Nove giorni fa, abbiamo pubblicato un articolo sulla singolare situazione che sta investendo l’associazione “San Paolo Apostolo”, il circolo ricreativo ospitato in un locale di proprietà della parrocchia di Santa Maria delle Grazie e che, per circa metà della sua superficie (nell’area adibita a sede dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia) è stato dato in locazione (dal Consiglio Economico della stessa parrocchia) alla compagnia di navigazione “MedMar” per istituirvi una biglietteria marittima, con ingresso da via dell’Emporio.

Circostanza che andrà a ridurre notevolmente gli spazi finora in uso ai soci della “San Paolo”, che, pur avendo a disposizione la parte dell’immobile con ingresso dal Largo Santa Maria delle Grazie (vedi foto a sinistra), in virtù di un tacito accordo con i fruitori del resto dell’immobile, utilizzavano anche quelli donati all’Anmi all’interno dello stesso cespite quando quest’ultimo sodalizio non doveva adoperarli per le proprie attività.

Il nostro articolo è stato redatto dopo aver visionato un filmato di protesta da parte di un gruppo di anziani del circolo, dopo aver interpellato don Tonino Russo (parroco di Santa Maria) e i vertici locali dell’Anmi.

La parte del locale che ospiterà la biglietteria “MedMar”

29 soci dell’associazione “San Paolo” ci hanno però scritto per “fare piena chiarezza” sulla vicenda, contestando il contenuto di alcune parti di questo articolo.

Riportiamo integralmente le loro considerazioni:

“L’immobile non è mai stato frazionato in due locali. A memoria nostra, e non solo, vi è stata sempre una sola unità immobiliare utilizzata come sede dell’Associazione Cattolica. Oggi si vuol fare questa divisione, (è legittima??) con conseguente cambio di destinazione d’uso di una porta (una decisione che tocca ad altri organi). Circa dieci anni addietro il sempre compianto Don Pietro Matarese, un giorno si recò nei locali dell’Associazione e spiegò ai soci che, per ragioni di opportunità, bisognava dare ospitalità all’Associazione Marinai d’Italia.  Ci fu qualche mugugno, ma durò lo spazio di un mattino! La coesistenza ha sempre conosciuto solo rispetto, collaborazione e reciproca  comprensione. In sostanza non cambiò nulla: rimasero sedie, tavolini, apparecchio televisivo (il tutto poi rinnovato negli anni) a spesa esclusiva dell’associazione S. Paolo che da sola si è fatta carico delle spese di ordinaria manutenzione. Va anche aggiunto che l’Associazione Marinai è stata sempre sensibile nel riconoscere gli sforzi della “S. Paolo”, versando alla stessa, anche qualche contributo. Quando si afferma che “i pensionati del San Paolo” sono aumentati di numero e hanno sconfinato nella porzione destinata all’Anni finendo per occupare l’intero locale, si commette un falso colossale. Non vorremmo affondare il coltello nella ferita, ma nel contempo bisogna dare precedenza alla verità: la trattativa con la Medmar è stata sempre condotta in gran segreto, senza ricevere alcuna informazione! Sono stati due soci della “S. Paolo” a scoprire gli altarini per motivi occasionali ( a volte il diavolo ci mette la coda…) quando (forse), tutto era già concordato per realizzare la biglietteria. Vogliamo inoltre concludere che, tutto questo è avvenuto quando il Covid non esisteva. Oggi per la norme sul distanziamento sociale si vuol lasciare uno spazio di circa 20 mq per settanta persone. Ogni commento sarebbe inutile!”.

Questa la versione dei fatti dei firmatari della missiva (CLICCA QUI PER LEGGERNE IL TESTO INTEGRALE E LE FIRME), i quali lanciano dunque pesanti insinuazioni sulla legittimità del contratto di fitto di una proprietà, che, a loro dire, sarebbe stata, di fatto, divisa in due parti soltanto adesso.

Cosa risponderà Don Tonino Russo? E l’Anmi avrà qualcosa da dire? 

Non resta che aspettare.