“Il nostro segreto? Amarci come il primo giorno”. Da quel “primo giorno” sono trascorsi 74 anni, che oggi si sostanziano nel 69°anno di matrimonio per Maria Conte e Angelo Di Meo.

Lei ottantotto primavere, lui due in più, si conoscono da quando erano adolescenti e, passo dopo passo, hanno tagliato il traguardo delle nozze di larice, ultimo passo prima di quelle color platino.

La loro è una storia meravigliosa, che non mancheranno di ricordare per festeggiare questo prestigioso anniversario col figlio Stefano, i due nipoti (Angelo e Rosario) e la pronipote (Aurora Luna) davanti ad una tavola imbandita non troppo distante dal loro focolare domestico di Monterusciello.

Angelo, nel ‘46 faceva la corte a Maria, allora studentessa di taglio e cucito al “Carlo Rosini”.

Lui lavorava in una industria di scatolame alimentare a Nocera e, tramite un’amica di lei, le faceva recapitare marmellate di mele cotogne, un lusso nel dopoguerra.

Poi, il tentativo di “dichiararsi” per strada, fallito per l’intervento alla sorella di lei, che la portò via ritenendola troppo piccola per una relazione sentimentale.

Ma, come dice il proverbio, “quando due vogliono cento non possono” e così la loro “storia”, nonostante le resistenze della mamma di Maria (cresciuta senza il papà) va a buon fine.

E non si spegne nemmeno quando Angelo, per lavoro, è costretto a trasferirsi col padre in Argentina (da dove poi è tornato lasciando nel paese sudamericano due sorelle ancora viventi).

La coppia si scrive di nascosto per mesi. Poi decide di sposarsi nonostante la lontananza e si celebrano le nozze per procura al Vescovado del rione Terra (a sostituire Angelo è suo fratello Vincenzo): è il 21 gennaio 1951.

Poi Maria raggiunge il marito in Argentina, ma con la nascita dell’unico figlio Stefano, entrambi rientrano in Italia perché non vogliono che il bimbo abbia cittadinanza straniera.

Oggi tagliano un traguardo importante: se non è un record in Italia, poco ci manca.

Il nostro augurio è che continuino ad essere esempio di longevità, anagrafica e affettiva.

Lo meritano loro e gli occhi con cui si guardano e che ‘parlano’ dei loro sentimenti mai scalfiti, bensì rafforzati, dallo scorrere di una vita insieme.

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