Come recita la tabella all’esterno del cantiere, i lavori sono iniziati il 3 giugno, ma la data di fine dell’opera ancora non si conosce per l’adeguamento igienico-sanitario del mercatino di via Fasano. E, con l’avvicinarsi delle festività natalizie, aumenta la tensione e la preoccupazione tra gli 88 ambulanti al dettaglio che dal 20 aprile sono costretti a svolgere la propria attività all’interno di alcuni capannoni nell’area ex Sofer.

L’allarme per una situazione che diventa sempre più imbarazzante è lanciato da Aldo Marcellini, coordinatore nazionale del sindacato Unimpresa per il commercio su aree pubbliche.

“Entro martedì prossimo 10 dicembre –esordisce Marcellini- il Comune deve farci sapere se entro il 15 gli operatori possono prendere possesso della nuova struttura, anche perché questi ultimi devono programmare sia gli acquisti di merce da effettuare in vista delle festività natalizie sia l’atteggiamento da tenere”.

Ma qual è lo stato dell’arte?

E’ lo stesso Marcellini a tracciare un bilancio dello stato di avanzamento di quei lavori.

“Dopo l’ennesimo sopralluogo che ho effettuato con il direttore dei lavori e l’impresa, al 2 dicembre le cose stavano così: su 49 posteggi per l’ittico, 40 sono stati pavimentati ed è stata avviata la posa per i rivestimenti, nonché completata la predisposizione per gli impianti idraulici ed elettrici, è stata iniziata la messa in opera della struttura centrale che sorregge il tetto, finito il massetto del viale centrale da pavimentare ed intonacate le pareti laterali. Per la zona dell’ortofrutta è tutto completato in 30 box su 38 più il viale centrale, è quasi ultimata la struttura del tetto, mentre mancano pavimentazione e rivestimenti per gli 8 box degli alimentaristi. I bagni pubblici non sono stati ultimati e manca la predisposizione per l’illuminazione dei corridoi centrali. Comprendo lo sforzo dell’impresa nel lavorare anche col maltempo –aggiunge il rappresentante sindacale degli ambulanti- ma, di questo passo, ho forti perplessità che si riesca a consegnare la struttura entro il 15 dicembre. Visto che c’è già un’intesa secondo cui inizialmente la fornitura elettrica e idrica potrà essere garantita dal Comune attraverso le cabine già esistenti nel mercato, io auspico che venga almeno concesso il nulla osta sanitario per poter  cominciare a lavorare nel nuovo mercato. Credo infatti che per il 15 dicembre non potranno essere soddisfatte tutte le prescrizioni richieste dall’Asl, ma credo anche che la mancata separazione tra un operatore e l’altro non sia direttamente collegata all’igienicità della struttura e alla metodologia di vendita. Tanto più che i lavori potrebbero proseguire comunque a mercato chiuso, sia tutti i pomeriggi sia il lunedì”.

Come se ne esce?

“Il Comune –prosegue Marcelliniha recepito il nostro invito e a breve lo sottoporrà all’Asl. Serve un intervento politico affinchè si faccia prendere atto alle altre amministrazioni che tutto è in fase di ultimazione e che per una questione di rifinimenti sarebbe un atto barbarico non consentire il trasferimento degli operatori nella nuova struttura e offrire ai cittadini una possibilità di fare acquisti in un posto più dignitoso, moderno ed efficiente”.

Già, ma se tutto ciò non fosse possibile e gli ambulanti dovessero essere costretti a restare nell’area ex Sofer anche durante le festività natalizie?

“Allora –dice il sindacalista di Unimpresa- il Comune e l’Asl dovrebbero consentire un parcheggio molto più ampio di quello attuale, anche perché si spera che l’affluenza al mercato nel periodo natalizio sia molto più consistente di quella che purtroppo si sta registrando negli ultimi mesi”.

E nel caso in cui anche questa richiesta dovesse andare in fumo?

“In questo caso, non ci resterebbe che chiedere all’Amministrazione di restare al nostro fianco per una vibrante protesta –conclude Marcellini- Credo che la misura sia ormai colma. Tra quanto speso per attrezzare l’area ex Sofer e  per rimettere a posto il mercato, rasentiamo un costo di circa 1 milione di euro. In otto mesi una donna quasi partorisce: in otto mesi e con i soldi già investiti si poteva pensare di mettere mano ad un polo  come struttura definitiva accorpando i tre mercati giornalieri e decongestionando il centro storico…”.

La situazione resta insomma abbastanza ingarbugliata.

E “condìta” anche da un curioso episodio: qualche giorno fa, infatti, nell’ex area Sofer i pescivendoli hanno trovato il loro capannone (quello centrale) “sigillato” -su entrambi i varchi principali- da alcuni infissi, al punto tale da non poter nemmeno entrare a prendere possesso dei propri box.

Chi è stato e perché, nessuno lo sa.

Il Municipio dovrebbe prodigarsi per chiarire questo autentico mistero.

Le cui conseguenze sono lì, sotto gli occhi increduli di tutti.