Si aprirà un contenzioso legale tra i concessionari di 2.198 nicchie  del cimitero  vescovile e la Curia.

Lo hanno deciso stamattina i rappresentanti dei cittadini interessati ai lavori che si dovranno svolgere in quella parte di camposanto per abbattimento, ricostruzione e adeguamento igienico-funzionale.

L’incontro, svoltosi in un noto bar di Arco Felice e convocato da Gino Ravveduto (presidente del comitato civico ‘A Livella) si è reso infatti necessario alla luce dell’importante novità emersa negli ultimi giorni, ossia il rilascio, da parte del Comune, del permesso di costruire (intestato al vescovo Gennaro Pascarella) per poter iniziare le opere.

Una svolta che, secondo gli intestatari dei loculi, prima ancora di aprire il cantiere, dovrà portare ad un chiarimento definitivo su chi dovrà caricarsi (in quale misura e per quali servizi) gli eventuali costi di trasferimento dei resti mortali dalle vecchie alle nuove nicchie, oltre a quelli di transito verso quelle “provvisorie”.

Costi che inizialmente erano stati fissati dalla Curia in 1.650 euro a loculo: contributo respinto dalla quasi totalità dei potenziali ‘tassati’ e sulla cui obbligatorietà la Diocesi ha fatto un passo indietro ma senza mai formalizzare in alcun modo questa retromarcia.