Ricevo e pubblico*

Mi chiamo Mariavincenza Testa, sono una ex dipendente di Vulcano Solfatara.

Conoscerete tutti, credo, i tragici fatti avvenuti nel cratere della Solfatara il 12 settembre 2017.

Quel maledetto giorno, quasi un’intera famigliola veneta trovò la morte proprio lì.

Bambino, papà e poi mamma furono uccisi dai gas di una buca che si aprì improvvisamente sotto i piedi.

Quello stesso pomeriggio il cratere fu messo sotto sequestro giudiziario e da allora sono in corso le indagini per accertare le responsabilità ed una eventuale riapertura.

Dopo questo breve e doloroso sunto, è bene chiarire che lungi da me proferire mezza parola in merito alla drammatica vicenda, che il silenzio deve essere assoluto per rispetto alle vittime e che siamo tutti d’accordo che le indagini debbano fare il loro corso seppur lungo.

Forse non tutti sanno però che l’azienda Vulcano Solfatara aveva un’altra attività: un campeggio.

Questo continuò a funzionare e a dar lavoro a noi dipendenti.

Il 26 ottobre dello stesso anno anche il campeggio fu messo sotto sequestro, questa volta preventivo.

Non aiutò allora la valutazione di alcuni “ESPERTI” in materia che sentenziarono l’aria del campeggio come “IRRESPIRABILE” a causa dei gas provenienti dal sottosuolo.

Ora, come dipendente mi permetto di dire che lì ci passavo la maggior parte delle mie giornate e mai mi sono sentita male per questo.

Posso segnalare affezionati clienti che nel campeggio trascorrevano lunghi periodi estivi.

Come cittadina invece mi domando il perché queste valutazioni siano rimaste all’interno del cancello Solfatara e mai è stato segnalato uguale o addirittura superiore pericolo in altri luoghi poco distanti dal Vulcano.

L’azienda con dispiacere cominciò a licenziare quasi tutti.

Mi scioccò una delle motivazioni della chiusura: il campeggio era una struttura turistica/ricettiva che insisteva nella zona rossa che ben conosciamo.

Il tempo non mi è mancato in questo lungo anno, ho passeggiato molto intorno all’intera area, mi sono guardata intorno e ho tanto riflettuto.

Ad oggi non trovo una logica a tutto ciò.

In questo momento mi trovo e scrivo dal punto più alto del costone del cratere: vedo alla mia sinistra un bellissimo albergo e alla mia destra so che c’è un intero Rione, scuole, negozi.

Ma se percorro qualche chilometro, troverò via Antiniana, dove abbondano strutture ricettive immerse nelle fumarole, nelle buche con gas e vapori.

Ancor più giù, via Pisciarelli con una fangaia alle spalle di un altro hotel, non transennata e facilmente raggiungibile.

Se si stanno tutelando vite umane, posso chiedere  COERENZA????????

POSSO FARLO O DEVO AVER PAURA??????

Perché sono sola a scrivere??????

Perché “IO” credo ancora che a dir la verità non ci sia nulla da temere: “O NO???????”

Devo forse temere che qualcuno si innervosisca solo perché sto dicendo ciò che penso, ciò che ho documentato con video e con foto??????

Devo temere a chiedere COERENZA?????????

*Mariavincenza Testa