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“Multe per infrazioni mai commesse: ecco come il Comune vuole fare cassa sulla pelle degli automobilisti”

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Ricevo e pubblico*

A Pozzuoli le contravvenzioni al Codice della Strada vengono elevate in base alle semplice presunzione di violazione, a prescindere se questa effettivamente venga effettuata.

Questo è ciò che sta accadendo a diversi cittadini che si vedono recapitare salatissime multe senza aver commesso nessuna violazione, in seguito alla visione da parte vigili urbani delle zone sottoposte al controllo da telecamere.

Queste ultime, per riprendere la zona di competenza, per motivi tecnici allargano la visione sino ad un piccolo tratto prima del divieto.

E’ qui che scatta la presunzione di colpevolezza, nel senso che viene contestata l’infrazione anche a un cittadino che, per un motivo qualsiasi, si ferma e non prosegue.

La situazione è assurda e crea nei confronti della comunità puteolana, da parte degli organi comunali, danni ai suoi amministrati e benefici solo per le casse del Comune.

Così si pagano i debiti contratti.

Ai cittadini che si sono rivolti al Comando dei Vigili Urbani per segnalare l’anomalia e dimostrare l’abuso che si sta perpetrando, gli agenti di Polizia Municipale, senza porsi almeno il problema della verifica, hanno risposto sostenendo che non si può fare niente “poiché la posizione della telecamera è posta in maniera tale che inquadra anche una parte dell’entrata, e, quindi, anche se l’auto non entra ma la targa rientra nella visione della stessa telecamera, la contestazione viene elevata ugualmente”.

Queste assurde affermazioni confermano la semplice constatazione che a Pozzuoli si devono pagare multe anche per violazioni non commesse.

È evidente che prima poi questa situazione esploderà e le responsabilità di quanti operano con un dubbioso zelo verranno fuori.

Quanto è accaduto a me prova la situazione sopra descritta.

Mi è stata recapitata una multa che asserisce che sarei entrato nel varco 4 di corso Umberto, zona riservata alla circolazione dei residenti della zona.

La foto dell’infrazione contestata all’autore di questa lettera

A nulla è servito far rilevare che l’auto (che tra l’altro si era fermata per far discendere un ragazzo disabile) così come si evince dalla foto fornitami dagli stessi vigili urbani, non era minimamente entrata nell’area sottoposta al divieto.

La risposta dell’Ente (presenti anche altri cittadini per gli stessi motivi) purtroppo è stata quella che la telecamera installata inquadra anche parte dell’accesso e, di conseguenza, rileva la targa.

Una risposta che nei fatti afferma che, se non entri e ritorni indietro, vieni comunque punito.

È palese quindi l’abuso che viene consumato nei confronti degli automobilisti che si trovano in quella determinata situazione: nel mio caso specifico, non ci sono foto o rilievi dell’auto che transita all’interno.

Basterebbe un po’ di buon senso!

È chiaro quindi che l’unica strada che mi resta per far valere le mie ragioni e anche quelle dei miei concittadini è quella della via giudiziale, che comunque ha dei costi.

*Vincenzo Artiaco

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