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“Meno asfalto per tutti”…e Marrandino s’infuria!

“In cauda venenum”. Il veleno è nella coda, dicevano gli antichi romani. E la coda avvelenata (ma, per qualcuno, “di paglia”…) di cui vogliamo parlare oggi è quella dell’ultimo consiglio comunale, terminato poche ore fa con l’approvazione a tempo di record (25 minuti netti, senza alcun dibattito: potenza della partita del Napoli!) del bilancio di previsione 2014 del Municipio puteolano.

Tutti sembravano andare d’amore e d’accordo (maggioranza e ciò che resta dell’opposizione), quando ad un tratto, dai banchi della presidenza, dov’era seduta quasi tutta la Giunta, un volto generalmente sempre sorridente, si è incupito di brutto.

Quello di Mario Marrandino, vicesindaco e super-operativo assessore ai lavori pubblici (nella foto grande in alto), a proposito del quale una diffusa leggenda popolare favoleggia che, senza la sua “benedizione”, a Pozzuoli non si possa spostare nemmeno un “cazzimbocchio”…

L'assessore e vicesindaco Mario Marrandino (foto nando panico)
L’assessore e vicesindaco Mario Marrandino (foto nando panico)

Avete presente quando qualcuno, sereno come una Pasqua, riceve improvvisamente una brutta notizia?

Ecco: così è cambiato l’umore del numero due dell’Amministrazione.

E tutto è accaduto mentre il capogruppo Pd Elio Buono leggeva un ordine del giorno proposto ed approvato dall’intero consiglio comunale (anche dall’Udc, partito di Marrandino).

Una disposizione data da tutto il parlamentino civico sia al dirigente dell’ufficio lavori pubblici (Gino Salzano), sia all’assessore al bilancio (Teresa Stellato) e al dirigente della ragioneria (Luigi Giordano) per fare in modo che, nell’ambito del programma dei lavori pubblici previsti per l’anno in corso, non solo sia data la precedenza ad un’opera importante non ancora completata (ossia l’abbattimento delle barriere architettoniche in alcune case popolari di Monterusciello abitate da disabili), ma vengano anche gestiti in un determinato modo i 650mila euro di fondi destinati ai lavori di ripavimentazione stradale.

In pratica, il Consiglio Comunale ha stabilito che le strade da riasfaltare o le buche da riparare con maggiore urgenza siano stabilite con un apposito progetto da parte del Servizio Lavori Pubblici, che deve individuare i casi più bisognosi di intervento e sottoporli al parere preventivo della commissione consiliare Lavori Pubblici.

Non solo: il parlamentino civico ha anche stabilito che, per questi lavori, si faccia una gara d’appalto unica, ad evidenza pubblica.

Tra il colore della capocchia di un cerino acceso e quello della faccia di Marrandino, a quel punto non si è più notata alcuna differenza.

Il vicesindaco si è alzato dalla sedia, ha detto qualcosa in un orecchio al capogruppo del Pd Elio Buono e poi ha abbandonato l’aula senza proferire sillaba ma visibilmente furibondo.

Si vocifera di successive telefonate infuocate dello stesso Marrandino a più di un livello istituzionale politico locale di sua interlocuzione…dalle fondamenta ai vertici.

Colloqui in cui, raccontano i beneinformati, se non c’è scappato qualche “vaffa…!” reciproco…ci è mancato davvero poco!

Sarebbe interessante capire dall’assessore (e vicesindaco) Marrandino il motivo di tanta ira di fronte ad un atto del genere.

Perché, da quello che si è potuto capire in aula, l’ordine del giorno  approvato serve sostanzialmente a tre cose:

1)  completare dei lavori in casa a vantaggio di alcuni nostri concittadini meno fortunati;

2)  garantire che vengano riparate solo le strade e le buche oggettivamente più malandate;

3) garantire che la scelta di chi debba compiere questi lavori di riparazione di buche e strade sia fatta  attraverso procedure di gara che garantiscono una maggiore qualità delle imprese esecutrici e, di conseguenza, anche una maggiore qualità delle opere realizzate.

Su quali di questi tre aspetti, l’assessore Marrandino dissente?

E perché?

O ci sono altri motivi che l’assessore ai lavori pubblici ritiene cortesemente di voler spiegare ai puteolani in merito al suo disappunto su un ordine del giorno del genere?

Ci illumini, Marrandino!

Siamo tutti qui pronti ad ascoltare le sue ragioni.

E a condividerle se ci sembreranno sacrosante nell’ottica degli interessi della collettività.

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