Lui si chiama Andrea Omboni (nella foto in copertina), è un dipendente comunale ed il contenuto di una sua dettagliata denuncia-querela, protocollata il 4 gennaio scorso presso la Procura della Repubblica di Napoli, è destinato a suscitare molto scalpore.

Omboni, in questo esposto, elenca infatti una serie di gravi irregolarità che, a suo dire, si sarebbero consumate nel parcheggio Multipiano di via San Francesco ai Gerolomini, struttura in cui egli ha lavorato negli ultimi dodici mesi.

Omboni sostiene di averne viste davvero di tutti i colori e che, stanco di assistere passivamente a situazioni a dir poco incresciose, ha deciso di rivolgersi alla giustizia dopo una serie di segnalazioni verbali senza alcun esito.

Le prime righe della denuncia-querela presentata da Omboni il 4 gennaio in Procura
Il segretario generale Matteo Sperandeo

Risultato: il 17 marzo gli viene notificato, a firma del segretario generale Matteo Sperandeo, il trasferimento in un altro ufficio “per esigenze di servizio”.

Trasferimento che fa il paio con quello che egli stesso ha subìto lo scorso anno (dalla sede centrale del Municipio, dove era guardia giurata, al Multipiano) in seguito ad un altro suo esposto in cui denunciava  alcune irregolarità commesse da due funzionari comunali, suoi superiori.

Stavolta però la situazione è molto diversa.

E Omboni ci spiega perché.

Andrea Omboni

“Se nella precedente occasione sono stato ben felice di cambiare aria perché si era creato contro di me un clima ostile, di oggettiva incompatibilità ambientale, che non mi avrebbe permesso di svolgere il mio lavoro in maniera serena – ci dice Andrea – adesso invece il mio allontanamento dal Multipiano, peraltro già paventato in un documento sindacale (che pubblichiamo nella foto sottostante, ndr) in cui, il 23 febbraio scorso, si preannunciavano trasferimenti per chi si “oppone al sistema”, è grave almeno quanto i fatti che ho denunciato in Procura”.

L’interno del parcheggio Multipiano di via San Francesco ai Gerolomini

“E’ grave innanzitutto perché si elimina un testimone scomodo di eventuali reati che secondo me si stanno ancora consumando all’interno del Multipiano. Ed è grave perché si va a violare una legge molto recente, la 179 in vigore dal 29 dicembre scorso, che vieta tassativamente alla Pubblica Amministrazione di trasferire, demansionare o mobbizzare un dipendente che denuncia episodi di malaffare avvenuti nel luogo in cui egli presta la propria attività. Ed è questo il motivo per cui, prima che fosse approvata questa legge, temendo che potessero trasferirmi, io non avevo mai sporto formalmente denuncia sulle cose che ho visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie in quel parcheggio, limitandomi a segnalazioni confidenziali, che però, non hanno prodotto alcun effetto concreto. Chi faceva i propri comodi lì dentro ha continuato a farli sebbene qualcuno, grazie a me, dovesse per forza essere a conoscenza di cosa accadeva e non è mai intervenuto per prendere provvedimenti e sebbene avessi preannunciato verbalmente a chi di dovere  che, prima o poi, continuando quell’andazzo, mi sarei rivolto alla Procura.   

Andrea Omboni

“La storia del Multipiano – conclude Omboni –   è abbastanza lunga ed insidiosa. Spero che un giorno potrò raccontarla seduto vicino alla scrivania di un magistrato. Sia chiaro: chi crede che il trasferimento mi abbia fermato, si sbaglia. Al contrario, invece, credo mi abbia dato la carica e la forza di agire e per capire anche cosa sia accaduto circa un anno fa in occasione dell’altro trasferimento da me subìto. Nel periodo in cui ho lavorato presso il multipiano sono stato discriminato e mobbizzato: se non ci fossero stati alcuni colleghi che mi hanno sostenuto psicologicamente, mi sarei davvero trovato in difficoltà. Le azioni persecutorie sono avvenute sia prima che dopo aver depositato la denuncia in Procura. Dimostrerò nelle sedi opportune che tutto ciò che ho denunciato è vero e che le indagini svolte dalle Autorità competenti hanno avuto un riscontro nell’ambito delle mie segnalazioni”.

Perché lo faccio? Per senso di giustizia, per senso del dovere e per dare un segnale a tanti altri lavoratori che assistono ad ogni tipo di magagna o sopruso, oppure ne sono vittime, ma non hanno il coraggio di denunciare. Se vogliamo cambiare davvero le cose, non dobbiamo avere paura di metterci la faccia. A maggior ragione ora che c’è una legge a protezione di chi sporge determinate denunce. Una legge che, se le cose andranno come devono andare, l’Amministrazione si pentirà amaramente di aver calpestato nei miei confronti.

Attendiamo dunque gli sviluppi di questa vicenda e speriamo che al più presto si accerti se davvero c’è del marcio al Multipiano e, se c’è, che venga estirpato rapidamente.

Ma, soprattutto, auguriamoci che, al Comune di Pozzuoli, chi denuncia venga premiato o quanto meno pubblicamente elogiato, non mortificato.

Altrimenti, a che serve riempirsi la bocca con marce o consulte per la legalità?