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“Nel cimitero ne capitano di tutti i colori: mio zio fu seppellito sulle ossa di un altro defunto…”

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Su quanto accade all’interno del cimitero di via Luciano si potrebbe scrivere un libro, come testimoniano i numerosi articoli che abbiamo dedicato a questa struttura.

Spesso sono gli stessi cittadini a raccontare le loro disavventure.

E oggi ha deciso di farlo Patrizia, una signora di Pozzuoli, che, dopo aver letto della vedova caduta sabato a causa del cedimento di un massetto di cemento attorno alla tomba confinante con quella del marito, ha voluto “riesumare” (è proprio il caso di usare questo termine: poi capirete perché) un episodio accaduto alla sua famiglia nel marzo dell’anno scorso.

Roba da film dell’orrore, che Patrizia non riesce a cancellare dalla memoria e che ha impresso in alcuni scatti fotografici, ancora conservati nella memoria del suo telefonino. Immagini che ci ha inviato e pubblichiamo a corredo di questo articolo.

Patrizia, cosa è successo quel giorno di 18 mesi fa?
E’ successo che mio zio è stato seppellito sui resti di un altro defunto!

Come ve ne siete accorti?
Mentre gli operai  ricoprivano di terra la bara di mio zio. Una palata di terreno alzò questo osso umano, credo fosse un femore o una tibia. Io, per la verità, non ci feci caso subito. Se ne rese conto mio marito, che me lo disse. Se ne accorse anche il necroforo che impalava la terra e infatti cercava di affondare quest’osso con un piede per fare in modo che nessuno di noi lo notasse. Io cercavo di adocchiarlo ma non riuscivo a vedere bene anche perché i camposantieri si muovevano con grande astuzia. Mio marito mi disse: ‘Patrizia, mò che finiscono ti faccio vedere dove lo hanno affondato’.

E l’avete trovato subito…
Sì, una parte di quest’osso fuoriusciva dalla zona ai piedi della bara. Ci avvicinammo io, le mie sorelle e il figlio del defunto. Ci bastó la punta del nostro ombrello per estrarlo completamente fuori…

Lei come reagì? Protestò?
Protestai? Feci un casino esagerato! Ma non si venne a capo di nulla. Gli operai del cimitero ammisero che si trattava di un resto umano ma dissero che sarebbe stato impossibile risalire al defunto al quale apparteneva quell’osso perché in quello stesso fosso erano state seppellite centinaia di persone. Si giustificarono dicendo che una cosa del genere poteva capitare durante una riesumazione. Li ascoltai inorridita.

Ha sporto denuncia?
L’avrei fatta volentieri ma poi ho avuto altri problemi a cui pensare e francamente mi è sembrato pure inutile perdere tempo con chi, per come mi ha risposto, avrebbe trovato anche il modo per farmi stare dalla parte del torto…  

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