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Mercatino chiuso: ambulanti trasferiti

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Il mercatino di via Fasano è stato chiuso per motivi igienico-sanitari. Si è dunque, purtroppo, avverata la temutissima profezia esternata mercoledì dal sindacato degli ambulanti 24 ore dopo l’ispezione congiunta effettuata all’interno della struttura da vigili sanitari dell’Asl e Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni

A disporre, da ieri mattina (e a tempo indeterminato) la sospensione di  tutte le attività di vendita è stato il sindaco Enzo Figliolia, con un’apposita ordinanza (la numero 97 firmata nella tarda serata di giovedì) che sarà in vigore “fino al ripristino delle condizioni di legge necessarie a garantire la salubrità dei prodotti alimentari ivi venduti”.

Una mazzata tremenda per gli 88 dettaglianti di pesce, frutta e verdura, che, di punto in bianco, si sono trovati nell’impossibilità di svolgere il proprio lavoro, sui cui proventi campano circa 400 famiglie già provate da una devastante crisi economica.

Ma un disagio anche per i loro tantissimi clienti, costretti a rinunciare improvvisamente ad un indubbio risparmio nella propria spesa quotidiana oltre che ad un appuntamento ormai tradizionale.

Il provvedimento di Figliolia scaturisce dall’esito dei controlli effettuati martedì mattina da Asl e militari dei Nas  (controlli che, come abbiamo scritto nell’edizione del nostro giornale di giovedì, hanno portato a multe, denunce e sequestri di circa 400 chili di prodotti ittici privi di tracciabilità).

Un verdetto che, a parere dei dottori Danilo Mazzei (dirigente veterinario) e Ciro Russo (dirigente dell’unità operativa prevenzione collettiva del servizio igiene degli alimenti e nutrizione e del servizio igiene  e sanità pubblica del distretto sanitario 35) non garantisce “a tutta l’area mercatale i requisiti minimi per garantire la salubrità dei prodotti alimentari venduti e l’incolumità della salute pubblica” secondo le disposizioni “del regolamento Ce 852/04 e dell’ordinanza del Ministero della Salute del 3 aprile 2002”.

Il quadro delle irregolarità riscontrate dall’Asl è impietoso: “bagni per il pubblico bisognevoli di ordinaria e straordinaria manutenzione; mancanza di servizi igienici e spogliatoi per gli operatori; banchi di esposizione arrugginiti e in alcuni casi realizzati in materiale non lavabile e disinfettabile; in alcuni posteggi spazi insufficienti per il regolare svolgimento dei flussi operativi per l’attività di vendita; pavimentazioni con soluzioni di continuo in più punti ed in alcuni casi mancanza della stessa all’interno dei box-vendita; mancanza di allaccio all’acqua potabile per i posteggi e mancanza di lavabi per la pulizia delle mani; le poche celle-frigo all’interno dei box presenti mostravano numerose macchie di ruggine e mancanza di idonea pavimentazione (per la sola zona di vendita dei prodotti ittici); mancanza e insufficienza di contenitori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani; mancanza di dispositivi per la protezione di insetti indesiderati; non è rilevabile dagli atti esibiti l’esecuzione delle operazioni di pulizia e sanificazione al termine delle operazioni di vendita; mancanza di adeguata protezione degli alimenti dalle contaminazioni esterne”.

Una situazione che ha indotto l’azienda sanitaria a scrivere, l’altro ieri, al sindaco una lettera firmata dai dottori Luigi Castellone (direttore dell’unità operativa complessa del servizio igiene degli alimenti e nutrizione) ed Enrico Bianco (direttore del dipartimento di prevenzione) con cui  evidenziando dalla relazione di Mattei e Russo,  “non conformità gravi per tutta l’area mercatale per i singoli posteggi e per le attrezzature”, si chiedeva al Capo dell’Amministrazione di “voler emettere ad horas ordinanza di sospensione dell’attività di vendita dei prodotti nell’area mercatale”.

E così, Figliolia, che lo ricordiamo, nella sua qualità di Primo Cittadino è la massima autorità sanitaria locale, ha preso atto della situazione e ha chiuso il mercatino.

Tutto questo mentre i carabinieri dei Nas, ieri in Municipio acquisivano dal segretario generale Matteo Sperandeo una miriade di incartamenti relativi proprio alla struttura di via Fasano, istituita proprio ai tempi della prima amministrazione Figliolia con la delibera di giunta numero 50 del 24 ottobre 2001 e con l’ordinanza 44943 del 3 dicembre 2002 con cui si stabilì il trasferimento in quest’area dei dettaglianti di frutta e verdura che prima effettuavano la propria attività di vendita a via Roma.

Evidentemente, l’indagine dei militari del nucleo antisofisticazioni è solo iniziata con i controlli di martedì.

