Dopo la chiusura del mercato ittico e ortofrutticolo di via  Fasano, decisa dal sindaco in seguito all’esito dei controlli congiunti di Asl e Nas dei carabinieri, in molti tra gli operatori del settore si aspettavano che già questa mattina la nuova area a loro destinata fosse pronta ad accoglierli.

Ed invece il tempo necessario ad allestire la nuova area mercatale non è bastato da sabato ad oggi. Lungaggini tecniche, senza dubbio, che però hanno fatto slittare l’apertura della nuova zona di vendita, all’interno del vicino parcheggio ex Sofer. Probabilmente ne se riparlerà  venerdì,  dunque ad una settimana dallo stop arrivato come una doccia fredda sulla testa degli 88 ambulanti di generi alimentari.

Ancora tre giorni di attesa, dunque (se non ci saranno intoppi) per far sì che il Municipio completi la messa in opera dei tre grossi tendoni i quali ospiteranno altrettanti settori di vendita: ortofrutticolo, ittico ed alimentare (con gli operatori che, prima di essere autorizzati ad insediarsi, dovranno comunque esibire tutte le certificazioni sanitarie previste dalla legge e dotarsi di attrezzature che non abbiano le stesse “criticità” sollevate da vigili sanitari e Nas).

Un lavoro non facile e da fare in tutta fretta.

Diverse, infatti, sono le incombenze da portare a termine: attacchi per l’energia elettrica, scarichi fognari, idrici e prese d’acqua.

A tutto ciò poi c’è da aggiungere che, nella nuova area destinata ai mercatali, bisogna anche allestire i servizi igienici e gli spogliatoi così come prescrive la legge, per non incorrere negli stessi rischi che hanno determinato la chiusura del vicino sito.

Ma il vero grosso problema per gli ambulanti potrebbe non essere questo.

La scelta di spostare provvisoriamente il mercato in quello che fino a pochi giorni fa era un parcheggio potrebbe diventare più o meno stabile.

In che senso?

Tutto dipenderà dall’ipotesi di spesa che il Comune dovrà affrontare per adeguare alle norme vigenti l’area mercatale chiusa da venerdì mattina.

Ancora non si conoscono nei dettagli (e per la verità nemmeno per grosse linee) i costi da affrontare.

Se fossero relativamente contenuti, entro due mesi l’attività mercatale potrebbe tornare a svolgersi nella “storica” sede, nei pressi dello stazionamento degli autobus.

Ma i costi di questi lavori potrebbero anche essere ritenuti eccessivi per il Municipio.

Cosa accadrebbe in questo caso?

Il Comune potrebbe decidere di affrontare sì la spesa, ma ottimizzandola in altro modo. Tra le ipotesi paventate in questi giorni e trapelate in maniera ufficiosa dalle “stanze dei bottoni”, c’è quella di cogliere “la palla in balzo” per ripescare subito il progetto dell’Amministrazione di accorpare tutti i mercati giornalieri della città (e dunque anche quello non alimentare che attualmente si trova in via Roma, dopo essere stato spostato dal largo Palazzine) e destinarli in una zona non proprio vicina al centro storico.

L’area individuata sarebbe quella  demaniale ex militare posta tra via Fascione e via Campana, alle spalle del cimitero.

Se dunque i costi da sopportare per rimettere a posto l’area mercatale di via Fasano dovessero risultare molto alti, il Comune potrebbe spostare tutti gli ambulanti in un unico posto.

A questo punto i problemi però potrebbero aumentare anzichè diminuire.

Non solo c’è da prendere in considerazione che il tutto si svolgerebbe lontano dal centro cittadino (ipotesi mai andata a genio ai venditori e sgradita anche a molti dei loro clienti, che risiedono nel “cuore” di Pozzuoli) ma che soprattutto i tempi di realizzazione della nuova struttura potrebbero essere ben più lunghi   dei due mesi previsti oggi (tempo stimato di permanenza nella nuova area ex Sofer, che Figliolia, con l’ordinanza numero 98 firmata il 13 aprile, ha requisito per 90 giorni e dunque dovrà ritornare in possesso del proprietario dell’area entro metà luglio).

Tutto ciò si tradurrebbe in una permanenza nell’area provvisoria ben oltre l’estate.

Considerando che i tendoni che si stanno montando in queste ore  appaiono fortemente soggetti al riscaldamento interno (ieri, in quelle strutture tensostatiche, c’era già un caldo infernale con la colonnina di mercurio esterna a 25°), se la temperatura dovesse innalzarsi, come è naturale che sia con l’approssimarsi dell’estate, che ne sarà dei tanti mercatali che dovranno lavorare sotto queste strutture?

E dei tanti clienti, tra cui anche anziani?

Per non parlare, poi, anche del riscaldamento ambientale a cui sarebbe sottoposta tutta la merce esposta per la vendita.

Insomma, dopo la decisione di chiudere il mercatino di via Fasano, in molti si sono detti ovviamente preoccupati, ma ora potrebbero esserlo ancora di più.

Tra tempi di permanenza mai ufficializzati nella nuova struttura, costi di adeguamento ancora da stimare per la sede chiusa e destinazione futura non troppo chiara, pare che per i venditori i tempi a venire siano ben più che difficili.

Tutto dovrebbe essere più chiaro nei prossimi giorni, quando si conosceranno i costi di adeguamento del “vecchio” mercato e si capirà quale sarà l’orientamento politico al riguardo.

(da “Il Corriere Flegreo” del 16 aprile 2013)