la pena di andare avanti oppure di fermare qui un’avventura imprenditoriale nata sin dall’inizio sotto una cattiva stella e proseguita anche con una “rottura” tra il titolare della concessione e i soci che materialmente gestivano il lido.

Ma questa “pausa di riflessione” non potrà durare all’infinito e dunque, in assenza (ad oggi) di atti ufficiali, sia da una parte che dall’altra, bisogna capire come l’Amministrazione intende gestire questa situazione.

Far finta di niente d’altronde è impossibile, anche perché quel  pezzo di spiaggia è molto appetito e quindi, se i Cutolo non ci rimetteranno la “bandiera”, giacché certi “vuoti” sono sempre destinati a “riempirsi”, qualcosa lì accadrà.

E non è difficile immaginare che si possa scatenare una “guerra di successione” tra abusivi o noleggiatori autorizzati.

Così come bisogna capire, alla luce dell’alleggerimento dei protocolli di sicurezza per le spiagge, varato dal governatore De Luca con l’ordinanza 56 di due giorni fa, se l’Amministrazione cambierà le regole per la gestione delle spiagge libere durante questa stagione estiva, spiagge che, nelle intenzioni della Giunta Figliolia, dovranno essere per metà fruibili in modo completamente gratuito e per metà con l’obbligo di noleggio delle attrezzature in favore dei privati che andranno a gestirle vincendo un apposito bando.

Di questo e di tanto altro si parlerà oggi pomeriggio alle 18 durante una diretta Facebook organizzata dal Coordinamento Nazionale Mare Libero (nella foto il vicepresidente Claudia Vellusi) con amministratori locali e rappresentanti di Associazioni attive sul territorio regionale.

Una diretta a cui ciascuno potrà intervenire con segnalazioni e commenti (o proponendo argomenti di discussione da inviare all’indirizzo mail info@marelibero.eu.)

“Nel perverso sistema italiano in cui l’eccezione ossia la concessione è diventata la regola e la possibilità di godere liberamente delle spiagge tutelando l’ambiente e il bene pubblico, l’eccezione, relegata in spazi angusti oppressi tra stabilimenti sempre più ingombranti, le spiagge libere diventano simbolo di civiltà di uguaglianza sociale e di accessibilità a tutti, bene comune, presidio di salubrità e benessere – scrivono gli organizzatori del dibattito- Già ordinariamente minacciate da un sistema di speculazione economica che basa la sua prosperità sulla deresponsabilizzazione dei comuni costieri cui sono state affidate funzioni senza dotarli di adeguate risorse, oggi sono ancor più a rischio a causa dell’emergenza covid che fa gioco anche questa volta all’intervento dei privati, a cui tutto si permette purché i comuni siano sollevati da nuovi oneri. In Campania questa situazione è ancor più accentuata che altrove. Ma  i cittadini non ci stanno! E ieri come oggi fanno sentire la loro voce sempre più grazie all’utilizzo dei social network cui va il merito di aver aiutato le persone a fare rete. Proprio grazie a questa rete è nato il Coordinamento Nazionale Mare Libero, associazione di promozione sociale, la prima associazione nazionale nata per difendere il mare e le spiagge italiane quali beni comuni ambientali dalla speculazione e dagli abusi”.