Continuano le proteste dei genitori degli alunni di due scuole puteolane. L’argomento è sempre lo stesso: l’applicazione delle norme antiCovid.

Alla media “Artiaco”, ad esempio, stamattina alcuni genitori hanno rifiutato di ritirare le mascherine fornite in dotazione dall’istituto.

Motivo? Non erano sigillate ma imbustate in involucri per la conservazione di alimenti.

“Non sappiamo chi ci abbia messo le mani per confezionarle, è assurdo che si proceda in questo modo quando in altre scuole, come il Pitagora, le consegnano perfettamente sigillate – ci dice Antonio Restivo, il papà di un alunno di 3^ – Peraltro ho chiesto anche copia dell’attestato di sanificazione dell’edificio ma nessuno è stato in grado di fornirmelo. Di questo passo credo che ritirerò mio figlio…”.

Alla “Pergolesi 1” di Arco Felice, invece, si è risolto in modo grottesco il problema di una 5^ elementare che aveva l’aula di capienza ridotta rispetto al numero degli alunni.

A raccontarci l’epilogo della vicenda è Giordana Mobilio, mamma di uno dei bimbi che frequenta questa classe.

“Le piogge di questi giorni – ci scrive –  hanno causato un improvviso allargamento (no, non allagamento, allargamento!) dell’aula destinata ai nostri figli, che adesso è passata da una capienza di 20 allievi ad una capienza di 22 allievi, guarda caso proprio il numero esatto dei bambini della VA! Dobbiamo quindi ringraziare i cambiamenti climatici, che ci hanno permesso di avere un’aula confortevole e pienamente sicura. Il distanziamento adesso è garantito, in caso di sciame sismico i nostri figli avranno praterie tra i banchi per mettersi in sicurezza velocemente, il droplet si disperderà nell’aria tersa dei tanti metri quadri guadagnati e noi potremo andare a lavorare tranquille e serene. L’unico peccato è che quest’alluvione non sia sopravvenuta nella settimana antecedente l’inizio delle lezioni, ci saremmo risparmiati preoccupazioni, lettere, proposte, riunioni e insulti, e i nostri figli non avrebbero saltato 4 giorni di lezione. Ma tutto è bene ciò che finisce bene. Evviva la pioggia e il miracolo della moltiplicazione dei metri quadri!”.