Quello di sabato e domenica doveva essere il primo vero banco di prova per il nuovo dispositivo di  circolazione voluto dal sindaco Figliolia sul lungomare a partire dal 15 aprile. I fatti hanno dimostrato che il dispositivo ha retto soltanto parzialmente.  Dopodiché  sono emerse tutte le difficoltà che in molti avevano previsto: prima fra tutte, l’impossibilità di effettuare controlli serrati al divieto di transito e di sosta ai non residenti sul corso Umberto. Con ben cinque accessi da controllare, per sole due pattuglie della polizia municipale (cinque uomini in tutto) è stata davvero dura riuscire a fermare i tanti veicoli che hanno varcato gli ingressi della Ztl.

I caschi bianchi fanno ciò che possono, ma, se questo è l’organico a disposizione per monitorare il rispetto di un’ordinanza del genere, sarà impossibile per loro avere mille occhi.

I controlli, infatti, si sono potuti concentrare solamente in alcuni dei varchi, ma non in tutti.

Ciò ha comportato inevitabilmente una disparità di “trattamento” tra i vari “furbi” che hanno fatto carta straccia delle disposizioni riguardanti la nuova viabilità.

Se lì dove erano presenti le pattuglie della municipale veniva fatto osservare il divieto di transito nella nuova Ztl, in tanti si sono “lanciati” nei varchi lasciati scoperti dai vigili, come nella parte iniziale del lungomare provenendo dal centro storico.

Non solo qui hanno circolato un po’ tutti, ma a soffrire è stato anche un altro divieto previsto dalla stessa ordinanza, quello inerente la sosta sul corso Umberto, riservata ai soli residenti.

Così come accaduto per il divieto di transito, c’è stato chi ha approfittato della carenza numerica della polizia municipale per parcheggiare la propria auto nelle zone risultate non coperte dai controlli.

Impossibile attribuire la responsabilità di tutto ciò  ai pochi vigili impegnati su un vero e proprio “campo di battaglia”.

Ma il risultato è stato chiaro: da alcuni varchi si poteva entrare senza problemi  sul corso Umberto, da altri no.

Chi se n’è accorto?

Innanzitutto, i titolari delle attività di ristorazione.

Sul lungomare sono tantissimi. Ebbene, c’è chi ha dovuto fare i conti con controlli serrati nei pressi  della propria attività, per poi confrontarsi con chi ha “beneficiato” del “via libera” altrove.

Ed anche qui è scattata una certa sperequazione.

Chi ha visto la propria clientela diminuita drasticamente e chi invece ha continuato a lavorare come se il divieto di transito su corso Umberto ai non residenti non fosse mai stato emanato.

“E’ un’ingiustizia –urlavano alcuni ristoratori inviperiti- Se c’è un’ordinanza deve valere per tutti. Il Comune deve fare in modo che l’intero corso Umberto sia inaccessibile a chi non abita qui, altrimenti si viene a creare una discriminazione insopportabile. Non esiste che in una parte di questa strada c’è chi continua a parcheggiare in sosta vietata per andare a mangiare nei locali mentre in un’altra parte della strada la stessa cosa viene impedita. Che facciamo? Alcuni ristoratori devono fare la fame e guardare come gli altri loro colleghi lavorano? Capiamo che i vigili urbani fanno il proprio lavoro e sono tenuti a far rispettare le disposizioni del sindaco, ma se è così evidente che di vigili ne servono molti di più per controllare un’ordinanza del genere, allora il Comune si attrezzi e ne mandi in numero maggiore”. 

Questo è accaduto per tutto il fine settimana, ma è stato  domenica sera che si è raggiunto l’apice del caos.

Gli agenti della municipale notano infatti  sul corso Umberto un’automobile parcheggiata in uno degli stalli di sosta riservata ai disabili, ma sul parabrezza non c’è traccia del contrassegno che attesterebbe il diritto di poter lasciare lì la vettura.

C’è solo un tagliando, ma di  quelli rilasciati ai residenti o commercianti della Ztl.

Scatta la contravvenzione, ma a quel punto il proprietario dell’auto, che è anche un gestore di un locale del lungomare, si accorge di ciò che sta accadendo. Si precipita verso l’agente, chiedendo spiegazioni, a quanto pare con toni non proprio gentili. A questo punto, però, il vigile chiede anche altri documenti e viene fuori che la vettura è sprovvista di revisione.

Scatta una doppia contravvenzione e  il proprietario dell’auto perde le staffe, scagliandosi con parole pesanti contro i vigili. Le conseguenze sono ancora al vaglio del comando di via Luciano. Di sicuro l’uomo verrà denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale, ma la sua posizione potrebbe aggravarsi, se dovessero venir fuori gli estremi anche per ipotesi di reato più gravi.

Troppa tensione, troppa esasperazione per un provvedimento che non sembra convincere nemmeno tutti i residenti.

Alcuni di questi hanno lamentato che anche sulle loro auto si sono ritrovati con contravvenzioni.

La Ztl, infatti, prevede non più di un permesso per residente.

Se una famiglia ha più di un’auto, soltanto una ha diritto alla sosta riservata.

Come migliorare, quindi la situazione e rendere meno stressante il lavoro della municipale?

Si potrebbe cominciare con il rendere più visibili i divieti, magari con il ricorso a lampeggianti gialli in prossimità dei cartelli posti ai varchi della Ztl.

Potrebbe non bastare a fermare i soliti “furbi”, ma sarebbe comunque una buona novità, già al vaglio della polizia municipale.

(da “Il Corriere Flegreo” del 25 aprile 2013)