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“Metropolitana: l’inferno costa 50 euro al mese”

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Ricevo e pubblico

<<Mi chiedo se è normale per noi “comuni pendolari” che  ogni mese paghiamo un (dis)servizio al caro prezzo di € 49,50 (da aprile 2013, aumento del +3% circa: a marzo costava € 48,00!!)  dover attendere la Metropolitana per un’ora..e questo sarebbe il minimo! Vi racconto ciò che è accaduto giovedì scorso, quando, come tutti i giorni, tra le infinite corse mi sono recata alla Metro (ho smesso di prendere la Cumana circa un anno fa per i vari problemi: scioperi, ritardi e chi più ne ha più ne metta!!) e ho subito capito che c’erano stati problemi, vista la quantità di persone che aspettava. 

Ok -ho pensato- arriverò un po’ in ritardo a lavoro.

Dopo 10 minuti che aspettavo, è partito il primo annuncio che ci informava dell’arrivo della Metro che passa da Montesanto in direzione Pozzuoli.

Bene: solo un po’ di ritardo…

Quanto mi sbagliavo!

Sistematicamente, l’annuncio si è ripetuto…e solo al quinto (!) annuncio hanno deciso di informarci che, a causa di problemi con un treno nella stazione di piazza Garibaldi, il treno non sarebbe passato  (senza neanche dirci i tempi previsti!).

Ovviamente l’ aria della stazione di Montesanto nel frattempo era diventata irrespirabile, vista la quantità di persone che l’affollava, come si può immaginare che accada in un orario di punta.

Finalmente è ripartito l’annuncio che la Metro era in arrivo al binario 1 (il mio binario!!!). Bene: Sabrina resisti!, mi sono detta.

Quando è finalmente arrivata, si è scatenato il panico…era già stracolma e nessuno rinunciava a salirvi.

Tutti agguerriti: chi come me doveva arrivare a lavoro, chi doveva raggiungere i propri figli, chi semplicemente non voleva rischiare di dover aspettare altri 60 minuti.

Il delirio!

Gente che spingeva, chi litigava, una ragazza quasi svenuta: roba da non credere!

Nessuno però voleva correre il rischio di perdere quella Metro, seppur rischiando quanto meno uno spintone!

Mi è sembrato il viaggio della speranza: dopo circa 40 minuti, finalmente giunta a Pozzuoli…la folla è scesa con me…

Lì ho sentito il commento di una signora, che, guardando i nostri visi stravolti, ha esclamato: “Ma cosa è successo a queste persone? Sembrano uscite da un campo di concentramento di Auschwitz…”.

A questo punto, si potrebbe pensare che probabilmente la sottoscritta stia esagerando, facendo una tragedia di una giornata andata male.

Ebbene, vi assicuro che, come minimo, tutto ciò si ripete a dir poco 3 volte alla settimana…su 5 giorni lavorativi…

Niente male come media, direi!!>>

Sabrina Valente

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