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Multe a Pozzuoli: i vigili fanno “piangere” anche i corrieri…

Buon senso o tolleranza zero? E’ l’eterno dilemma che caratterizza l’operato di chiunque indossi una divisa con il compito di far rispettare le leggi.

Ed è anche il dubbio che anima il dibattito tra i cittadini di fronte a determinati comportamenti. Pozzuoli, da qualche anno, detiene infatti una “nomea” non proprio felice per chi vorrebbe frequentarla: lo zelo implacabile con cui la polizia municipale sanziona anche la più impercettibile delle infrazioni al codice stradale.

Un’inflessibilità che, se possibile, ha raggiunto vette perfino più alte con l’ingresso in servizio dei nuovi 62 vigili, ai quali il sindaco Figliolia (che detiene la delega politica proprio ai caschi bianchi)  nel giorno del loro giuramento aveva raccomandato di contravvenzionare il “giusto” senza trascendere in “vessazioni”.

Un invito che, a giudicare da ciò che si ascolta e si vede in giro, non è stato granché preso in considerazione dai neoassunti, finiti ben presto sulla bocca di tutti per la loro estrema determinazione nel sanzionare tutto il sanzionabile.

A questo proposito, ha fatto molto scalpore sui social la denuncia di un corriere puteolano che lavora per Amazon e che ieri, attraverso Facebook, ha voluto rendere nota l’amarezza sua e dei suoi colleghi per una circostanza che, per come viene raccontata, rientra chiaramente nella categoria di quelle “vessazioni” sconsigliate dal Capo dell’Amministrazione al Corpo dei caschi bianchi.

Questo che segue è il post con cui il corriere ha voluto esprimere il proprio malcontento.

Vi risparmiamo i commenti ottenuti in, anche molto duri, da parte di chi si è trovato accomunato in esperienze più o meno simili.

Ma a prescindere da ciò che ognuno pensa in proposito, sarebbe interessante capire come la politica, e segnatamente chi governa la città, ha intenzione di affrontare una situazione che rischia di sfuggire di mano e di provocare (se non li ha già provocati) danni incalcolabili all’economia di Pozzuoli.

Non è un caso che gli antichi romani, padri del diritto, dicevano “Summum ius, summa iniuria”. Cioè “l’applicazione di una legge portata alle estreme conseguenze senza i necessari adattamenti al caso concreto può portare a commettere sostanziali ingiustizie”.

Una massima su cui, dalle parti del Comando di via Luciano e del Municipio di via Tito Livio dovrebbero riflettere seriamente.

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