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Minerdo: dal mare possibili soluzioni per la crisi energetica

Oggi a Roma convegno “Energia, mare e lavoro” alla Camera dei Deputati

Milano, 12 gen. (askanews) – Un confronto costruttivo tra i rappresentanti del mondo delle imprese, delle professioni e delle istituzioni per parlare del rapporto tra energia, mare e lavoro, guardando proprio al mare come possibile fonte per soluzioni all’attuale crisi energetica. E’ questo l’obiettivo del convegno “Energia, mare e lavoro: il nuovo timone del valore”, previsto per oggi, 12 gennaio, nella Sala dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati a Roma.

Organizzato da Giuseppe Cavuoti e dal suo GC Network & Centro Studi, il convegno punta a mettere in dialogo istituzioni, associazioni, università, esperti, professionisti e imprese all’interno di tavoli di discussione focalizzati sugli scenari attuali, sulle missioni del Pnrr, anche alla luce dell’attuale situazione geopolitica. Prevista la partecipazione, tra gli altri, di Fabio Rampelli, vicepresidente Camera dei Deputati, del ministro per la Protezione civile e per le politiche del mare, Nello Musumeci, della sottosegretaria di Stato al Mimit, Fausta Bergamotto, alti ufficiali dello Stato Maggiore della Marina e della capitaneria di Porto, alcune Adsp, Confitarma e l’Osservatorio nazionale tutela del mare con il suo presidente Roberto Minerdo.

“Sono tanti gli spunti che si possono trarre dal titolo che è stato dato a questo convegno; tra tutti, è forse quello che lega il mare al tema energetico a richiedere, secondo me, un importante momento di approfondimento – ha affermato Minerdo – La nostra società sta vivendo una crisi energetica senza precedenti: quelle che sembravano essere sicurezze immutabili sono venute meno, lasciando imprese e cittadini in balia di un contesto imprevedibile e che, purtroppo, non lascia intravedere spiragli di miglioramento nel breve termine. Questo contesto ci obbliga a una presa di coscienza importante: il progresso tecnologico e l’innovazione sono oggi, sotto molti punti di vista, tra i quali, appunto, quello energetico, non più un’opportunità, quanto un vero e proprio obbligo; se non verso noi stessi, quantomeno verso le prossime generazioni”.

Minerdo avverte che “tra i tanti asset che la nostra società deve valorizzare, primo tra tutti vi deve essere il mare. E attenzione: valorizzare, non sfruttare. Valorizzare quale strumento per venire incontro alle necessità di quella stessa società che ha l’obbligo di tutelarlo, ma che oggi, più che mai, ha bisogno di poterne trarre quelle soluzioni energetiche non più ricavabili altrove. Le norme per una valorizzazione responsabile e consapevole ci sono: anche solo volendole ricavare da quanto normalmente applicato sulla terraferma”. Ciò nonostante, Minerdo ritiene sia “opportuno un intervento del Legislatore sul tema, per modernizzare e aggiornare un impianto normativo forse, a tratti, non più adatto a questi tempi: e proprio su questo terreno Ontm si muoverà per ottemperare alla mission che si è prefisso”.

“Le parole del presidente dettano in maniera chiara e precisa quella che sarà l’agenda di Ontm per questo 2023: innovazione tecnologica e diplomazia ambientale – ha aggiunto il segretario Generale e vicepresidente di Ontm, Federico Ottavio Pescetto -Questi i due driver sui quali ci muoveremo anche grazie al lavoro svolto durante l’anno appena trascorso, che ha visto l’organizzazione ampliarsi, con grandi riconoscimenti da parte delle imprese e delle istituzioni”.

“Il mio sforzo personale e come associazione è quello di riportare il mare al centro del Paese – ha concluso Giuseppe Cavuoti – Ritengo che con queste iniziative stiamo interrompendo il nefasto periodo storico di demarittimizzazione del Paese. Si tratta ora di facilitare il confronto con tutte le parti in causa: istituzioni, Capitaneria, Marina militare, Gdf e altri, per cooperare insieme in quella che deve essere una piena concertazione per riuscire a riapplicare la cosiddetta politica di programmazione che porti a soluzioni di sistema”.

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