Colpo di scena nel braccio di ferro tra ambulanti del mercatino non alimentare e Amministrazione Comunale.

Da ieri, infatti, ai venditori che hanno accumulato debiti di acqua, spazzatura e occupazione di suolo pubblico con il Municipio,  stanno arrivando provvedimenti di decadenza dalle concessioni e dalle autorizzazioni per esercitare la propria attività in città.

Un vero e proprio voltafaccia nei confronti di tutti gli operatori che, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, avevano accettato di rateizzare le pendenze con l’Ente e anche con Equitalia come condizione indispensabile per poter tornare a lavorare in modo itinerante nei vari quartieri di Pozzuoli.

Le revoche dei permessi finora recapitate ai diretti interessati sono a firma dell’ormai ex dirigente ai mercati Agostino Di Lorenzo, che ha appena lasciato il posto (e una patata davvero bollente) al suo successore Sabina Minucci, la quale dovrà dunque gestire una situazione diventata delicatissima.

I mercatali si sentono giustamente presi in giro da chi occupa le “stanze dei bottoni” di via Tito Livio e attraverso il loro sindacato di riferimento chiedono adesso conto di questo comportamento quanto meno ‘bipolare’ da parte dei loro interlocutori istituzionali.

L’ufficio tributi aveva infatti già rilasciato i primi sei nulla osta ad altrettanti venditori che avevano regolarizzato la propria posizione debitoria accettando la dilazione del pagamento degli arretrati: ed altri “via libera” sarebbero arrivati anche per i restanti loro colleghi che si apprestavano a formalizzare l’accordo per il rateizzo delle somme con il dirigente al ramo Luigi Giordano, in un clima di (apparente) concordia favorito inizialmente proprio dal firmatario delle odierne revoche.

Un conflitto tra le parti che si stava lentamente appianando e che aveva indotto il sindaco Figliolia a promettere verbalmente la riapertura del mercatino, anche se limitata ai soli ambulanti che si fossero impegnati formalmente ad estinguere il debito.

“E invece ci troviamo improvvisamente di fronte ad un atteggiamento disdicevole, di grave e incomprensibile scortesia, che qualcuno dovrà spiegarci”, tuona Aldo Marcellini, segretario nazionale del sindacato Unimpresa per il commercio su aree pubbliche.   

Figliolia, vanamente contattato dallo stesso Marcellini nelle ultime 24 ore, ha incaricato l’assessore alle attività produttive Maria Esposito di capire se questa nuova frattura tra le parti potrà essere  in qualche modo ricomposta.

E, proprio dall’assessore Esposito, ambulanti e sindacato aspettano per domani una risposta concreta che vada nella direzione di cancellare quelle decadenze.

In caso contrario, c’è ovviamente da attendersi una fortissima mobilitazione da parte degli operatori, ormai con i nervi a fior di pelle dopo sette mesi consecutivi vissuti tra lockdown, incassi da fame e sciopero volontario.