E d’altronde sarebbe difficile pensare il contrario, visto che, di fronte alle “non conformità gravi” riscontrate nella nota dell’Asl, bisogna pur chiedersi cosa sia stato fatto dal 2001 ad oggi per evitare che si arrivasse ad una situazione del genere

Si può dunque ipotizzare che il lavoro degli inquirenti stia proseguendo per accertare  eventuali responsabilità su queste violazioni di legge.

«Mi è arrivata la richiesta dall’Asl e ne ho dovuto prendere atto –questo è il commento di Figliolia diramato attraverso un comunicato stampa- Abbiamo fatto una attenta valutazione sia di natura amministrativa che tecnica. Mi sono confrontato con gli assessori al ramo, con il Segretario generale e con il dirigente di settore del Comune. Dopo una serie di valutazioni ho disposto la sospensione immediata della vendita e la chiusura del mercato nel rispetto della legge. Ora, però, c’è da considerare anche un problema di natura sociale, con centinaia di lavoratori finiti in mezzo alla strada in un periodo di crisi economica molto forte. Ricordo a me stesso e a tutti che questo è un mercato aperto fin dal 2003/2004 sulla base di procedimenti amministrativi e da allora fino ad oggi questa struttura è rimasta sempre aperta, dando occupazione a 88 famiglie. Questa è la storia dei fatti. Per quanto ci riguarda realizzeremo tutti gli adempimenti di legge per tutelare la salute pubblica, da un lato, e per consentire, dall’altro, la riapertura della struttura mercatale evitando una crisi economico-sociale».

Già. La riapertura del mercatino.

Ossia quanto chiedono gli 88 ambulanti che, ieri mattina, si sono visti chiudere la struttura dai vigili urbani.

Molti di essi erano già stati messi a conoscenza del provvedimento nella tarda serata di giovedì e dunque, oltre al danno dei mancati incassi, sono riusciti ad evitare di aggiungere la beffa di buttare soldi per acquistare merce che non avrebbero mai potuto rivendere.

Ma adesso chiedono risposte concrete.

Perché in tempi di “magra” come questi, restare anche un solo giorno senza lavorare potrebbe decretare la morte di ognuna di queste attività.

Ed è per questo motivo che, ieri mattina, tutti gli ambulanti, insieme ai loro rappresentanti sindacali di Unimpresa (il coordinatore nazionale Aldo Marcellini e il segretario cittadino Gianluigi Valente), “scortati” da polizia e vigili urbani, hanno inscenato un corteo di pacifica protesta che si è dipanato dalla sede del mercatino fino al Municipio di Toiano.

Una lunghissima “passeggiata” a piedi al grido di “lavoro! lavoro!” che ha raggiunto, dopo circa 2 ore, gli uffici comunali, dov’era in programma un incontro con Figliolia per capire il da farsi da ora in poi.

Un vertice in due fasi (alla presenza di alcuni consiglieri di maggioranza e degli assessori Morra e Cammino) che ha avuto momenti di discussione anche piuttosto accesi.

Da una parte, il sindacato e gli ambulanti che chiedevano certezze sull’immediato ripristino delle attività di vendita; dall’altra il Capo dell’Amministrazione che non sapeva indicare in che tempi il mercato di via Fasano si sarebbe potuto riaprire.

“Si lascino lavorare gli operatori almeno sabato e domenica quando si fanno maggiori incassi e poi magari iniziare i lavori di adeguamento la prossima settimana sperando di concluderli in pochissimi giorni”: questa la richiesta dei rappresentanti dei lavoratori al Primo Cittadino.

Una richiesta subordinata però all’esito di un vertice tenutosi ieri pomeriggio proprio tra Figliolia e i tecnici dell’Asl nel mercatino di via Fasano per capire meglio le opere da realizzare, i tempi di esecuzione e se c’è la possibilità di concedere una deroga agli ambulanti per oggi e domani.

Un vertice protrattosi fino a sera e da cui è scaturita la decisione di trasferire l’intero mercatino temporaneamente nella vicina area ex Sofer, attualmente adibita a parcheggio.

Ciò avverrà a partire da martedì della prossima settimana, quando la zona sarà adeguata a tutte le prescrizioni  di sicurezza e igienico-sanitarie per un’attività del genere, operazioni per le quali servirà l’intero weekend e anche la giornata di lunedì, quella cioè tradizionalmente di chiusura per i mercatali.

Ovviamente, attendere bisogna attendere l’ufficialità del provvedimento, che dovrà avvenire attraverso un’apposita ordinanza sindacale.

Per il ritorno nella sede di via Fasano, invece, bisognerà attendere almeno 20 giorni, forse un mese: tanto infatti è il tempo stimato come necessario dai tecnici comunali per risolvere tutte le criticità contestate dall’Asl.

Semprechè, ovviamente nel frattempo, non emergano altre “sorprese” dalle indagini dei carabinieri…

(da “Il Corriere Flegreo” del 13 aprile 2013)

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