Domenica da incubo per oltre 25mila puteolani che, dall’ora di pranzo, sono rimasti senz’acqua. Un gravissimo disservizio che ha colpito praticamente mezza città: via Solfatara, via Terracciano, via Artiaco, la parte superiore di Arco Felice e il rione Toiano.

Il guasto è stato improvviso e proviene dal serbatoio idrico di San Clemente (in provincia di Caserta) di proprietà di EniAcqua Campania.

Numerose le telefonate di protesta dei cittadini ai vigili urbani, ma purtroppo il problema non dipende dal Comune: e dunque dall’Acquedotto municipale non hanno potuto fare altro che contattare la Regione e ricevere la promessa che entro stanotte il problema sarà risolto e, per domani mattina (anche se non è stato specificato l’orario), l’erogazione tornerà regolare.

Inutile raccontare le difficoltà pratiche che, con i rubinetti all’asciutto e alternative ridotte all’osso (visto l’orario e il giorno festivo per supermercati e negozi di generi alimentari dove acquistare scorte d’acqua), ha avuto e sta avendo chi ha figli piccoli, un’attività di ristorazione, oppure, molto più semplicemente, ha riunito tutta la famiglia per il pranzo domenicale e si è “intossicato” sul “più bello”.

Ciò che sconcerta è che, anche in casi di emergenza come questo, non esista nessun aiuto concreto per la popolazione.

Per quanto tempo deve durare un disagio del genere affinchè il Comune decida di fare uscire qualche autobotte  con cui distribuire almeno acqua non potabile anche solo per poter andare in bagno?

Quali sono i criteri del Municipio in materia?

Alle “stanze dei bottoni” il compito di dare una risposta concreta.

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