Col caldo che fa, non c’è nulla di peggio che restare senz’acqua per una giornata intera, senza preavviso e specie se hai una famiglia numerosa o con bambini piccoli.

E’ quanto sta accadendo da stamattina alle 45 famiglie residenti negli altrettanti alloggi popolari di via Parini, a Monterusciello.

Dai rubinetti delle abitazioni di ciascuna delle tre palazzine, il prezioso liquido ha smesso di sgorgare poco dopo le 7 e subito è iniziato il calvario alla ricerca di una soluzione.

Ognuno ha cercato di arrangiarsi alla meglio cercando aiuto (ed in qualche caso anche ospitalità) presso amici e parenti, soprattutto quando si è capito che il disservizio non si sarebbe risolto in breve tempo.

Gli abitanti del posto hanno infatti contattato i tecnici dell’Acquedotto Comunale, i quali però, dopo un sopralluogo sul luogo “incriminato”, hanno allargato le braccia sostenendo di non poter far nulla in quanto sia la condotta che il suolo sotto cui essa si trova sono di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari, titolare anche degli appartamenti in cui da 11 anni vivono queste 45 famiglie, alcune delle quali, peraltro, ad alto tasso di disagio sociale.

Il problema più grosso è stato poi riuscire a segnalare il guasto all’Iacp, cosa avvenuta soltanto nel tardo pomeriggio,  al termine di un blocco stradale di protesta organizzato dagli “assetati”, la cui giustificatissima rabbia è stata placata soltanto dall’intervento di carabinieri e poliziotti, che hanno riportato i manifestanti alla calma riferendo loro che chi di dovere era stato finalmente informato di quanto era accaduto.

Risultato: non prima di domattina alle 7.30 i tecnici dell’Iacp saranno sul posto per accertare il danno e ripararlo nel minor tempo possibile.

I residenti sono però furibondi: “Ogni anno è la stessa storia –dicono- Già qui la pressione idrica è bassissima per cui siamo sottoposti a continui disagi, ma questa condotta si rompe spesso e c’è sempre bisogno dell’intervento dell’Iacp che non è mai rapido. Il problema si potrebbe risolvere creando dei contatori singoli per ogni famiglia e allacciandoli alla condotta comunale, ma tutto questo non avviene perché sembra che esista un contenzioso tra il Municipio e l’istituto per acqua che non sarebbe stata pagata dall’Iacp. Ma è mai possibile che loro litigano e noi dobbiamo subire le conseguenze restando 24 ore senz’acqua in piena estate?”.

Una cosa è certa: il problema, prima o poi, si dovrà risolvere perché tanti nuclei familiari non possono vivere con l’incubo della mancanza d’acqua.

Se c’è un braccio di ferro in atto a livello istituzionale, è bene che si risolva senza altre “meline”!