Nemmeno la paura di contrarre il Covid ferma chi cerca un tetto e tenta di conquistarlo infrangendo le regole.

Quel che si temeva è infatti accaduto a Monterusciello, dove, al lotto 3, in via Pasolini 7 è stato occupato abusivamente l’alloggio popolare di due anziani morti in seguito ad un’infezione da coronavirus.

Via Pasolini: un’immagine di repertorio

L’appartamento, ubicato al secondo piano, era quello in cui abitavano l’82enne Luigi Tufano e sua moglie, l’80enne Antonietta Indino, entrambi deceduti nel giro di un mese e vittime di una vicenda che colpì moltissimo l’opinione pubblica.

Antonietta che a fine marzo cadde in casa, si ruppe un femore, venne ricoverata in ospedale e, risultata positiva al tampone, spirò tre giorni dopo per una crisi respiratoria.

Luigi, che, senza aver mai saputo del decesso della moglie, si lasciò andare per alcuni giorni fino a quando, anche per lui, in precarie condizioni di salute, fu necessario il trasferimento in ospedale, dove morì a fine aprile, divorato dal Covid.

La coppia non aveva figli.

E forse è stato questo il motivo principale per cui la casa in cui Luigi e Antonietta risiedevano è rimasta, per circa un mese e mezzo, alla mercè di chiunque volesse impossessarsene.

Cosa purtroppo puntualmente avvenuta nei giorni scorsi.

Adesso lì abita una donna incinta, probabilmente non da sola, ma è l’unica persona che il Comune ha potuto identificare come occupante abusiva di quell’alloggio.

E proprio il suo stato interessante rende complicato se non impossibile lo sgombero, anche se proprio la sua condizione di futura mamma avrebbe dovuto sconsigliarle di “scegliere” come “nido” per la sua famiglia un posto in cui i precedenti inquilini sono morti in determinate circostanze e che non si sa se sia mai stato successivamente sanificato.

C’è chi, attraverso Faceook, (nella foto un post pubblicato oggi sul gruppo “Sei di Pozzuoli se…”) chiede però che il Municipio ripristini immediatamente la legalità, non solo per consegnare quell’alloggio ad un nucleo familiare che ne abbia pienamente titolo ma “anche per la tutela della salute pubblica” per il modo in cui è stato “profanato” con lo spargimento “per strada di materassi, lenzuola e indumenti, senza rispettare la memoria dei poveri defunti”.