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Nuovo mercato: ambulanti in rivolta

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“Avete fatto la carretta e vi siete scordati il cavallo!”. E’ tutto in quest’atto di accusa lanciata all’indirizzo del Comune il senso della protesta che ieri ha visto protagonisti gli 88 venditori ambulanti del mercatino al dettaglio di via Fasano.

Già da oggi, infatti, gli operatori della struttura chiusa venerdì scorso per motivi igienico-sanitari in seguito ad un controllo congiunto di Asl e carabinieri dei Nas, potrebbero trasferirsi nella nuova area attrezzata dal Municipio  all’interno del parcheggio ex Sofer.

Ma i venditori di pesce, frutta, verdura e altri generi alimentari si rifiutano di effettuare il trasloco se non verranno accontentati in tutte le loro richieste.

E così, dopo un sopralluogo nella loro nuova “casa” (dov’erano ancora in corso i lavori di allestimento)  hanno occupato per protesta la vecchia sede fin dalle prime ore del mattino.

Un sit-in pacifico, presidiato dai vigili urbani, che avevano aperto la struttura per consentire agli ambulanti di iniziare ad organizzare materialmente il trasferimento di tutte le attrezzature.

Sul posto anche i rappresentanti del sindacato di categoria Unimpresa (il coordinatore nazionale Aldo Marcellini e il segretario cittadino Gianluigi Valente), che hanno cercato sia di riportare alla calma gli ambulanti, sia di sottolineare all’assessore al commercio Carlo Morra (giunto prontamente sul luogo della protesta) la necessità di accogliere soprattutto la principale richiesta degli operatori: dotare la nuova area mercatale di un parcheggio per la clientela.

Tra le prescrizioni imposte dall’Asl, infatti, c’è il divieto assoluto di ingresso, nella zona di vendita, di qualsiasi veicolo, ad eccezione delle auto degli operatori  e dei mezzi adibiti al carico e allo scarico delle merci per il solo tempo occorrente a quest’ultima attività.

Gli ambulanti chiedono invece che sia consentito il parcheggio a tutti coloro che devono andare a fare la spesa lì e vogliono che il Comune metta fin da subito a disposizione la vicina area (attualmente recintata) che confina con i suoli dell’ex Sofer.

Dal canto suo, l’assessore Morra, nel corso di una discussione a tratti anche molto accesa con i venditori, ha replicato che “l’Amministrazione ha chiesto un incontro con il proprietario di quell’area per valutare questa possibilità, ma non è una cosa che si può fare subito. L’importante è cominciare a lavorare, è una soluzione di emergenza e risolveremo un problema alla volta”.

Una risposta che però non è affatto piaciuta agli ambulanti, i quali, senza un’area di parcheggio per i loro clienti, sono intenzionati a rifiutarsi di entrare nel nuovo mercato.

“Già veniamo da una settimana senza lavorare –dicono i venditori- e in questo periodo di crisi abbiamo ricevuto un danno economico enorme. Che senso ha mandarci in un posto dove la gente può arrivare soltanto a piedi? Chi verrà a spendere qui non sapendo dove poter parcheggiare? Molti nostri clienti sono persone anziane: dove stavamo prima, almeno c’era lo stazionamento del pullman a due passi, ma adesso?”.

Ma le lamentele degli operatori non finiscono qui.

“Ci siamo entrati in quei capannoni –dicono- Si muore dal caldo già adesso che sono liberi da persone e cose, figuriamoci con la gente dentro e con le temperature che saliranno: sarà un inferno. E poi vendere al chiuso, sapete che puzza!!! Ma pure le pavimentazioni in legno: saranno pure antincendio e impermeabili così come ci hanno assicurato, ma se ci dovesse gocciolare acqua di pesce, e tutti sanno che può capitare, non vogliamo nemmeno immaginare il tanfo! E, comunque sia, anche l’ampiezza dei box di vendita si è ridotta: praticamente ognuno di noi ha perso sette metri quadrati di spazio, non sappiamo nemmeno se c’entrano tutte le attrezzature. Lavorare in condizioni del genere è inconcepibile! Ci stanno mandando allo sbaraglio e non è giusto!”.

Oggi sapremo come sarà andata a finire.

La tensione, per il momento, è altissima.

Anche per il futuro: “Vogliamo solo sperare che il Comune si sbrighi a iniziare e completare tutti i lavori che si devono fare nella vecchia sede –concludono gli ambulanti- Costi quel che costi, noi vogliamo tornare al più presto dove stavamo prima. Che a nessuno venga in mente di portarci via del centro storico, perché sarebbe la nostra morte e la impediremo con tutte le forze che abbiamo”.

Un messaggio fin troppo chiaro all’Amministrazione, intenzionata a valutare con attenzione la spesa necessaria ad adeguare il vecchio mercatino alle prescrizioni dell’Asl.

Una spesa che, come trapela dalle “stanze dei bottoni” del Comune, se dovesse risultare ingente, il Municipio avrebbe intenzione di evitare prendendo in considerazione il trasferimento di tutti i mercati giornalieri in un’area tra via Campana e via Fascione, alle spalle del cimitero.

Un’ipotesi, quest’ultima che gli ambulanti, a quanto pare, non vogliono nemmeno sentir pronunciare…

(da “Il Corriere Flegreo” del 20 aprile 2013)      

 

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