Erano accusati di concorso in falso, truffa e uso di valori contraffatti o alterati, ma si è poi scoperto che le imputazioni a loro carico erano talmente deboli da non poter reggere nemmeno un processo.

E così, al pari di altri 73 colleghi (su 101 indagati iniziali) per due avvocati di Pozzuoli è scattata l’archiviazione di un procedimento penale destinato a suscitare molto scalpore.

I professionisti prosciolti (entrambi molto conosciuti nel “capoluogo” flegreo) sono il 61enne Gennaro Belvini e il 52enne Gennaro De Luca (dirigente del Sindacato Forense Puteolano).

Ad indagarli fu il pubblico ministero Giovanni Corona, sostituto procuratore presso il Tribunale di Aversa-Napoli Nord, che contestò ad entrambi l’utilizzo di tre marche da bollo fasulle: una da 43 euro a Belvini e due (dal valore complessivo di 253 euro) a De Luca.

E’ stato però lo stesso pm a chiedere l’archiviazione (anche) per Belvini e De Luca, sostenendo che “le indagini svolte e le dichiarazioni rese dagli indagati hanno posto in evidenza come essi possano aver effettivamente ricevuto in buona fede le marche risultate contraffatte, da loro successivamente utilizzate per essere state apposte su atti giudiziari depositati nelle cancellerie di vari uffici del Tribunale di Napoli Nord”.

Richiesta accolta dal gip Antonino Santoro,  in quanto “alla luce degli accertamenti effettuati e delle dichiarazioni rese dagli indagati, non si può escludere che questi ultimi abbiano ricevuto e utilizzato in buona fede le marche da bollo”.

Provvedimento disposto con la stessa motivazione anche per il restante 72% degli avvocati coinvolti in questa inchiesta.

Non può dunque non emergere la curiosità di capire se si sarebbe potuta evitare una Caporetto giudiziaria  del genere a danno di chi, svolgendo un’attività basata sul legame fiduciario con i clienti, ha sicuramente subito non pochi  danni di immagine e patrimoniali da un’ingiusta esposizione alla gogna mediatica.

Intanto, prosegue il lavoro della magistratura per chiarire la posizione di coloro che hanno venduto le marche da bollo ai 75 avvocati prosciolti da ogni accusa.

E chissà che non emergano ulteriori colpi di scena anche per i restanti indagati.