L’Amministrazione Comunale predica bene e razzola male. La prova è nei manifesti pubblici: da un lato, chi governa la città si fa propaganda sui giornali annunciando una regolamentazione stringente per le affissioni funebri, dall’altro consente che le proprie comunicazioni istituzionali siano attaccate persino sui cartelli segnaletici ed i pali dell’illuminazione stradale.

Accade da stamattina, da quando cioè mani ufficialmente ignote  (ma, per quanto si sa di ufficioso, appartenenti  a dipendenti municipali e persone vicine alle cosiddette “stanze dei bottoni”) hanno “attaccato” ovunque in gran parte della città un volantino firmato dal sindaco Figliolia sulle ultime novità riguardanti il pagamento dei primi due acconti della Tares.

Il foglio, un comunissimo A4 con scritta ad inchiostro di colore blu, riporta lo stemma e l’intestazione del Comune e, a quanto ci risulta da un giro di telefonate, è stato materialmente consegnato dalla segreteria del sindaco Figliolia a chi si è assunto l’incarico di distribuirlo (a quanto pare, una squadra formata da lavoratori dell’Ente e giovani volontari militanti nel Pd).

Si tratta sicuramente di un’informazione importante e urgente, per carità.

Talmente importante e urgente che vuole darla, a beneficio di tutti i cittadini, anche “Pozzuoli21”.

E, dunque, “Il Sindaco informa che l’Amministrazione Comunale, per superare le difficoltà dei cittadini legate alla sovrapposizione della Tarsu 2012 e della Tares 2013, consentirà di poter suddividere in due rate i pagamenti Tares 2013 con scadenza luglio e ottobre. L’acconto con scadenza 31 luglio può essere pagato in due rate nei successivi mesi di agosto e settembre; quello con scadenza 31 ottobre potrà essere pagato sempre in due rate nei mesi di ottobre e novembre. Il Sindaco precisa che, per beneficiare di tale possibilità, non è necessario richiedere alcuna autorizzazione al competente ufficio, il quale procederà ai controlli solo dopo le scadenze sopra riportate. Il Sindaco ricorda, a chi volesse beneficiare di tale modalità di pagamento, di compilare un bollettino di c/c postale, avendo cura di precisare i seguenti dati indispensabili; numero di c/c postale 1013097330, intestato a Comune di Pozzuoli Servizio di Tesoreria, eseguito da (cognome e nome del contribuente), codice fiscale del contribuente, causale: prima rata acconto Tares luglio (per il versamento di agosto), seconda rata acconto Tares luglio (per il versamento di settembre), prima rata acconto Tares ottobre (per il versamento di ottobre), seconda rata acconto Tares ottobre (per il versamento di novembre), riportando, altresì, il numero di avviso indicato sul bollettino di pagamento già ricevuto. Per chi intendesse effettuare i pagamenti attraverso il sistema bancario, può utilizzare il seguente codice Iban: IT39T0760103400001013097389”.

Ma torniamo al discorso di partenza.

Il fatto che sia un’informazione importante e urgente, autorizza il Comune a divulgarla in modi assolutamente illegali e, comunque sia, deturpando il tanto famigerato “bene comune”, rappresentato anche da muri di palazzi e portoni, segnali stradali, pali della luce e perfino cassette elettriche?

Obietta una persona vicina all’Amministrazione: “Ma un manifesto pubblico non lo legge nessuno, i giornali non li legge quasi più nessuno e su internet ci vanno solo quelli che sanno usare il pc, come dovevamo fare per intercettare tutta la popolazione? Attaccando ovunque! L’importante è che la notizia sia arrivata a chi doveva arrivare”.

Beh, voglio sperare che il sindaco Figliolia, così attento a tutte le questioni che riguardano la “legalità” in tutte le sue forme, sappia che un messaggio a sua firma è stato diffuso (anche da persone, direttamente o indirettamente, di sua fiducia) in modi e forme assolutamente illegali.

Delle due l’una.

Se è stato lui a suggerire agli “attacchini” di seguire questa “strategia di comunicazione”,  provveda immediatamente ad “autodenunciarsi” per aver imbrattato muri, pali della luce e segnali stradali.

Se non è stato lui, scovi i responsabili di questo “scempio”, li denunci e li obblighi a staccare immediatamente tutti quei manifestini.

E’ una questione di credibilità.

Se si incentra un’azione politica sul rispetto delle regole, bisogna essere i primi a dare l’esempio.

E in calce a quei volantini c’è la firma del “sindaco Vincenzo Figliolia”: dunque, la faccia ce la mette tutta lui…