“Un’estorsione di cui la Curia si deve solo vergognare”.

Usa termini pesantissimi Paolo Tozzi, consigliere comunale dei Verdi e presidente della commissione municipale lavori pubblici, che, nella sua doppia veste, ha approvato il permesso a costruire con cui la Diocesi vuole ristrutturare l’area cimiteriale di sua proprietà.

Un atto che, di fatto, consente alla Chiesa puteolana di chiedere soldi  (1650 euro) ai cittadini già concessionari di una nicchia, per la sistemazione dei resti mortali  in essa contenuti prima in un loculo “parcheggio” privato e poi in uno dei nuovi tumuli che saranno realizzati al termine dei lavori.

L’esternazione del consigliere è a corredo di un’intervista, realizzata dall’emittente televisiva Quarto Canale, a Carlo Cuomo (componente laico del consiglio degli affari amministrativi della Diocesi), il quale cerca di spiegare la necessità degli interventi edilizi e del contributo economico imposto a chi  ha in concessione una delle nicchie che dovranno essere abbattute e ricostruite.

Tozzi, nel suo commento, si scusa per aver votato la delibera di concessione per questi interventi, sostenendo che l’esborso di danaro richiesto dalla Chiesa ai concessionari dei vecchi loculi non era mai venuto fuori sui tavoli di lavoro  che hanno preceduto la votazione dell’atto in Consiglio.

Votazione avvenuta l’11 febbraio scorso e che ha visto FAVOREVOLI il sindaco Figliolia e tredici consiglieri (oltre a Tozzi, anche Franco Amato, Mariano Amirante, Vincenzo Daniele, Lydia De Simone, Marzia Del Vaglio, Mena D’Orsi, Tito Fenocchio, Salvatore Maione, Gennaro Pastore, Mimmo Pennacchio, Tommaso Scotto e Gianluca Sebastiano), con i voti CONTRARI di Antonio Caso, Domenico Critelli e Raffaele Postiglione, l’ASTENSIONE di Gigi Manzoni, Pasquale Giacobbe e Sandro Cossiga, mentre erano ASSENTI Salvatore Caiazzo, Mario Massimiliano Cutolo, Enzo Pafundi, Maria Rosaria Testa e Antonio Villani.

Il sindaco Enzo Figliolia (foto gino conte)

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Paolo Tozzi, consigliere dei Verdi (foto gino conte)

Un plauso va dunque al coraggio mostrato da Tozzi nello scrivere, senza diplomazia, ciò che pensa di questa situazione e nel pentirsi pubblicamente di aver ratificato un atto che ha prodotto svantaggi a moltissimi cittadini.

Una presa di posizione che, tuttavi

a, per essere concreta, deve ora tradursi in azioni politiche, di cui seguiremo gli eventuali sviluppi.

Magari già a partire da lunedì, quando consiglieri e Sindaco riceveranno, attraverso il  protocollo comunale, una lettera aperta (di cui vi anticipiamo il contenuto nella fotografia sottostante) firmata da Gino Ravveduto, presidente del comitato ‘A Livella, costituito formalmente ieri, all’interno del cimitero di via Luciano,  nel corso di una riunione a cui hanno partecipato spontaneamente circa 400 cittadini direttamente interessati al pagamento (parziale o totale) di questa somma.

Comitato che ha aperto un gruppo su Facebook (cliccare qui per iscriversi) in cui saranno illustrate tutte le iniziative da intraprendere nell’ambito di questo contenzioso, che secondo Ravveduto “è scandaloso, nella misura in cui si chiedono, a cittadini che hanno già pagato a suo tempo soldi per una concessione, altri soldi che serviranno alla Diocesi per costruire anche nicchie che verranno messe sul mercato e su cui la Chiesa lucrerà un guadagno”.

I consiglieri Caso e Postiglione in una foto di stamattina all’esterno della sede della Curia

Stamattina, infine, Raffaele Postiglione e Antonio Caso (due dei tre consiglieri comunali di opposizione che avevano bocciato la delibera di autorizzazione alla costruzione di queste nicchie) si sono presentati nella sede della Curia per parlare della vicenda con il Vescovo.

Attraverso la sua segreteria, monsignor Pascarella ha fatto tuttavia sapere che intende interloquire con loro di questa situazione solo alla presenza dei tecnici incaricati del progetto.

Postiglione (Pozzuoli Ora) e Caso (Movimento Cinque Stelle) hanno preannunciato che torneranno in Curia lunedì perché “la pazienza non è infinita ed i nostri concittadini non possono aspettare altro tempo per sapere come devono muoversi di fronte a quella che sicuramente è un’ingiustizia ma che, a nostro avviso, è anche una richiesta di denaro illegittima”.

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