Il geologo Ortolani intervistato dall'inviato del Tg2 sul contenuto del video di Pozzuoli21

Come era ampiamente prevedibile ha destato scalpore (ed è stato rilanciato da tutti gli organi di informazione) il video pubblicato ieri in esclusiva da Pozzuoli21 sulle possibili cause dell’orribile morte dei tre turisti veneziani a causa di un cedimento all’interno del cratere della Solfatara.

Un fermo immagine del video che ci è stato recapitato dopo la tragedia di stamattina

Nel filmato (CLICCA QUI PER GUARDARLO) è evidente, infatti che già da sabato 9 l’acqua piovana defluita dalla fangaia del vulcano si stava infiltrando nel sottosuolo proprio in corrispondenza del luogo in cui hanno perso la vita un bimbo di 11 anni ed i suoi genitori.

Sulla base di queste immagini, il geologo Franco Ortolani è stato chiarissimo nell’affermare che, a suo parere, “questa tragedia si poteva evitare con un po’ di attenzione in più”.

Il geologo Ortolani intervistato dall’inviato del Tg2 sul contenuto del video di Pozzuoli21

Al Tg2 (edizione odierna delle 13: CLICCA QUI PER VEDERE IL SERVIZIO ANDATO IN ONDA), intervistato dall’inviato Valerio Cataldi, il professor Ortolani, ha dichiarato, guardando le immagini del video di Pozzuoli21, che  questo allagamento è la conseguenza di un nubifragio dopo mesi che non pioveva. L’acqua si infiltra e al di sotto c’è una cavità che riceve quest’acqua. Quindi l’indicazione della pericolosità delle due nuove aperture all’esterno della zona interdetta era più che evidente. Il fatto che sorprende è che non sia stato valutato immediatamente questo livello di pericolosità recintando la zona in maniera inaccessibile in modo tale che nessuno potesse alzare una cordicella e avvicinarsi troppo. Sabato mattina, vedendo lo stato della Solfatara, non avrei consentito l’accesso perché era completamente allagata. Sapendo che da mesi non pioveva e che si potevano creare problemi di infiltrazione, avrei provveduto ad un’ispezione accurata con personale adeguato e, trovando due cavità di questo tipo, avrei detto ‘fermi tutti, recintiamo immediatamente, aspettiamo che si prosciughi, vediamo se al di sotto dello strato con acqua non si è creato qualche altro vuoto, poi dopo riapriamo’…”.

Sul contenuto del video di Pozzuoli21, il professor Ortolani è stato intervistato anche da Antonio Di Costanzo e Anna Laura De Rosa, di Repubblica.it.

Un fermo immagine dell’intervista rilasciata dal geologo Ortolani a Repubblica.it

Queste le sue dichiarazioni (CLICCA QUI PER VEDERE L’INTERVISTA INTEGRALE): “Già nella mattina di sabato, la parte bassa della Solfatara era allagata e già si erano aperti due sprofondamenti al di fuori della zona recintata e protetta dove normalmente camminano i turisti. Si vede chiaramente una cavità nel sottosuolo. La natura ha dato un segnale preciso: ‘Guardate che sono pericolosa perché ci sono delle cavità!’. Una delle cavità si trova al di fuori della recinzione, un turista cammina tranquillamente e attorno a questa cavità non c’è alcuna recinzione. Pochi metri di lato c’è un’altra cavità maggiore in cui tutta l’acqua impantanata si infiltra. Vista la palese pericolosità di questa zona, doveva essere recintata come l’altra zona in modo tale da evitare, anche a un ragazzino avventuroso di alzare la catenella e di avvicinarsi. Dopo mesi che non pioveva, sono caduti 184 millimetri di pioggia e quindi dopo mesi il crostone fangoso indurito aveva perso tutta l’umidità. Quindi questa nuova quantità d’acqua, si impantana: abbiamo calcolato che almeno 20mila metri cubi d’acqua affluiscono nella zona bassa della Solfatara e cominciano a infiltrarsi. L’infiltrazione è facile, perché vi sono delle piccole cavità attraverso le quali i gas fuoriescono in continuazione. Quindi l’acqua a un certo punto ha cominciato a infiltrarsi disperdendosi nel sottosuolo. Evidentemente, per la forte siccità dei mesi precedenti, sotto il crostone si è creato qualche vuoto. Ed è in questi vuoti che l’acqua infiltrata si disperde, aumentando la profondità e l’ampiezza di queste cavità. La mattina del sabato già è evidente questo. Bastava un occhio minimo esperto per capire la tragicità della situazione”.

Il luogo della tragedia e i tre cadaveri (foto enzo buono)

Dichiarazioni che non lasciano spazio ad alcuna interpretazione e che, col filmato di Pozzuoli21, forse contribuiranno a rendere più chiaro il contesto in cui si è consumata questa assurda disgrazia.

Non resta che attendere gli sviluppi dell’inchiesta aperta dalla Procura, che oggi ha sequestrato l’area del cratere. L’ipotesi di reato è omicidio colposo plurimo.